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·3. Juni 2026
A Lanciano, atleti con disabilità e detenuti uniti dal calcio: "Un'esperienza di straordinario valore umano"

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Sabato 30 maggio la Casa Circondariale di Lanciano è stata teatro di un'iniziativa di grande valore sociale: 'Calcio per Legalità e Libertà: oltre gli Stigmi'. L'evento, promosso dall'Associazione Sportiva Dilettantistica Lanciano Special e dalla Direzione della Casa Circondariale, e patrocinato dalla Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, ha creato un ponte concreto tra il mondo dello sport inclusivo e l’istituzione penitenziaria.
Il cuore della manifestazione è stata la partita di calcio - a squadre miste - che ha visto scendere in campo gli atleti della Lanciano Special (che due settimane prima erano a Coverciano per la Finale Nazionale DCP, essendo i campioni regionali di Terzo livello della DCP Abruzzo) e un gruppo di persone detenute.


"Questo evento rappresenta un modello di resilienza e integrazione", ha dichiarato Daniele Paone, presidente dell'ASD Lanciano Special. "Attraverso il calcio, vogliamo abbattere gli stigmi che spesso circondano la disabilità, sia essa intellettiva, sensoriale, fisica e psichiatrica, promuovendo empatia e rispetto reciproco". “Esistono profonde analogie tra atleti paralimpici e detenuti: entrambi devono dimostrare alla società sempre qualcosa in più per eliminare le etichette che ad essi vengono affibbiate” ha affermato il referente regionale della DCP, Donatello Paone.
“Lo sport ha lo straordinario potere di abbattere le barriere, creare relazioni autentiche e promuovere il senso di comunità. L’incontro tra le persone ristrette nel nostro Istituto e le persone con disabilità ha rappresentato un‘esperienza di straordinario valore umano, prima ancora che sportivo. Un’occasione unica, in cui il linguaggio universale dello sport ha consentito di superare differenze e luoghi comuni per restituire centralità alle persone, alle loro potenzialità, oltreché ai sentimenti e alle emozioni più autentiche” ha sottolineato Daniela Moi, direttrice della Casa Circondariale.


Giovanni Sacripante, responsabile nazionale della DCP, non ha potuto essere presente fisicamente, ma è intervenuto tramite un videomessaggio: "Al centro di questo evento - ha detto - c'è un argomento a cui noi della DCP teniamo molto. Sappiamo bene che ci sono muri, visibili e invisibili, che separano le persone. Il linguaggio dello sport, del calcio, è capace di superare questi muri. Atleti con disabilità e detenuti sono scesi in campo insieme, non per dimenticare chi sono, ma per ricordare che sono persone, con le loro qualità e le loro fragilità. Persone con una dignità che nessuno può cancellare. Persone che desiderano essere viste al di là di quello che magari la società ha deciso di vedere.
"Un pallone che rotola sul campo - ha concluso Sacripante - diventa un simbolo di libertà, di essere ascoltati, riconosciuti, la libertà di poter ricominciare. A Lanciano non si sono giocate solo delle partite di calcio: ci sono stati strette di mano, sorrisi e rispetto dell'altro. Vogliamo ripetere iniziative di questo tipo, che mettono in risalto il valore educativo e sociale dello sport. Ringrazio il Ministero della Giustizia, la Direzione della Casa Circondariale di Lanciano, il Lanciano Special e tutti coloro che hanno lavorato per organizzare l'evento".







































