Amadeus: «Su Inzaghi non dobbiamo avere la memoria corta. Discutere Barella e Thuram vuol dire non capire niente di calcio» | OneFootball

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·28. Februar 2026

Amadeus: «Su Inzaghi non dobbiamo avere la memoria corta. Discutere Barella e Thuram vuol dire non capire niente di calcio»

Artikelbild:Amadeus: «Su Inzaghi non dobbiamo avere la memoria corta. Discutere Barella e Thuram vuol dire non capire niente di calcio»

Amadeus ha rilasciato un’intervista a Tuttosport nella quale ha parlato della sua amata Inter e non solo

Amadeus, uno dei presentatori più amati della televisione italiana e noto tifoso nerazzurro, fa il punto sul momento dell’Inter in questa intervista rilasciata a Tuttosport.

L’ELIMINAZIONE IN CHAMPIONS LEAGUE «Pur dispiacendomi, sono concentrato sul campionato. Probabilmente la Champions, che è chiaramente importantissima, avrebbe tolto molte energie psicofisiche. Oggi credo che l’Inter debba pensare quasi esclusivamente al cucirsi lo scudetto sulla maglia».


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L’AMARO IN BOCCA PER IL BODO GLIMT «Magari non hanno le individualità di spicco, ma il Bodo Glimt è una squadra forte, solida, lo ha dimostrato anche contro altre grandi d’Europa».

L’ATALANTA UNICA ITALIANA IN CHAMPIONS «Sull’Atalanta si fa psicologicamente un ragionamento diverso. L’Europa è una vetrina importantissima. Non stanno lottando per vincere lo scudetto, è chiaro che poi se si entra nella zona delle coppe, è un gran bel risultato nel dopo Gasperini. Per l’Atalanta le coppe diventano quasi una priorità».

L’USCITA DEL NAPOLI DALL’EUROPA «Ci si poteva aspettare di più. Questo dimostra che quando non giochi le coppe è tutto più facile scendendo in campo solo una partita a settimana. E quando giochi le coppe c’è un dispendio di energie, secondo me, quadruplicato».

I 10 PUNTI DI VANTAGGIO IN SERIE A «Non ci si può nascondere. Capisco ci sia superstizione, giusto che giocatori e allenatore siano cauti. Però da tifoso dico che mezzo scudetto, con 10 punti di vantaggio, ce l’hai cucito sul petto. Sono assolutamente fiducioso che tutti all’Inter siano in grado di gestire questo super vantaggio. Se a settembre mi avessero detto: “L’Inter a fine febbraio avrà 10 punti di più rispetto alla seconda in classifica”. Avrei risposto: “Dove si firma?”. Non l’avrei mai immaginato. Chivu era una scommessa, anche la tifoseria lo guardava con affetto e curiosità: appartiene al Triplete e alla storia dell’Inter».

GLI PIACE CRISTIAN CHIVU «Molto. Apprezzo come lavora con i giovani e come stia gestendo la squadra. Non ci sono 11 titolari, ma 16. Fa giocare un po’ tutti. Dimostra di essere un allenatore preparato. Sta rifacendo quanto di bene fatto in Primavera e a Parma».

IL CONFRONTO CHIVU-INZAGHI «Sono due allenatori diversi. Su Inzaghi non dobbiamo avere la memoria corta, ha portato all’Inter coppe, prestigio e uno scudetto, è un grande allenatore, non si discute. Chivu ha un altro metodo, forse valorizza maggiormente i giovani».

IL BILANCIO DELLA SCORSA STAGIONE «Da tifoso ti fa male, soprattutto per come è finita, perché due mesi prima pensavamo in maniera totalmente diversa. Ma è chiaro che fa parte del calcio, nella storia delle grandi squadre europee o mondiali ci sono annate dove tutto si incastra in maniera perfetta, altre volte questo purtroppo non accade. E finisce anche come è finita a noi l’anno scorso. Dico sempre che il concetto di pazza Inter esiste sempre, altrimenti non sarebbe chiamata così da tutti».

L’AVVICINAMENTO AL DERBY «Prima c’è il Genoa, una bella squadra, allenata bene da De Rossi, servirà un partitone per vincere. Col Milan puoi anche pareggiare, ma non devi perdere. Non tanto perché i punti si potrebbero ridurre a 7, che sono sempre tanti, ma per una ragione psicologica e nel dimostrare che l’Inter è la squadra più forte del campionato».

I GIOCATORI SIMBOLO DELL’INTER ODIERNA «Per rispecchiare lo stile Chivu andrei su due giocatori. Uno è Pio Esposito: lui rispecchia Chivu, cioè il ragazzo avuto dal mister nel settore giovanile, poi mandato in giro e che è tornato in nerazzurro fortemente voluto dal suo allenatore, che gli ha dato fiducia, non l’ha tenuto in panchina. Pio è parte concreta dell’Inter. Poi Zielinski, che è tornato fisicamente integro: oggi è uno dei più forti in assoluto della Serie A».

BARELLA E THURAM «Discutere Barella e Thuram vuol dire non capire niente di calcio. Sono fortissimi, capita come ognuno di noi che abbiano dei momenti non brillanti nel proprio lavoro. Non dobbiamo subito attaccarli, ma aspettarli».

I RINFORZI PER IL FUTURO «Non vorrei fare nomi. Forse all’Inter servirebbe un centrocampista fisicamente forte, che possa fare anche gol e abbia esperienza. Un Rabiot per capirci. Poi probabilmente serve qualcuno in difesa vista l’età di Acerbi e De Vrij. E magari un sostituto di Sommer, che è un gran portiere, ma si potrebbe puntare su un giovane per il futuro».

IL FIGLIO JOSÉ NELLE GIOVANILI DELL’UDINESE «Giusto che si diverta, gioca in una società serissima, ha una grandissima passione, vedremo cosa creerà nella sua vita, è ancora presto per decidere, ha 17 anni. Vado a vedere tutte le partite, mi diverto tanto a osservare i giovani. Dovremmo valorizzarli di più, ne beneficerebbe la nazionale»

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