Ancelotti a Il Giornale: «Calcio italiano ha perso ritmo e intensità. In Champions ho visto partite con molti gol ma…» | OneFootball

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·17. April 2026

Ancelotti a Il Giornale: «Calcio italiano ha perso ritmo e intensità. In Champions ho visto partite con molti gol ma…»

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Ancelotti a Il Giornale: «Calcio italiano ha perso ritmo e intensità. In Champions ho visto partite con molti gol ma…». Segui le ultimissime

In un’intervista esclusiva rilasciata a Il GiornaleCarlo Ancelotti, l’attuale commissario tecnico del Brasile e ex leggenda della panchina del Milan, ha analizzato con estrema lucidità lo stato di salute della Champions League e, soprattutto, del nostro campionato. Secondo il plurititolato emiliano, la massima competizione europea di quest’anno ha mostrato un equilibrio perfetto tra fase offensiva e difensiva, un bilanciamento che però sembra scricchiolare entro i confini della Serie A.

LA CHAMPIONS DI QUEST’ANNO? – «Ho visto partite con molti goal, Atletico Madrid-Barcellona e Bayern-Real Madrid hanno offerto momenti esaltanti per i tifosi. Ma troppi goal significa anche troppi errori, dei portieri, dei difensori. La cosiddetta pressione alta, l’uomo contro uomo comporta rischi continui e così il risultato cambia da un momento all’altro. Anche la ricerca della costruzione dal basso deve essere perfetta altrimenti paghi immediatamente la più piccola delle distrazioni».


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UN ABISSO TRA LA CHAMPIONS LEAGUE E LA SERIE A – «La differenza fondamentale riguarda il ritmo, non soltanto quello agonistico della corsa ma quello mentale, della partecipazione continua, dell’intensità che non è un sostantivo vuoto e non può essere utilizzato soltanto in alcune fasi della partita. Il calcio italiano ha perso proprio questo. E poi ha perso la solidità difensiva, già non abbiamo talenti in altre zone del campo ma il controllo eccessivo dell’aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche, quelle sulle quali abbiamo costruito la nostra storia, da sempre».

MANCANO ANCHE I TALENTI – «I grandi calciatori stranieri non vengono più in Italia, all’estero, tra corposi diritti televisivi e investitori potenti, si è formato un mercato più attraente. Dunque in serie A non ci sono più le eccellenze di riferimento internazionale come Falcao, Maradona, Platini, Krol, Rummenigge, Ronaldo, Ronaldinho e tutti gli altri di un’epoca lontana. I giovani italiani da chi imparano?».

MENTALITA’ DIFENSIVA – «Per quanto riguarda il calcio italiano o recuperiamo i difensori, o meglio la mentalità difensiva che ci ha garantito vittorie di club e nazionale, o continueremo a soffrire, perché il calcio è sì segnare un goal più degli altri ma anche prenderne uno in meno. Non è una battuta banale».

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