PianetaSerieB
·22. Mai 2026
💪🏼 Avellino, Favilli: "Campionato strepitoso. Non mi manca nulla per la A"

In partnership with
Yahoo sportsPianetaSerieB
·22. Mai 2026

Andrea Favilli, che in questa stagione ha dovuto fare i conti con numerosi problemi fisici, ha parlato della stagione dell'Avellino. Riprendiamo le sue parole da www.gianlucadimarzio.com.

Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images - Via One Football
Critiche - "Non ho mai capito perché la gente si ricorda di me solo quando sono infortunato, e mai quando segno o faccio un assist”.
Avellino - “Da un punto di vista collettivo, la squadra ha giocato un campionato strepitoso andando oltre le aspettative. Personalmente, invece, ho sofferto parecchio. Non è stato facile”.
Infortuni - “Mi hanno condizionato molto. Avrei potuto fare di più in Serie A? Sinceramente, me lo chiedo tutti i giorni. Ma ora sono pronto a riprendermela”.
Aspetto mentale - “Per svariati mesi è stata dura, soprattutto a livello mentale. Quell'infortunio mi condizionava in campo e nella vita di tutti i giorni: persino fare una passeggiata o cenare fuori diventava un peso. Psicologicamente ti massacra, non sei mai libero di testa. Ma poi ti metti al lavoro e aspetti il momento in cui finalmente inizi a stare meglio. Ballardini ha fatto un grande lavoro. Lo avevo già avuto al Genoa e tra noi c’è sempre stato un rapporto di profondo rispetto e stima reciproca”.

Gabriele Siri / IPA Sport / IPA
Ritiro - “È stata tosta. A fine dicembre ero rientrato stabilmente in gruppo, ma dopo una ventina di giorni ho subito una ricaduta. Quando sei fermo dall'inizio te ne fai una ragione, ma quando riparti e sei costretto a fermarti di nuovo è un colpo durissimo. Siamo dovuti tornare indietro: due mesi di lavoro differenziato prima di rientrare per il finale di stagione. Non ho mai pensato al ritiro perché sapevo che era un problema superabile. Mi svegliavo ogni mattina con l’unico obiettivo di tornare. Però non nego che questo stop mi ha fatto riflettere sul dopo: ho 29 anni, sono nel pieno della carriera e mi sento giovane, ma ho iniziato a chiedermi cosa farò ‘da grande’, quando avrò smesso”.
Il ritorno - “Il mio addio alla Puglia è nato a metà giugno. Stavo discutendo il rinnovo con i biancorossi, ma la trattativa è andata per le lunghe. Così ho scelto di accettare la proposta dell’Avellino, dopo aver parlato con la società e con Biancolino, che era l'allenatore all'epoca. Mi sono preso un paio di giorni per decidere. A Bari sono stato benissimo e abbiamo giocato una buona stagione; lasciare la piazza è stata una decisione sofferta, ma rifarei mille volte la scelta di venire ad Avellino. Sono qui per riprendermi tutto”.
Serie A - “Ci lavoro ogni giorno. So che se riesco a giocare trenta partite di fila, in Serie A posso tornarci. Non mi manca nulla, ho solo bisogno di continuità. Sono molto autoironico e non mi prendo mai troppo sul serio, ma questo obiettivo lo devo all’Andrea ragazzino che l’ha sempre sognato. Vorrei solo che un giorno la gente tornasse a parlare di me per quello che faccio vedere in campo, e non per il classico discorso del: 'sai, lui era forte, ma quanti infortuni...'. Adesso basta”.







































