Boi: «Bisogna avere fame di vittorie, lo ha dimostrato il Pisa! E sulle scelte di Pisacane…» | OneFootball

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·17. März 2026

Boi: «Bisogna avere fame di vittorie, lo ha dimostrato il Pisa! E sulle scelte di Pisacane…»

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Giuseppe Boi, firma de Il Tirreno, ha analizzato la sconfitta rimediata dal Cagliari contro il Pisa nell’ultimo turno di Serie A

Giuseppe Boi, giornalista de Il Tirreno, ha analizzato la sconfitta rimediata dal Cagliari nell’ultima giornata di campionato contro il Pisa. Queste le sue parole rilasciate sul profilo Instagram:


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«Si chiama fame ed è una cosa che hai o non hai. E gli unici ad averla, domenica scorsa all’Arena, sono stati i giocatori del Pisa. Sì ultimi in classifica, ma feroci, determinati, con un solo obiettivo: vincere per se stessi, per la maglia, per la città, per l’orgoglio. Orgoglio che il Cagliari ha dimostrato di non avere. Perché gli attributi i rossoblù li tirano fuori contro la Juve, la Fiorentina e la Roma. Perché le loro partite, pur perdendole, sono con il Milan e con il Como. Perché l’importante è mettersi in mostra e prendere applausi, più degli osservatori che dei loro tifosi. Un gruppo forte di 30 punti e un margine di tranquillità, anche grazie al crollo della Cremonese di Nicola. Ma la classifica non lava la vergogna vista con il Lecce e con un Pisa da cui, come detto da Pavoletti, “bisogna imparare”.

La sconfitta sotto la Torre è senza attenuanti e con più di un’aggravante. Quella di aver permesso all’ultima in classifica, fino a domenica capace di vincere una sola gara e segnare solo 4 gol nel suo stadio, di segnare 3 gol in 90 minuti. Quella data, dopo aver subito la prima rete al 10’ su rigore, dal crogiolarsi per il palo di Obert con la presunzione del “tanto vinciamo comunque facile”. Quella causata da chi rientra dagli spogliatoi e subisce 2 gol inaccettabili in 11 contro 10. Quella di non capire che la L di Pavoletti dopo il 3-1, non è solo l’esultanza per il gol in un derby personale ma un segnale di lotta fino alla fine lanciato ai compagni. Compagni che però avevano già tradito il loro allenatore. Non che le scelte di Pisacane siano state perfette. Chi scrive non ha ancora capito, ad esempio, perché Mina fuori dopo 45 minuti e Folorunsho in campo per 90. Ma una cosa è certa: quanto contasse la partita lui lo sapeva bene tanto da parlare alla vigilia di match point. E non c’è motivo di credere che non lo abbia detto e ridetto alla squadra. Anzi, c’è di più: se sei un professionista non hai bisogno di spiegarti che quella con il Pisa è una finale. Lo devi sapere e devi lottare alla morte. Altrimenti sei un traditore, dei tuoi tifosi, della maglia che indossi, di te stesso».

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