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·14. Juni 2026

Braida non ha dubbi: «Carnevali l’uomo giusto per la Juve. Può aprire un ciclo vincente»

Artikelbild:Braida non ha dubbi: «Carnevali l’uomo giusto per la Juve. Può aprire un ciclo vincente»

In una lunga intervista ai microfoni di ‘Tuttosport’ Braida ha analizzato il momento della Juventus e la scelta di puntare su Carnevali

L’arrivo di Carnevali alla Juve è al centro di molte discussioni. «La nuova Juve sarà quella del buon senso. Non è detto che vivrà da subito nel futuro, non è scontato che possa diventare visionaria come quella di Andrea Agnelli, ma avrà piedi ben saldi per terra. Penserà prima di tutto al presente». Ariedo Braida, amico di vecchia data di Carnevali, non ha dubbi sul valore della strada appena imboccata dalla Juve. Meno algoritmi, più praticità. Più aderenza alla realtà.

«Sono veramente convinto che la proprietà abbia fatto un’ottima scelta. Per i rapporti personali e professionali che mi legano a Giovanni, non posso che essere felice per lui. Tutto quello che ha dimostrato di saper fare in questi anni col Sassuolo meritava un seguito: penso che non ci fosse persona più indicata di lui per guidare la Juve. Non c’è margine di rischio con lui, sebbene arrivi da una realtà molto più piccola», ha aggiunto l’ex Milan in un’intervista a Tuttosport.


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L’approdo dell’ex manager neroverde alla Continassa risponde a una precisa esigenza di stabilità ed efficacia immediata. L’analisi fatta da Braida evidenzia come l’esperienza sul campo rappresenti la miglior garanzia per il club: «La conoscenza approfondita della realtà del calcio italiano. A volte l’esterofilia, senza nulla togliere a Comolli, ci porta fuori strada. Penso che la Juve avesse bisogno di ripartire dalle cose facili: da un pallone che rotola, da una catena di comando molto chiara, da una persona credibile e riconoscibile in questo contesto. Mancava un po’ di semplicità alla Juve, Carnevali è una sintesi perfetta per i bisogni attuali».

Il percorso di crescita di Carnevali, supportato dal confronto con i grandi maestri della dirigenza italiana, gli ha conferito una formidabile maturità operativa: «Diciamo che lui ha saputo assorbire tanto da Marotta e Galliani. Si è creato una struttura morale per risultare il profilo perfetto per questa Juve: avrà tempo per mettere a frutto tutto il suo bagaglio d’esperienza. Conosco bene sia lui che Marotta, due che hanno saputo cogliere ogni minima sfaccettatura del mestiere. Ci conosciamo bene perché ci siamo frequentati anche tanto, persino in vacanza: siamo stati insieme in Sardegna e in Croazia. Giovanni è un amico da una vita, ma anche negli anni ‘80 mi ha impressionato la sua passione e la sua curiosità, sin dai tempi dei suoi esordi alla Milanese. Abbiamo sempre avuto voglia di fare, di stupire, di andare oltre: questo è il tratto che hanno in comune tutti gli uomini di successo, a prescindere dall’ambito in cui sono impiegati».

Secondo l’opinione espressa da Braida, l’autonomia e l’abilità relazionale di Carnevali saranno fondamentali: «Ci siamo sempre scambiati pareri su giocatori e allenatori, ma è una dinamica assolutamente normale. Anche quando era a Barcellona ci sentivamo spesso, ma non sono mai stato prodigo di consigli. Sa fare bene e anche sbagliare da solo. La sua grande capacità è sempre stata quella di circondarsi di persone capaci e fidate. Al Sassuolo, come nella sua azienda. Giovanni sa parlare alle persone, sa capire il prossimo, è sempre sveglio». La presenza di figure storiche e carismatiche all’interno della dirigenza permetterà di accelerare questo processo di stabilizzazione istituzionale: «Per me la Juve aveva davvero solo bisogno di tornare alla semplicità, ripartendo da una dirigenza forte. Sono sicuro che Giorgio Chiellini saprà affiancarlo al meglio in quest’avventura. Imparerà tanto da Carnevali, l’unico in grado di poter inaugurare un ciclo vincente a Torino. Glielo auguro di cuore».

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