Brasile eliminato dal Mondiale, Ancelotti guarda avanti: «Questa sconfitta segna l’inizio di un nuovo ciclo» | OneFootball

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·6. Juli 2026

Brasile eliminato dal Mondiale, Ancelotti guarda avanti: «Questa sconfitta segna l’inizio di un nuovo ciclo»

Artikelbild:Brasile eliminato dal Mondiale, Ancelotti guarda avanti: «Questa sconfitta segna l’inizio di un nuovo ciclo»

Brasile, eliminazione pesante agli ottavi di finale contro la Norvegia, ma il ct Ancelotti non molla: le parole del tecnico nel postpartita

La delusione è enorme, ma Carlo Ancelotti prova a guardare avanti. Il Brasile saluta il Mondiale già agli ottavi di finale dopo la sconfitta per 2-1 contro la Norvegia, un risultato che fa rumore e apre inevitabilmente una nuova fase di riflessione attorno alla Seleção.


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Per i verdeoro si tratta di un’uscita prematura che non si verificava da Italia ’90, quando il Brasile venne eliminato dall’Argentina. La nazionale brasiliana sognava l’Hexa, la sesta stella, ma il percorso si è interrotto ancora una volta contro una selezione europea. Dopo il trionfo del 2002, infatti, tutte le eliminazioni mondiali del Brasile sono arrivate contro squadre del Vecchio Continente: Francia, Olanda, Germania, Belgio, Croazia e ora Norvegia.

Resta anche il tabù norvegese, con il Brasile che non è mai riuscito a battere la Norvegia nei precedenti disputati. Ma il dato più pesante riguarda il rapporto sempre più complicato con il calcio europeo, diventato negli anni un ostacolo sistematico per una nazionale che non riesce più a dominare come in passato.

Ancelotti Brasile, l’analisi dopo la sconfitta

Nel postpartita, Ancelotti ha analizzato con lucidità la gara, riconoscendo i meriti della Norvegia e sottolineando come i dettagli abbiano fatto la differenza in una sfida molto equilibrata. Queste le sue parole in conferenza stampa:

«E’ un momento difficile, perché quando rappresenti il Brasile vuoi sempre vincere. Abbiamo perso una partita molto impegnativa contro un avversario che ha fatto le cose molto bene. La Norvegia era ben organizzata, ha giocato con molta intensità e ha sfruttato le sue occasioni. Noi ci abbiamo provato fino alla fine, ma in questo tipo di partite i piccoli dettagli possono decidere il risultato. Non credo che oggi sia mancato l’atteggiamento. La squadra ha lavorato, ha lottato, si è impegnata durante tutta la partita. Evidentemente ci sono cose che dobbiamo fare meglio e siamo i primi a riconoscerlo. Nel calcio ci sono giorni in cui l’avversario è migliore di te. Per 70 minuti la partita è stata sotto controllo e dopo Haaland ha deciso l’incontro».

Una lettura che conferma l’amarezza del commissario tecnico, ma anche la volontà di non ridurre tutto a una questione di atteggiamento. Il Brasile ha provato a restare dentro la partita, ma non è riuscito a concretizzare nei momenti chiave.

Brasile Norvegia, il rigore fallito e la scelta su Bruno Guimaraes

Tra gli episodi più discussi c’è il rigore del possibile vantaggio, affidato a Bruno Guimaraes e parato da Nyland. Una scelta che ha generato dibattito, considerando la presenza in campo di Vinicius, indicato da molti come il principale riferimento tecnico del Brasile.

Ancelotti ha spiegato così la decisione:

«Abbiamo fatto un’analisi di un anno sui rigoristi, il migliore a calciare è Raphinha, poi Neymar, poi Igor Thiago. Nessuno di questi tre era in campo. Tra chi stava giocando il migliore era Bruno Guimaraes, e ha tirato lui. L’abbiamo scelto perché pensavamo fosse il migliore tra quelli in campo».

Il rigore sbagliato ha pesato sull’inerzia della gara, prima che Haaland decidesse l’incontro e condannasse la Seleção all’eliminazione.

Ancelotti Brasile, il futuro della Seleção

Il Brasile arriverà almeno a 28 anni senza vincere un Mondiale, un dato storico per una nazionale abituata a vivere il torneo con ambizioni massime. La federazione aveva scelto Ancelotti proprio per provare a colmare il divario con il calcio europeo, affidandosi all’allenatore più vincente della storia della Champions League e a un tecnico capace di adattarsi a contesti diversi.

Il materiale tecnico, però, non è più quello delle grandi generazioni del passato. Il Brasile del 2002 poteva contare su Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho; quello attuale si regge soprattutto su Vinicius, con un gruppo giovane ma ancora incompleto.

Nonostante la delusione, Ancelotti ha lasciato intendere di voler proseguire il percorso, forte anche del contratto rinnovato fino al 2030:

«Dobbiamo accettare questa eliminazione con responsabilità e imparare da questa esperienza. C’è delusione perché le nostre aspettative erano molto alte, ma questo fa parte del calcio. Sono convinto che questo gruppo abbia qualità, personalità e un grande futuro. Voglio ringraziare i tifosi per il supporto che ci hanno dato durante tutta la competizione. Capisco la loro tristezza perché la proviamo anche noi. Quando indossi questa maglia la responsabilità è enorme. Oggi ce ne andiamo con dolore, ma anche con l’impegno di continuare a lavorare affinché il Brasile torni a competere ai massimi livelli. Dobbiamo gestire la tristezza e poi domani inizieremo a pensare a quale possa essere il futuro di questa Nazionale, che ha già un gruppo abbastanza solido di giovani e altri veterani che possono continuare in Nazionale, oltre a nuovi giocatori che possono essere inseriti».

La frase chiave resta quella pronunciata a caldo: «Questa sconfitta segna l’inizio di un nuovo ciclo». Il Brasile riparte da qui, da una caduta dolorosa e dalla necessità di ricostruire una nazionale capace di tornare davvero competitiva ai massimi livelli.

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