DirettaCalcioMercato
·6. Juli 2026
Brasile eliminato dal Mondiale, ma la CBF blinda Ancelotti: “Nessun esonero, avanti insieme fino al 2030”

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Il cammino del Brasile nella Coppa del Mondo 2026 si interrompe bruscamente agli ottavi di finale nel match contro la Norvegia, capace di imporsi per 2-1. Nonostante la profonda delusione per un’uscita di scena così anticipata, la Confederazione Brasiliana di Calcio (CBF) ha preso una decisione storica e in netta controtendenza rispetto al passato, confermando la totale fiducia al commissario tecnico Carlo Ancelotti e blindando il suo progetto a lungo termine.
In una conferenza stampa inevitabilmente carica di amarezza, l’allenatore italiano non ha cercato scuse ma ha voluto tracciare una linea di continuità per il futuro della Seleção, sottolineando la bontà delle prestazioni offerte dai suoi ragazzi durante la spedizione iridata: “Dobbiamo pensare che una sconfitta sia l’inizio di una nuova avventura. Dobbiamo continuare a lavorare, a migliorare, a trovare nuove idee. Non è la fine, è l’inizio di un nuovo ciclo. Siamo tutti profondamente rattristati dal risultato, ma il Brasile ha disputato un buon Mondiale e avrebbe persino meritato di vincere la partita di oggi.”
A fare eco alle parole del tecnico ci ha pensato il direttore esecutivo delle nazionali della CBF, Rodrigo Caetano. Intervenendo direttamente nella zona mista dello stadio dopo il triplice fischio, il dirigente ha voluto spegnere sul nascere ogni voce di ribaltone tecnico, invocando la necessità di un percorso stabile e sereno in vista della Coppa del Mondo 2030, allontanandosi dai continui scossoni che hanno segnato la panchina verdeoro negli ultimi quattro anni.
“Con l’allenatore garantito per il prossimo ciclo, potremo iniziare a settembre la ricostruzione di una squadra, prendendo i lati positivi da questa Coppa e facendo gli aggiustamenti. Ecco perché la CBF farà l’opposto di quello che normalmente si fa. Ha già acquisito fiducia nel lavoro di Ancelotti anche prima della Coppa del Mondo.”
Caetano ha voluto difendere l’operato del mister ricordando che Ancelotti si trova al comando del gruppo da meno di un anno e mezzo, con appena 12 partite dirette prima del debutto nella rassegna nordamericana, elemento che rende ingiusto e prematuro qualsiasi processo sommario. La federazione ha quindi riaffermato con forza la validità del recente rinnovo contrattuale firmato dal tecnico fino al 2030, decisa a non smantellare le fondamenta gettate finora e a ripartire subito con maggiore serenità.







































