Cairo tra Nazionale e Torino: «Se sarà l’ultima stagione voglio farla alla grandissima. Mancini è una scelta di Malagò, la Serie A voleva Conte» | OneFootball

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·3. August 2026

Cairo tra Nazionale e Torino: «Se sarà l’ultima stagione voglio farla alla grandissima. Mancini è una scelta di Malagò, la Serie A voleva Conte»

Artikelbild:Cairo tra Nazionale e Torino: «Se sarà l’ultima stagione voglio farla alla grandissima. Mancini è una scelta di Malagò, la Serie A voleva Conte»

Il presidente granata analizza la scelta di Mancini, il ruolo di Malagò e il futuro del Torino

Il futuro della Nazionale italiana, le recenti decisioni della Figc, il rapporto con Giovanni Malagò e le prospettive societarie del Torino. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Urbano Cairo ha affrontato alcuni dei temi più importanti del calcio italiano, soffermandosi anche sulla nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico.


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La prima domenica di agosto non è stata una giornata di riposo per il presidente granata. Dopo aver seguito a distanza l’amichevole del Torino, Cairo ha partecipato a un evento serale in Versilia, durante il quale ha parlato di calcio, politica sportiva, progetti imprenditoriali e futuro del club.

Cairo e le scelte per la Nazionale italiana

Cairo è tornato sulle vicende che hanno caratterizzato la recente riorganizzazione della Nazionale: dalla nomina e dal successivo addio di Paolo Maldini e Leonardo fino alla trattativa non andata a buon fine con Andrea Pirlo e alla scelta conclusiva di Roberto Mancini.

Il presidente del Torino ha ricostruito così quanto accaduto:

LA RICOSTRUZIONE DELLE SCELTE – «Sappiamo come sono andate le cose. Malagò ha voluto indicare prima il direttore tecnico, impegnandosi a convincere Maldini, e poi sulla scelta di Pirlo e il problema dello sponsor russo legato alle scommesse è caduto tutto. Malagò era il candidato a presidente federale della Lega di A, a cui poi si sono aggiunte altre componenti. Oggi è lui il responsabile delle scelte, da parte mia riceve un grande in bocca al lupo, è nell’interesse di tutti che le cose vadano bene. E fin da subito: la Nations League è impegnativa e importante per il ranking. Siamo reduci da tre mondiali mancati, un disastro».

Secondo Cairo, la priorità deve essere quella di rilanciare immediatamente una Nazionale reduce da risultati particolarmente deludenti. La Nations League rappresenterà già un banco di prova significativo, soprattutto in ottica ranking e qualificazioni internazionali.

Cairo avrebbe scelto Conte come commissario tecnico

Pur augurando buon lavoro a Mancini, il numero uno granata ha ammesso che la sua preferenza sarebbe ricaduta su Antonio Conte, già commissario tecnico dell’Italia tra il 2014 e il 2016.

LA PREFERENZA PER CONTE – «Lo avrei scelto perché è necessario dare un impulso forte all’attività, in modo da partire subito bene. Conte lo stimo, aveva già fatto bene in Nazionale, una Nazionale che non era chissà cosa, specie in attacco. Era motivato, poteva essere l’uomo giusto. Vero, in Lega c’era una propensione per Conte ct, Malagò ha scelto diversamente».

Cairo ha quindi confermato che all’interno della Lega Serie A esisteva una certa apertura nei confronti di un ritorno di Conte sulla panchina azzurra. La decisione finale, però, è stata differente e ha portato alla nomina di Mancini.

Le critiche alla Fifa di Infantino

Il presidente del Torino ha allargato il proprio intervento anche ai rapporti tra Fifa e Uefa, esprimendo alcune perplessità sulle recenti decisioni del presidente federale Gianni Infantino.

LE CRITICHE A INFANTINO – «Infantino ha fatto alcune buone cose, come sviluppare la raccolta dei diritti tv del Mondiale e della Coppa del Mondo per club, altre onestamente non le ho capite. A partire dalla squalifica tolta a Balogun: il calcio deve essere intoccabile. E poi l’idea di vendere quote del Mondiale a investitori esterni, una decisione presa così, quasi dall’oggi al domani. No, le scelte vanno condivise senza seguire una politica personalistica».

Secondo Cairo, le decisioni più importanti per il futuro del calcio internazionale dovrebbero essere maggiormente condivise, evitando iniziative individuali che rischiano di compromettere la credibilità e la trasparenza delle istituzioni sportive.

La fiducia del Torino in Ignazio Abate

In vista dell’inizio del nuovo campionato, Cairo ha espresso parole di grande apprezzamento nei confronti di Ignazio Abate, scelto per guidare il nuovo progetto tecnico del Torino.

LA FIDUCIA IN ABATE – «Abate mi piace, è un allenatore con idee, voglia, ambizione e temperamento. Mi piace molto».

Il presidente granata ha inoltre raccontato di aver parlato con Abate di Franco Baresi, figura centrale nella storia del Milan e allenatore dell’ex terzino durante la sua esperienza nel settore giovanile rossonero.

IL RICORDO DI BARESI – «Con lui, che ebbe Franco Baresi allenatore nella Primavera del Milan, abbiamo ricordato il grande uomo e grande campione che fu. Ignazio mi ha confermato che era una persona di poche parole, dava l’esempio con i fatti».

La società crede dunque nelle qualità e nella personalità del nuovo allenatore, considerato uno dei tecnici emergenti più interessanti del panorama italiano.

Cairo annuncia nuovi acquisti per il Torino

Il successo ottenuto in Inghilterra contro il Burnley ha rappresentato un segnale positivo, anche se Cairo ha invitato a non trarre conclusioni definitive dalle amichevoli estive.

IL MERCATO E LA NUOVA STAGIONE – «Siamo in un calcio d’agosto e sono felice della vittoria in Inghilterra contro il Burnley, ma è ancora troppo presto per dare giudizi. In squadra sono già stati fatti buoni innesti e altri ancora ne faremo. Anche se ho detto che magari venderò il club, non significa che mi impegnerò di meno nel costruire la squadra, anzi, lo farò a maggior ragione: se sarà l’ultima stagione voglio farla alla grandissima e poi dare un gruppo forte a chi arriverà. Magari poi si dirà che il mio Toro non era così male…».

Il calciomercato del Torino, quindi, non può ancora essere considerato concluso. Dopo i primi rinforzi, la dirigenza granata continuerà a lavorare per consegnare ad Abate una squadra competitiva.

Il futuro societario del Torino

Nel mese di settembre Cairo raggiungerà i 21 anni alla guida del Torino. Il presidente ha ripercorso la propria esperienza, ricordando di aver rilevato il club dopo il fallimento e di averlo riportato stabilmente in Serie A, ottenendo anche due qualificazioni europee.

LA POSSIBILE CESSIONE DEL TORINO – «A settembre saranno 21 anni di proprietà del Toro. Ho tenuto per più tempo la squadra di uno dei miei figli, che ne ha 20. Ho preso il club dal fallimento e fatto cose buone e altre meno. Per quindici anni abbiamo vissuto prevalentemente nella parte sinistra della classifica e per due volte in Europa, ma capisco che la gente vuole qualcosa in più. Tutti viviamo di sogni, io per primo. Se c’è qualcuno che arriva, che è abbastanza ricco da poter mantenere la squadra, tifoso perché bisogna esserlo, sono disponibile a vendere. Ognuno sa quello che può fare: il Como in tre anni ha investito 400 milioni, io non li ho, devo essere crocefisso per questo? Non ho avuto per ora offerte scritte, quando arriveranno le valuterò. A malincuore ma non voglio tarpare le ali a nessuno: mi farò da parte e resterò il primo tifoso».

Cairo ha dunque ribadito la propria disponibilità a valutare la cessione del club, a condizione che si presenti un investitore economicamente solido e realmente interessato al futuro del Torino. Al momento, tuttavia, non sarebbero arrivate offerte formali.

Cairo esclude una discesa in politica

Il presidente granata ha infine escluso un proprio ingresso diretto in politica. La priorità rimarrà la gestione delle aziende, del Torino e dei circa 4.500 dipendenti del suo gruppo.

L’IPOTESI POLITICA E I PROGETTI FUTURI – «Una mia discesa in campo? Potrebbe anche piacermi ma non lo farò. Devo tenere conto delle aziende che ho e dei nostri 4500 dipendenti. Leggo il Corriere della Sera a mezzanotte e la Gazzetta dello Sport subito dopo. La tendenza al digitale è ineluttabile ma i numeri della carta scendono meno velocemente di quanto preventivato. Serve però mantenere un livello alto. E poi ho altri progetti adrenalinici».

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