Calcio e Finanza
·4. August 2026
Calzolari (presidente BolognaFiere): «Il progetto del nuovo stadio del Bologna entro autunno 2027»

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Prende forma il progetto per il nuovo stadio del Bologna, che sorgerà nell’area della Fiera cittadina. A fare il punto sull’operazione è Gianpiero Calzolari, presidente dell’ente fieristico bolognese, in un’intervista rilasciata al Corriere, edizione di Bologna.
Secondo quanto dichiarato da Calzolari, la scelta della Fiera di entrare nel progetto nasce dall’esigenza di dare un utilizzo continuativo a una struttura che, altrimenti, rischierebbe di pesare sui bilanci. «Nessuna società al mondo può sostenere uno stadio che vive ogni 15 giorni per la partita – ha dichiarato Calzolari. – Il Bologna ha quella necessità e noi abbiamo l’area. E poi non c’è consumo di suolo, non stiamo parlando di un’area verde. Ci sono uscite dell’autostrada, tangenziale, parcheggi e fermata del tram. In più dal punto autorizzativo è un pezzo avanti».
A dare impulso all’operazione sarebbe stato lo stesso Bologna, che avrebbe prospettato alla Fiera la scadenza legata a EURO 2032 e la possibilità di accedere ai fondi pubblici destinati alla manifestazione continentale.
Sul fronte dei tempi, Calzolari ha spiegato che tra agosto e settembre i progettisti dovranno definire una soluzione di massima, mentre il via libera definitivo è atteso entro l’autunno. Il 2027 sarebbe invece l’anno dedicato alla progettazione esecutiva. «Per gli Europei lo stadio deve avere almeno 32mila posti – ha dichiarato il presidente di BolognaFiere. – Sarà una struttura in grado di ospitare anche altri eventi quindi c’è la necessità di un’ingegneria specifica».
Quanto ai costi, il presidente della Fiera ha indicato una forbice compresa tra 250 e 300 milioni di euro, superiore rispetto all’ultima stima relativa a un eventuale intervento sul Dall’Ara, che si attestava sopra i 200 milioni. L’aumento, secondo Calzolari, sarebbe legato proprio alla natura polivalente dell’impianto, sul modello di quanto già avvenuto con l’Unipol Hall, dove la multifunzionalità ha fatto lievitare i costi tra il 20 e il 30%.
Attualmente la compagine societaria vede Fiera di Bologna e Bologna FC come soci paritari, ciascuno al 50%. Calzolari ha aperto alla possibilità di coinvolgere ulteriori investitori una volta definito il piano economico-finanziario: «Cerchiamo investitori e non benefattori quindi ci deve essere un ritorno, ma devono essere investitori pazienti e non speculatori. Come noi e il Bologna devono condividere l’utilità del progetto per la città».
Al Comune non verranno chiesti finanziamenti diretti, ma esclusivamente la garanzia sui tempi per l’avvio dei cantieri, trattandosi di una struttura che resterà a tutti gli effetti privata. Anche il nome dell’impianto è ancora da definire, seguendo lo stesso percorso già adottato per l’Unipol Hall.
Calzolari ha inoltre fatto riferimento al contributo a fondo perduto messo a disposizione dal governo per le infrastrutture legate a EURO 2032, segnalando come il fondo attuale non sia sufficiente rispetto al numero di richieste pervenute: «Il governo dovrà poi rifinanziarlo».
Il nome individuato per l’ingegneria strutturale è quello di Massimo Majowiecki, esperto di impiantistica sportiva, mentre la figura dell’architetto non è ancora stata scelta. Tra i lavori richiesti, «l’impianto dovrà avere una copertura parziale o totale da attivare quando serve, poi bisogna capire come proteggere il manto erboso nel caso di altri eventi». Un progetto, questo, che andrebbe a beneficio della città.
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