Calcio e Finanza
·19. Mai 2026
Caos calendario, Simonelli: «Prefetti e questori lascino a noi l’organizzazione»

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Il caos creato dalla calendarizzazione del derby di Roma, dove si è arrivati a un vero duello fra Prefettura della Capitale e Lega Serie A –risolto poi da un accordo fra le parti, quando la Serie A stessa si era rivolta al TAR del Lazio –, è ancora presente fra le discussioni in sede istituzionale.
A tornare sull’argomento è il presidente del massimo campionato Ezio Maria Simonelli che in un’intervista a Il Corriere della Sera ha dichiarato: «Non c’è stato da parte nostra un errore di programmazione perché i due eventi hanno serenamente convissuto». Una vicenda che ha coinvolto direttamente anche il tennis, visto che nel weekend si sono conclusi gli Internazionali d’Italia, disputati a Roma al Foro Italico, vicinissimo allo stadio Olimpico.
E Simonelli ha risposto a distanza anche ad Angelo Binaghi, presidente della Federazione Tennis e Padel che aveva dichiarato: «Non può essere una casualità il derby di Torino in concomitanza con le Finals e Roma-Lazio durante la finale di Sinner».
«Respingo con fermezza il sospetto – ha sottolineato Simonelli –, non può essere un problema organizzare nella stessa città due eventi a distanza di poche ore. Quando compiliamo il calendario usiamo un software super sofisticato, utilizzato anche da Ligue 1, Liga, NFL e NBA, in cui immettiamo circa 400 vincoli non solo sportivi ma anche territoriali. In occasione delle Atp Finals di Torino, abbiamo anticipato Juve-Toro al sabato. A Roma la collocazione naturale del derby sarebbe stata la domenica sera, peccato che dallo scorso derby di andata, lo stesso Prefetto avesse vietato per motivi di sicurezza di giocare la sera».
«Il sabato non si sarebbe potuto giocare perché la Lazio era reduce dalla finale di Coppa Italia – spiega il presidente della Lega A – e avevamo fissato da settimane il derby di Roma nell’unico orario disponibile: alle 12.30 della domenica. Ritenevamo, a ragione, che non ci sarebbero stati problemi di deflusso visto che la finale del tennis sarebbe stata alle 17». Ma il pasticcio venutosi a creare, con squadre e tifosi rimasti sospesi su giorno e ora della sfida (che si portava dietro anche altre quattro partite per ragioni di contemporaneità), ha suscitato moltissime polemiche, ultima quella del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha accusato la Lega di danneggiare la città di Roma e auspicato le dimissioni dei responsabili.
«Lo invito a parlare di argomenti che conosce – ha risposto Simonelli –. La verità è che tutti cercano visibilità attraverso il calcio, lo capisco. Sarri? Lo stimo come tecnico ma forse gli sfugge che il programma delle partite dipende soprattutto dalle tv, le cui esigenze non si possono testardamente contestare visto che forniscono i proventi per pagare gli stipendi di allenatori, calciatori e di tutto il sistema. Ai prossimi Mondiali alcune gare si disputeranno all’ora di pranzo, con temperature più calde di domenica scorsa a Roma. Peraltro l’orario delle 12.30 in Italia è l’unico slot possibile per catturare spettatori in Oriente. È facile pontificare quando non si conoscono le cose nel dettaglio».
Sulle difficoltà di programmare il calendario: «Non si ha idea della difficoltà. Ad esempio il 13 marzo 2027 ci sarà il Sei Nazioni, il giorno dopo la Maratona di Roma. Nella settimana precedente e quella seguente le coppe europee. Cosa facciamo? Impediamo a Roma o Lazio di giocare? Come presidente della Lega ho l’obbligo di tutelare le esigenze dei tifosi. È ciò che ho spiegato anche al Prefetto di Roma. Con il provvedimento con cui aveva determinato lo slittamento del derby alle 20.45 del lunedì e per il principio della contemporaneità anche delle altre 4 sfide di squadre in corsa per la Champions, avrebbe obbligato 300mila tifosi a seguire i match spostandosi in un giorno feriale: ci sarebbero stati danni sportivi, sociali ed economici».
Poi, a proposito dei successi del tennis, mentre il calcio arranca: «Tra me e Binaghi c’è stima reciproca, gli faccio i complimenti per lo straordinario lavoro che ha svolto negli ultimi 25 anni che ha portato non solo ai trionfi di Sinner e del doppio con Bolelli e Vavassori domenica. Ma ci vuole rispetto per il calcio e per i professionisti che ci lavorano. Binaghi è orgoglioso e io con lui dei risultati che ha ottenuto, ha un campione e un gruppo di atlete e atleti che fanno da volano al movimento. Ma il calcio è un’altra cosa, domenica a Milano c’erano in giro 400mila tifosi che festeggiavano pacificamente. In ogni caso non sento alcuna rivalità con il tennis».
Sul ricorso al TAR: «Tutti mi dicevano che avremmo perso il ricorso, ma la Lega ha portato avanti con determinazione e fermezza le proprie istanze. Alla fine abbiamo avuto ragione perché i due eventi si sono svolti senza il benché minimo incidente; il plauso va quindi anche alle forze dell’ordine di Roma che hanno dimostrato, anche con il nostro aiuto, di saper gestire due grandi manifestazioni nello stesso giorno. Vorrei chiedere a Prefetti e Questori di lasciare a noi l’organizzazione del calendario. Le esigenze di ordine pubblico hanno la priorità, ma auspico che in futuro non ci siano altri eccessi di prudenza. Autocritica? Tutto si può migliorare, ma sarebbe ingeneroso accanirsi verso professionisti che si occupano con esperienza da anni del calendario e che anche in questa occasione hanno dato prova di saper gestire. C’è stato molto rumore per nulla. Mi è dispiaciuto non aver aderito all’invito di Binaghi alla finale, ma ero a Milano per la premiazione dell’Inter. Andrò a Torino per le Finals, e mi auguro che lui venga ad assistere con me a qualche nostra partita».
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