Caputi: «Quello di Conte in Europa è un fallimento ma gli infortuni sono un alibi a suo favore. Inter, occhio al Bodo! E su Mateta al Milan ho questa convinzione» – ESCLUSIVA | OneFootball

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Calcionews24

·31. Januar 2026

Caputi: «Quello di Conte in Europa è un fallimento ma gli infortuni sono un alibi a suo favore. Inter, occhio al Bodo! E su Mateta al Milan ho questa convinzione» – ESCLUSIVA

Artikelbild:Caputi: «Quello di Conte in Europa è un fallimento ma gli infortuni sono un alibi a suo favore. Inter, occhio al Bodo! E su Mateta al Milan ho questa convinzione» – ESCLUSIVA

Caputi, noto giornalista, ha fatto il punto sui verdetti europei dell’ultimo turno di Champions League e non solo. Le sue parole in esclusiva

Partiamo dal Milan: che prospettive possono avere i rossoneri dopo il pareggio dell’Olimpico contro la Roma?

«Io personalmente all’inizio del campionato, a mercato estivo terminato, avevo messo il Milan tra le favorite per la vittoria dello scudetto. Allegri come allenatore, la rosa comunque rinforzata in alcuni ruoli e soprattutto l’assenza delle coppe sarebbero stati elementi importanti in questa lotta dove chiaramente Inter e Napoli erano favorite all’inizio e in questo momento, classifica alla mano, è evidente come il Milan sia rimasto l’unica competitor per i nerazzurri. Io quindi resto convito del mio pronostico. Poi possiamo discutere quanto vogliamo sul gioco, sulle opportunità, su come il Milan abbia vinto determinate partite però questo credo sia il calcio e nel calcio alla fine contano i risultati. Ognuno può avere le proprie idee su chi gioca bene o chi gioca male. L’Inter certamente è una squadra forte che gioca bene e ha un’ottima rosa ma il Milan altrettanto è una squadra che sa quello che deve fare. Chiudo dicendo che non è un caso che il Milan venga fuori nei secondi tempi. Giocando una volta a settimana ha più energie delle altre che pagano il doppio impegno».


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Capitolo mercato: si parla con insistenza di un arrivo di Mateta in rossonero. Che impatto può avere il francese?

«Molto spesso i giocatori che provengono dall’Inghilterra, anche se sono delle secondo scelte per la Premier League, diventano giocatori importanti per il nostro campionato. Da questo punto di vista abbiamo parecchi esempi, McTominay probabilmente è il più eclatante, ma ce ne sono tanti altri. Anche lo stesso Malen che è arrivato da poco alla Roma. Quindi in questo senso credo che anche l’arrivo di un giocatore come Mateta possa essere utile. La domanda che ci si dovrebbe fare è perchè il Milan sta pensando al francese se ha preso Fullkrug, ha Nkunku, in attesa che torni Gimenez. Secondo me il motivo sta nelle caratteristiche di gioco di Mateta che sono molto funzionali alle idee di Allegri. Un giocatore forte in area di rigore ma che sappia anche creare spazi e giocare con la squadra. Nkunku finora non ha reso per come si sperava, Fullkrug è sicuramene una risorsa in più ma adatta solo se si imposta una partita d’attacco. Se invece si vogliono sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari, come spesso fa il Milan, Mateta sarebbe più adatto. Al momento è un calciatore sul mercato, sembrava dovesse andare alla Juventus. Quindi vediamo. Leao? Va preso così com’è nel bene e nel male».

Veniamo da una settimana europea agrodolce per le italiane. Quali prospettive credi abbiano Inter e Juve tra Europa e Serie A?

«Come ho detto prima, non giocare le coppe, per chi come il Milan vuole puntare alla Champions League se non addirittura allo scudetto, diventa un vantaggio. Diventa più problematico per chi gioca sui due fronti mantenere lo stesso standard e la stessa condizione. Però parliamo di Inter e Juventus, due squadre che hanno delle rose importanti. Nessuna squadra è perfetta, tutte hanno qualcosa che gli manca però nonostante questo a me sembra che l’Inter, sia per l’organico, sia soprattutto per l’esperienza e il livello maturato in questi anni in campo internazionale sia in grado di gestire al meglio il doppio impegno. Può essere un pò più problematico per la Juventus perchè, a differenza dell’Inter col vantaggio finora accumulato può gestire un pò meglio, la squadra di Spalletti è in piena bagarre con la Roma e con il Napoli e ogni punto può fare la differenza. E’ indubbio: giocare a febbraio due partite in più degli altri, mettendoci poi dentro anche la Coppa Italia, può essere sicuramente un peso perchè oltre alla stanchezza fisica ci sono due aspetti importanti. L’aspetto psicologico nel giocare tante partite e il rischio infortuni che inevitabilmente aumenta».

Inter e Juve che hanno conosciuto le avversarie del playoff: bianconeri col Galatasaray, nerazzurri col Bodo…

«Partono entrambe favorite ma io col Bodo farei attenzione. Li chiamano Salmonari ma i risultati degli ultimi due anni dimostrano che hanno imparato anche a fare qualcos’altro…».

L’ultima giornata europea ha certificato anche l’eliminazione del Napoli. Crede che l’ennesimo fallimento di Conte a livello internazionale sia legato ad un modo di fare calcio non molto redditizio fuori dai confini nazionali?

«Diciamo che gli indizi in questo caso fanno una prova. Conte ha sicuramente difficoltà a gestire il doppio impegno o comunque a portare avanti le squadre in Europa. Questo è evidente. Basti pensare ai suoi trascorsi con la Juventus, con l’Inter e con il Chelsea. Il suo non è mai stato un percorso semplice. Diciamo che quest’anno con il Napoli, dove teoricamente abbiamo una conferma, abbiamo anche l’alibi degli infortuni. In fin dei conti il Napoli in questa fase specifica della stagione si è trovata ad affrontare impegni importanti con una rosa ridottissima. Addirittura contro il Chelsea in panchina aveva due portieri e solo cinque giocatori di movimento di cui due della Primavera. Chiaro che in queste condizioni diventa tutto più complicato a maggior ragione se affronti avversari come il Chelsea. Indubbiamente è una grande delusione, credo che si possa dire che è un fallimento quello del Napoli. Abbastanza avvilente il trentesimo posto finale. Penso però che la grossa opportunità il Napoli l’abbia persa contro il Copenaghen perché bastava vincere quella partita e non avrebbe perso la qualificazione ai playoff».

Passiamo alla Lazio: qual è la sua analisi della situazione in casa biancocelesti tra tensioni legate al mercato e rapporti poco idilliaci tra Sarri e la società?

«All’inizio della stagione io pensavo ci fosse una grande incognita che in qualche maniera era stata fugata però adesso è ritornata prepotentemente. Mi spiego meglio: nel momento in cui c’è stato il blocco del mercato il vero problema della Lazio poteva essere, visto che a differenza delle rivali non era riuscita a rafforzarsi, quello di giocare un campionato senza stimoli in un ambiente depresso. Invece dopo un inizio un pò così la squadra aveva fatto anche dei buoni risultati. Solo che da fine novembre in poi è ritornata questa angoscia perchè le cessioni di calciatori importanti a gennaio, quelli che se ne vogliono andare, il rapporto tra Sarri e la società fa sì che anche in questo momento ci troviamo di fronte ad una squadra che potrebbe non avere più stimoli, anche guardando la classifica. Difficile pensare che la Lazio possa recuperare le squadre che in questo momento occupano le posizioni europee e del resto non dico che bisogna guardarsi dietro ma nemmeno stare così tranquilli. E’ una stagione per la Lazio negativa proprio per mancanza di obiettivi, di una situazione che sfugge di mano. Sono curioso di vedere l’andamento della Lazio a mercato finito quando sapremo chi è andato, chi è rimasto e chi è arrivato. E poi capire cosa voglia fare Sarri. Sicuramente rimarrà fino al termine della stagione ma poi la vedo dura proseguire oltre».

Tra le rivelazioni del campionato c’è sicuramente Pisacane del Cagliari nel quale è anche sbocciato un talento come Palestra…

«Pisacane è uno dei tecnici esordienti che sta facendo molto molto bene. Mi sembra che sia entrato bene nella testa dei giocatori e che abbia quel carisma e quella capacità di sopperire alla legittima mancanza di esperienza. Spesso capita che giocatori che si trovano di fronte allenatori non esperti siano poi dubbiosi rispetto a quello che viene proposto. Lui invece è stato molto bravo perchè nonostante alcuni scivoloni è sempre stato in grado di reagire e quindi complimenti a Pisacane. Per quanto riguarda Palestra, a mio avviso non può non essere convocato in Nazionale, non si possono avere dubbi su questo. E’ uno dei talenti migliori di questo campionato in generale e poi è italiano. Facciamolo crescere. Vero che i giovani vanno aspettati ma quando trovi un ragazzo così è impossibile non convocarlo».

Sulle orme di Palestra e in ottica Nazionale il campionato e Allegri hanno consegnato a Gattuso anche Davide Bartesaghi…

«Non c’è dubbio, la coppia del futuro può essere proprio quella Bartesaghi-Palestra, augurandoci che ne vengano fuori anche altri. La differenza che c’è tra i due è che rispetto all’esterno del Cagliari Bartesaghi ha davanti uno come Dimarco e rinuncia all’interista, almeno nell’immediato, mi pare abbastanza difficile. Io penso che per affrontare gli spareggi Mondiale serva sì l’esperienza ma anche un pò di quella freschezza e incoscienza che i giovani possono avere perchè altrimenti abbiamo sulle spalle questo peso di dover arrivare al Mondiale. I giovani magari possono darci quel qualcosa in più che finora ci è mancato».

SI RINGRAZIA MASSIMO CAPUTI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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