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·9. Mai 2026

Caso arbitri, l’indagine si allarga: previste nuove audizioni davanti al pm. Le ultime novità

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Caso arbitri, l’indagine si allarga: previste nuove audizioni davanti al pm. Le ultime novità sull’inchiesta della Procura di Milano

La Procura di Milano procede senza sosta nell’analisi del presunto sistema di influenze che avrebbe inquinato il settore arbitrale italiano. Come riportato da Calcio e Finanza, il fascicolo coordinato dal pm Maurizio Ascione continua a gonfiarsi, lasciando presagire nuove convocazioni che potrebbero coinvolgere i vertici dei club di Serie A. Al centro dell’attenzione nelle ultime ore c’è stata l’audizione di Giorgio Schenoneclub referee manager dell’Inter, ascoltato per tre ore come persona informata sui fatti. Schenone, non indagato, ha dovuto ricostruire quanto accaduto nel pomeriggio del 2 aprile 2025 a San Siro, data che gli inquirenti considerano il fulcro delle indagini sull’operato dell’ex designatore Gianluca Rocchi.


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L’inchiesta ipotizza che Rocchi, agendo «in concorso con altre persone», abbia manipolato le designazioni di due gare specifiche per assecondare i desiderata dei club. Il punto focale riguarda il “caso Doveri”: l’arbitro sarebbe stato assegnato strategicamente a partite di minor rilievo per “bruciarne” la disponibilità in vista dei big match scudetto, favorendo così la nomina di direttori di gara più graditi come Andrea Colombo. Schenone ha respinto ogni addebito di pressione indebita, dichiarando di aver intrattenuto esclusivamente rapporti istituzionali con Riccardo Pinzani e negando interferenze sulle scelte tecniche della classe arbitrale.

Oltre alle designazioni, l’indagine si è estesa al delicato ecosistema del VAR a Lissone. Gli investigatori hanno ascoltato per due ore a testa Dino Tommasi, nuovo designatore subentrato a Rocchi, e Antonio Zappi, ex presidente AIA squalificato. Il sospetto degli inquirenti riguarda le presunte “bussate” alla porta della sala video: manovre esterne e pressioni mirate a condizionare l’operato dei video-assistenti per orientare l’esito finale delle revisioni in campo. Questo filone investigativo sulla tecnologia rischia di sollevare un velo su pratiche che minerebbero alla base la credibilità del sistema calcistico nazionale.

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