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·9. Juli 2026

Caso Bari, non solo Caprile: nel mirino dei pm altre cessioni del club al Napoli

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La tesi della Procura di Bari, che sta indagando sui rapporti fra Bari e Napoli e ha iscritto nel registro degli indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis, è che la società biancorossa, oltre a essere considerata come la “sorella minore”, abbia subito un costante danno economico per favorire il club partenopeo. Proprio per questo, oltre al trasferimento di Elia Caprile, gli inquirenti stanno mettendo sotto esame ogni operazione fra le due società. Una vicenda articolata e che – come riporta l’edizione di Bari de La Repubblica – ha di fatto aperto ben tre filoni: penale, fallimentare e sportivo.

Il capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè, ha richiesto gli atti dell’inchiesta, coordinata dal procuratore Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza. Si tratta di un atto dovuto, anche alla luce della richiesta avanzata dai pm al Tribunale civile di avviare la procedura di insolvenza per il Bari. La FIGC dovrà verificare se i contestati illeciti penali possano aver determinato anche illeciti sportivi. Nello specifico, se il trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nel 2023 (senza il godimento del plusvalore) possa aver condizionato la lealtà sportiva.


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L’ipotesi degli investigatori è che tra la cessione dal Bari al Napoli per 2,2 milioni e quella dal Napoli al Cagliari per 8 milioni, siano stati guadagnati 7 milioni di cui avrebbe dovuto beneficiare anche la società pugliese. Una tesi che i De Laurentiis, indagati per falso in bilancio e bancarotta, hanno già respinto al mittente, spiegando che il valore di Caprile «era stato quantificato, mediante perizia giurata, da un soggetto terzo e indipendente».

Ma la Procura vuole vederci chiaro su questa come su altre operazioni e non è un caso che nel decreto di sequestro eseguito il 7 luglio dalla Guardia di finanza (nelle sedi di Bari, Napoli e della Filmauro, nonché a tre ex direttori sportivi e a un procuratore) venisse dato mandato di cercare materiale relativo al caso Caprile «e ad altre operazioni consimili sul piano sostanziale». Ovvero le altre compravendite di giocatori tra Bari e Napoli.

Sotto osservazione, infatti, ci sarebbero anche le operazioni riguardanti l’attaccante marocchino Walid Cheddira, che il Bari acquistò dal Parma e poi fu riscattato dal Napoli. O, al contrario, i casi degli attaccanti Eugenio D’Ursi e Franco Ferrari, del terzino Filippo Costa, del centrocampista Michael Folorunsho che dal Napoli furono dati in prestito al Bari. Passaggi continui da una società all’altra, che secondo la difesa dei De Laurentiis sono assolutamente leciti. Così come normalissime sarebbero le iniezioni di liquidità della Filmauro nelle casse del Bari, anche se per la Procura questo metodo non è sufficiente a garantire la solidità della compagine biancorossa. Per i De Laurentiis, al contrario, l’uso di risorse interne al gruppo è assolutamente normale. A decidere se tale situazione sia sostenibile, saranno ora i giudici della sezione fallimentare, a cui la Procura ha chiesto l’avvio della procedura di insolvenza.

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