Castro tra futuro e obiettivi: “A Bologna sto da Dio, ma non faccio promesse. Aston Villa? Loro favoriti, ma ci dobbiamo vendicare” | OneFootball

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·4. April 2026

Castro tra futuro e obiettivi: “A Bologna sto da Dio, ma non faccio promesse. Aston Villa? Loro favoriti, ma ci dobbiamo vendicare”

Artikelbild:Castro tra futuro e obiettivi: “A Bologna sto da Dio, ma non faccio promesse. Aston Villa? Loro favoriti, ma ci dobbiamo vendicare”

Santiago Castro, attaccante del Bologna, ha parlato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’. Tra futuro, obiettivi e tatuaggi: ecco le parole dell’argentino!

Da due anni ormai alla guida dell’attacco del Bologna di Vincenzo Italiano, Santiago Castro si sta guadagnando sempre di più i riflettori del panorama calcistico europeo. L’argentino classe ’04, acquistato dai rossoblù per circa 12 milioni di euro, ha già – con 5 partite in meno – migliorato il bottino di gol raccolto nella stagione precedente, e si prepara ora ad un finale di stagione intenso. Tra Europa League, futuro e nazionale italiana: l’ex Velez si è raccontato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’. Di seguito le sue parole.


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Di seguito le parole di Santiago Castro, rilasciate da ‘La Gazzetta dello Sport’ e riprese dal sito web ufficiale. 

Santiago, quanti tatuaggi ha?  “Ventitré. Appena tornerò in Argentina ne ho uno da fare e uno che vorrei fare…”. 

Coppa Italia e magari Europa League?  “Corretto. Ho letto che prima della doppia sfida contro la Roma, Fede (Bernardeschi, ndr) ha detto: “Vogliamo arrivare in finale”. Sembrava un eccesso, ma poi l’ostacolo, durissimo, l’abbiamo superato. Mi trovo spesso d’accordo con Berna. Il verbo “voglio” è un chiodo fisso, poi è chiaro che lo devi accompagnare con il lavoro costante, duro. La sola parola non porta a niente. A livello di obiettivi devi sempre cercare tutto, pure la finale e il massimo di Europa League”.

 In Europa super e in Serie A… così così: perché? “Questione mentale, magari anche stanchezza: giocare in Europa ti fa sentire a posto, a grandi livelli, è bellissimo, ma negli ultimi due mesi avevamo giocato il giovedì alle 21 e la domenica alle 15. E alla lunga lo senti. Non è giustificarsi, dico che conta moltissimo la testa perché ci siamo sempre allenati al centomila per cento. Eppure…”.

Una spiegazione da campo c’è? “Il periodo veramente no è cominciato dopo la finale di Supercoppa persa contro il Napoli. Perché sei lì, hai un trofeo a un centimetro: e se poi non lo prendi, beh, ci resti male. E te la porti dietro”. 

Castro: “Convocazione al Mondiale? Ho sempre la nazionale in testa, lo sanno tutti”

Contro i Villans, ci sono due ko da vendicare. “È così. La ricordo la partita di settembre: presi una traversa, non facemmo affatto male, anzi…”. 

Stavolta vedrà Dibu Martinez. “È vero… In quella prima partita non giocò lui: per mio fratello che vorrebbe diventare portiere Dibu è un idolo; per me è un campione ma soprattutto una bella persona che conobbi quando venni convocato dall’Argentina. La prima sfida è in casa: non so perché al Dall’Ara fatichiamo, credo sia un fatto di testa”.

Lei piace a molti club d’Europa: se la sente di dire che resterà a Bologna un altro anno almeno? “Mancano due mesi alla fine della stagione e col Bologna sto da dio, mi sento in una vera famiglia. Per cui oggi penso solo a questa famiglia, però non mi va di dire “resterò ancora tanti anni” e fare eventuali figure di chi parla tanto per parlare. Del mercato non si sa mai ma vi ricordo che oltretutto ho rinnovato poco tempo fa, quindi…”.

L’Argentina al Mondiale c’è: il sogno continua? “Continua eccome. Che ci vogliano due mesi, un anno, tre, quattro o dieci io ho sempre la nazionale in testa. Lo sanno tutti ed è per questo che, ringraziando e mostrando il massimo rispetto per una nazionale come l’Italia, dissi di no”. 

Le hanno ri-chiesto un “sì”, dopo Spalletti? (ride) “No, no: semmai i ragazzi qui (i compagni, ndr) qualche battuta l’hanno fatta…”.

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