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·3. Februar 2026
Cellino su Salerno: «Ho perso un amico. Prendere Reja fu un azzardo, ma ci portò in Serie A!»

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Il Cagliari e il mondo calcio italiano piange la scomparsa di Nicola Salerno, storico direttore sportivo rossoblù, venuto a mancare di recente all’età di 69 anni. Un lutto che ha toccato profondamente Massimo Cellino, ex presidente del club sardo, che ha affidato il proprio ricordo a un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.
«Ho perso un amico, per me è stato un collaboratore importantissimo, ha segnato tanti anni della mia vita. Eravamo quasi “gemelli”, entrambi del 1956, solo sei giorni di differenza. Ci siamo conosciuti a Cagliari: mio figlio giocava a basket con suo figlio. Mi dissero che si occupava di calcio, di serie minori. Mi incuriosì e quando ci fu l’occasione lo portai al Cagliari. Mi ha aperto un mondo. Mi piaceva il suo modo di lavorare e di tenere i rapporti con gli altri».
Un racconto che sottolinea quanto Nicola Salerno non fosse soltanto un direttore sportivo, ma una figura centrale nella crescita personale e professionale dello stesso Cellino.
«Dopo l’esperienza a Cagliari me lo sono portato anche a Leeds. Non parlava una parola di inglese, ma grazie al mestiere se la cavava bene pure in Inghilterra. In poco tempo aveva stretto relazioni anche in Inghilterra, era molto scaltro».
Un passaggio che evidenzia la capacità di Salerno di adattarsi a contesti complessi e internazionali, qualità che lo avevano reso un dirigente apprezzato anche fuori dai confini italiani.
Salerno era conosciuto da tutti con il soprannome di Santone. «Sì, perché “battezzava” sempre le partite. Diceva “qui facciamo un punto”, oppure “qui vinciamo” o ancora “qui dovremmo andare a Lourdes per portare a casa qualcosa”. Una specie di veggente. Un’operazione a cui sono molto legato è quella relativa alla stagione 2003-2004, quando il Cagliari era in Serie B. C’era da sostituire Gian Piero Ventura perché la squadra stava andando male. Decidemmo di prendere Edi Reja che arrivava da una serie di esoneri. Un azzardo. Ma da lì in avanti la squadra prese il volo e arrivò la promozione in Serie A».
Una scelta coraggiosa, diventata uno dei momenti simbolo della storia recente del Cagliari.
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