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·29. November 2025
Conferenza stampa Spalletti post Juve Cagliari: «Devi avere quella faccettina di caz*o, gli altri altrimenti si accorgono che sei timido. Yildiz è più bravo di quello che gli dico»

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·29. November 2025

(inviato all’Allianz Stadium) – Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa dopo Juve Cagliari, valida per la 13ª giornata di Serie A. Le sue dichiarazioni.
ANALISI – «L’approccio è stato timido, c’è poco da fare. Poi man mano che si prendevano in mano le situazioni il pubblico ha rumoreggiato e noi subiamo quell’effetto lì. Poi dopo il gol diventa facile reagire e han reagito come le persone normali. Son stati bravi a fare gol, senza cose eccezionali. Nel secondo tempo meglio, facendo anche quello che si vuole andare a cercare, non essendo troppo scolastici nelle giocate. Ma se non concretizzi le occasioni, gli avversari ti tirano due volte, vengono a fare due mischie in area…Poi loro son bravi a fare questo gioco. Non benissimo ma alcune cose bene».
VLAHOVIC – «È stirato, si è fatto male, non ci sarà diverso tempo».
DAVID – «Secondo me lui ha avuto una relazione con la squadra, ha palleggiato, ha legato benissimo. Tecnicamente è molto pulito, quando gli si butta palla addosso la sa gestire insieme alla squadra. Ha possibilità di star dentro il collettivo nel palleggio. Poi è stato meno bravo laggiù. Ci son stati diversi palloni in area rimasti in mezzo sempre, pur avendo in alcuni momenti la superiorità numerica. Non abbiamo fatto la scelta più felice».
DAVID E’ SERENO? – «Penso di sì, non sarà mica troppo sereno?! Lui arriva tranquillissimo. Ha un equilibrio top come persona, ma io non posso promettere a tutti di farli giocare 90′. Ma cerco di metterli in condizioni ottimali. Openda era ancora un po’ affaticato. Si viene da una partita difficile noi…Non ci ha vinto mai nessuno. Non ci siamo fatti schiacciare, l’abbiamo portata a casa. Si parte mezz’ora più tardi, aspettare il momento. Si dice ‘Voi guadagnate soldi’, ma si fa fatica anche noi. Oggi buona partita: inizio timido, poi però son contento della prestazione. Scherzando a qualcuno ho rovesciato la bottiglietta in testa per far capire che abbiamo vinto».
YILDIZ – «Primo lo guardavo da fuori e lo sentivo dire da fuori quello che si diceva, ora da dentro le vedo e sento tutte. Una volta fa la giocata dentro da seconda punta, poi piglia e va sulla bandierina, poi va dove gli pare. È più bravo di quello che gli dico. Decide lui quando stare dentro e fuori. Quelli che lo commentano sono al 50%: il 50% dice che deve giocare sottopunta. Io lo metto un po’ di qui e un po’ di là e poi raccatto. Se sta un po’ più dentro poi è più vicino alla porta. Vorrei questo da lui, ma lì trovi più angusto, ci sono spazi stretti, i raddoppi dei centrocampisti. Più aperto ti salta l’uomo e va a far gol, ma è più difficile far gol. Bisogna far pendere la percentuale da quella parte lì, mi garberebbe che stesse più centrale. Appena tira, anche in allenamento, suonano le campane din don».
OPENDA – «Al di là che si ha altre soluzioni. L’analisi è chiara e facile: tutti e due sono attaccanti centrali. David potrebbe essere più seconda punta per relazioni con la squadra, poi per attacco degli spazi è il contrario. Uno è da inserimento, profondità, velocità e andare a sbattere sulla linea di fondo. L’altro è più da palleggio e più pulito da palleggio. Sono tutti e due bravi a far gol poi. Ci sono i livelli, c’entra il carattere, sono tutti e due bravi ragazzi. Li abbraccio volentieri perché necessitano di questo. Ci vorrebbe far due/tre gol di fila così da prendere più sicurezza e diventano più tranquilli. Ma nel calcio bisogna anche guadagnarsela e riuscire anche da soli. Una volta che uno ha guadagnato, assume quella postura lì. Tutti hanno dubbi e sono loro che possono toglierli. Devi avere quella faccettina di caz*o, gli altri altrimenti si accorgono che sei timido e ti danno schiaffi».









































