Contratti assurdi nel calcio: dalle case di Lego ai viaggi nello spazio vietati, fino alle serate in discoteca garantite – VIDEO di Chiara Aleati | OneFootball

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·10. April 2026

Contratti assurdi nel calcio: dalle case di Lego ai viaggi nello spazio vietati, fino alle serate in discoteca garantite – VIDEO di Chiara Aleati

Artikelbild:Contratti assurdi nel calcio: dalle case di Lego ai viaggi nello spazio vietati, fino alle serate in discoteca garantite – VIDEO di Chiara Aleati

Contratti assurdi nel calcio: clausole folli, richieste incredibili e gli accordi più bizzarri della storia – VIDEO di Chiara Aleati

Pensate che i calciatori firmino i contratti solo per i soldi e per le ville con piscina? Vi sbagliate di grosso. Preparatevi, perché queste sono le 5 clausole contrattuali più folli e assurde mai viste nella storia del calcio.

Numero uno: Ronaldinho e il diritto alla festa. Quando Dinho decise di tornare in Brasile per giocare nel Flamengo, accettò l’offerta ma pretese che venisse scritta una cosa specifica sul contratto: doveva avere il permesso di andare in discoteca almeno due notti a settimana. E il club? Aveva l’assoluto divieto di multarlo o lamentarsi.


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Numero due: Firmino e l’anti-Arsenal. Ai tempi del Liverpool, il brasiliano aveva una clausola rescissoria mostruosa da quasi 100 milioni. Questa cifra valeva per qualsiasi squadra al mondo disposta a pagarla. Qualsiasi, tranne una: l’Arsenal. I dirigenti dei reds non avevano ancora digerito uno sgarbo di mercato fatto dai Gunners anni prima per Luis Suarez, e per vendetta lo misero letteralmente nero su bianco sul contratto di Firmino!

Numero tre: Stefan Schwarz e i viaggi intergalattici. Anno 1999. Il centrocampista svedese firma per il Sunderland. Il club scopre che il giocatore ha l’ossessione per lo spazio e vuole prenotare uno dei primissimi voli commerciali fuori dall’atmosfera. La dirigenza va nel panico totale e fa aggiungere la “Space Clause”: se lasci il pianeta Terra, il tuo contratto è stracciato all’istante.

Numero quattro: Bergkamp aveva una fobia inarrestabile per gli aerei. Quando rinegoziò il contratto con i Gunners, pretese l’esenzione totale dai voli. Risultato? Per le trasferte europee, la squadra volava comodamente a Madrid o a Milano in due ore, mentre Bergkamp partiva due giorni prima guidando da solo, o in treno, sobbarcandosi viaggi massacranti. E per le partite troppo lontane che non poteva raggiungere via terra, decurtazione automatica dello stipendio.

Numero cinque: Giuseppe Reina firma l’Arminia Bielefeld. Accetta l’offerta a un patto: il club doveva costruirgli una casa nuova per ogni anno di contratto. La dirigenza accetta senza battere ciglio e firma subito. Perché? Perché il procuratore si era dimenticato di specificare le dimensioni sul contratto. Per tre anni, il club gli regalò tre meravigliose casette… costruite con i mattoncini Lego! Scacco matto.

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