Coreografia vietata in Tevere, la replica del tifo organizzato della Lazio | OneFootball

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·16. März 2026

Coreografia vietata in Tevere, la replica del tifo organizzato della Lazio

Artikelbild:Coreografia vietata in Tevere, la replica del tifo organizzato della Lazio

Dopo la diffusione della nota dell’Adnkronos sulla coreografia non autorizzata in Tribuna Tevere durante la gara tra Lazio e Milan, è arrivata la risposta dei gruppi del tifo organizzato biancoceleste.

Secondo quanto riportato dall’agenzia, la scenografia non sarebbe stata autorizzata perché risultata difforme rispetto a quanto comunicato in precedenza dallo SLO (Supporter Liaison Officer) della società al GOS, il Gruppo Operativo Sicurezza, che aveva concesso il via libera sulla base del progetto presentato.


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La decisione delle autorità avrebbe quindi portato al divieto di esposizione poco prima dell’inizio della partita, in applicazione delle procedure previste per la sicurezza negli eventi sportivi.

In seguito alla ricostruzione diffusa dall’agenzia, i gruppi organizzati della Lazio hanno deciso di intervenire pubblicamente, diffondendo un comunicato per chiarire la propria posizione sulla vicenda e spiegare la versione dei tifosi riguardo alla coreografia preparata per la partita contro il Milan.

Anche i sampietrini conoscono la verità.

Il goffo tentativo di nascondere la censura della parola più importante deo vocabolario italiano attraverso un tecnicismo da regolamento per eventi sportivi si schianta contro il buonsenso, l’esperienza e la logica di ogni persona di buona fede.

La nostra esperienza diretta, assieme a quella di 50mila persone presenti oltre agli steward, le forze dell’ordine ed i sanpietrini stessi, è la scoperta tardiva da parte del presidente Lotito di una parola che si pone in completa antitesi con la sua natura più verace.

Come mai per due giorni abbiamo potuto creare l’ennesimo capolavoro pieno d’amore e coraggio, indisturbati, senza che nessuno ci chiedesse nulla?

Perché da decenni, il popolo laziale produce meraviglia gratuitamente, offrendo la certezza di messaggi alti ed universali attraverso le sue coreografie. Perché da decenni è pressi consolidata (sappiamo che questo episodio sarà occasione per togliere questa buona abitudine) comunicare una versione simile ma non identica alle autorità preposte, nell’accordo tacito non offendere la sensibilità di alcuno nei rispetto dei diritti costituzionali.

Perché nessuno si è preoccupato di controllare un telone che era stato anch’esso presentato con una similitudine e non con una descrizione esatta? Per un motivo ovvio. Non farla sapere per non rovinare la sorpresa. È la regola non scritta più antica del tifo.

La verità è semplice, incontestabile e confermata dai cuori (probabilmente non dalle voci) di tutti i presenti. Il presidente Lotito ha saputo tardivamente della terribile parola (era stata annunciato alle autorità: “una scritta a cartoncini espressione di speranza e di amore, senza riferimenti alla figura societaria ed istituzionale che ricopre il signor Lotito” e, giallorosso di rabbia, ha richiesto l’immediata rimozione della coreografia.

Se una persona per bene avesse scoperto una parola innocua come LIBERTÀ come avrebbe reagito?

Ai sanpietrini l’ardua sentenza, con infinito amore I Laziali.

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