PianetaBari
·18. März 2026
Cosa aspettarsi da Frosinone-Bari

In partnership with
Yahoo sportsPianetaBari
·18. März 2026

Dopo la bella e convincente vittoria di sabato scorso, il turno infrasettimanale mette il Bari di fronte a una delle sfide più difficili di questo finale di stagione: la trasferta contro il Frosinone. Alle ore 19, infatti, la squadra di Moreno Longo affronterà allo Stirpe gli uomini di Massimiliano Alvini, terzi in classifica e a caccia di un successo che permetterebbe ai ciociari di restare agganciati al treno della promozione diretta, sfruttando i mezzi passi falsi di Monza e Palermo.
D’altro canto anche per i biancorossi l’opportunità è ghiotta. Facendo punti i pugliesi non solo darebbero continuità all’ultimo successo e metterebbero fieno in cascina in vista della Carrarese (fin qui il Bari ha sempre sofferto quando ha giocato la terza partita in una settimana), ma potrebbero trovarsi per la prima volta dopo diverso tempo fuori dalla zona rossa. Si tratta, del resto, di una sfida meno proibitiva di quanto dica la classifica. È vero che il Frosinone occupa le primissime posizioni della graduatoria, ma viene da un momento non particolarmente brillante: nelle ultime cinque gare ha raccolto solo 7 punti, contro i dieci dei galletti.
CLICCA QUI PER LEGGERE LE PROBABILI FORMAZIONI DI FROSINONE-BARI

Copyright: Frosinone Calcio
Ad imporre questo rallentamento alla squadra di Alvini sono stati soprattutto i tanti pareggi, visto che l’ultima sconfitta risale a otto giornate fa, nello scontro diretto con il Venezia. Da allora il Frosinone ha lasciato punti per strada anche contro squadre impegnate nella lotta salvezza, come Empoli e Pescara, concedendo numerose reti. Per ben quattro volte nelle ultime cinque uscite, infatti, i ciociari hanno chiuso la partita sul 2-2, spesso dopo essere stati costretti a inseguire (erano sotto 2-0 contro Pescara e Catanzaro e sono stati due volte in svantaggio contro l’Empoli).
Se da un lato questo manifesta il carattere di una squadra che non si arrende mai, dall’altro mette in luce anche nei numeri un certo limite in fase difensiva. Lo dimostra il volume di occasioni per gli avversari: il Frosinone permette di calciare molto, essendo aumentata rispetto alla prima parte di campionato sia la media dei tentativi concessi sia quella delle conclusioni nello specchio. Rimane però una formazione dotata di enorme potenziale offensivo. Ghedjemis sta vivendo una stagione d’oro, ma è supportato da un gruppo che nella metà campo avversaria funziona a meraviglia e in cui tutti (Calò, Koutsoupias, Kvernadze, Raimondo, solo per citarne alcuni) stanno dando il loro contributo. Anche per questo i ciociari sono in piena corsa per la promozione diretta, ma hanno bisogno di vincere per portarsi a -2 dal Monza secondo.

Copyright: Mario Quartapelle/IPA Sport
Una delle caratteristiche più evidenti della squadra di Alvini è la capacità di sviluppare il gioco sulle corsie laterali. I ciociari sfruttano infatti la qualità degli esterni per metterli nelle condizioni di puntare l’uomo, sempre supportati dalle triangolazioni che si creano con terzino e mezzala. In questo modo le soluzioni sono molteplici: Ghedjemis e Kvernadze possono attaccare il diretto avversario e servire palloni pericolosi in area, isolarsi per arrivare al tiro oppure attirare il raddoppio per liberare elementi come Calò e Koutsoupias, che a loro volta hanno spazio per calciare o crossare.
Questo è possibile anche perché il Frosinone è una formazione che porta sempre molti uomini in avanti: oltre al tridente e ai centrocampisti che attaccano i mezzi spazi, c’è spesso almeno un terzino a supporto dell’azione. Quando in campo è schierato Fiori, la sua presenza aumenta ulteriormente il peso offensivo dentro i sedici metri, perché rispetto a Kvernadze tende meno al duello individuale e più a rientrare per il tiro o a inserirsi per sfruttare i cross. Molto utilizzata è anche la conclusione dalla distanza (attenzione a Corrado, reduce da due gol consecutivi in questo modo).
Proprio questa propensione ad attaccare con tanti uomini espone spesso i ciociari alle ripartenze avversarie: in caso di perdita del pallone, le transizioni difensive risultano talvolta lente e disordinate. Inoltre, nelle ultime gare i centrali non sempre sono stati impeccabili nelle letture individuali, commettendo diversi errori di posizione, sia in campo aperto che dentro l’area.

Copyright: Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA
Come prevedibile, il tasso di difficoltà di questa gara sarà più alto rispetto alle ultime uscite. Contro la Reggiana, ad esempio, uno dei principali punti di forza era stata la capacità di occupare i mezzi spazi con i trequartisti e di tenere molto alti gli esterni. Sarà difficile riproporre un atteggiamento simile, perché Dickmann (o Manè, se il primo non dovesse farcela) e Dorval saranno molto più impegnati in compiti difensivi. Anche il centrocampo dovrà dimostrare un definitivo salto di qualità provando a reggere l’urto contro una squadra che dalla trequarti in su è tra le migliori del campionato. D’altro canto, la formazione di Longo ha dimostrato di poter essere particolarmente pericolosa quando distende i cavalli e riparte in velocità, proprio una situazione in cui i laziali soffrono maggiormente.
Live









































