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¡23. Mai 2026
đŁď¸ Cremonese, Giampaolo: âSiamo chiamati a dare prova di noi stessi. Vardy? Quando lâarbitro fischia diventa unâaltra personaâ

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Alla vigilia di Cremonese-Como, sfida valida per la 38a giornata di Serie A, Marco Giampaolo, tecnico dei grigiorossi, ha presentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue parole, raccolte dal sito ufficiale del club:
Mister, domani è il giorno del giudizio? âSe vogliamo essere sintetici, sĂŹ. Al netto delle difficoltĂ che ci sono dal punto di vista della classifica e dellâimpegno difficilissimo, siamo chiamati ancora una volta a dare prova di noi stessi come è sempre stato sin qui. Quando sei lĂŹ sotto e devi rincorrere punto su punto, tutte le gare sono pesanti e complicate, quindi ad un certo punto impari a convivere con la precarietĂ e va bene cosĂŹ. Le difficoltĂ ti misurano, è in quei momenti che bisogna vedere come si reagisce e come ci si comporta. Questa è una difficoltĂ sportiva, tutti ci tengono a fare del proprio meglioâ.
Quella che sta per concludersi è stata una settimana carica a livello mentale? âPenso che siamo nella stessa condizione, ossia entrambe dipendiamo dagli altri. Il Como ha tutte le qualitĂ per decidere le partite, sono una squadra forte e dal mio punto di vista la piĂš bella del campionato. Ci arricchisce culturalmente, mi piace in maniera particolare sin da quando ha iniziato il suo percorso. Poi però è una partita secca, e noi dobbiamo vincere e sperare in qualcosâaltro: altrimenti al Lecce basterebbe anche il pareggio, perchĂŠ come dicevo il loro punto di vantaggio rappresenta oro. Noi dobbiamo vincere, abbiamo cercato di preparare qualcosa per giocarcela al meglio contro quella che, ripeto, è una signora squadra che amo particolarmenteâ.
La variante delle ultime giornate spesso sono le sostituzioni: Noslin contro la Cremonese, Pinamonti contro il Lecce. Potrebbe succedere anche domani? âIo non ho fatto altro che ripetere alla squadra che dobbiamo essere concentrati sulla nostra partita, è giĂ abbastanza difficile pensare a quella. La nostra sfida non è una passeggiata di salute, il Como in campionato ha perso pochissimo e si è relazionata diversamente a tutte le avversarie, hanno trovato la chiave per vincere. Noi abbiamo giĂ i nostri problemi, figuriamoci se pensiamo agli altri. Io giocherei con la radiolina spenta: giochiamo la nostra partita e vedremo cosa succede. Dipendiamo da altri, cosĂŹ come dipendiamo da noi stessi. Senza la vittoria non câè nemmeno la speranza di poter ottenere qualcosa. Siamo in una strettoiaâ.
Come giudica il suo lavoro in grigiorosso sin qui? âQuesta domanda mi fa male, perchĂŠ avrei voluto giocare altre 4-5 partite ma non posso farlo. Mi fa male perchĂŠ se mi guardo indietro vado a cercare qualche punto in piĂš della mia gestione e mi fa male perchĂŠ non penso sia stata una brutta gestione. Abbiamo fatto il possibile? SĂŹ, ma non abbiamo fatto lâimpossibile come ho detto che avrei voluto fare al mio arrivo. Cercando il pelo nellâuovo, abbiamo fatto solo il possibile e non lâimpossibile e questa è una cosa che mi porto dietro. Del rammarico ce lâho, nonostante i punti che abbiamo raccolto. E questo provoca in me un senso di rabbia, ma non posso nĂŠ tornare indietro nĂŠ giocare piĂš partite. Dentro me stesso questo sentimento particolare câèâ.
Come fare per isolarsi e concentrarsi solo ed unicamente sulla sfida dello Zini? âLa squadra domani deve scalare lâEverest, è unâimpresa alla pari di questa. Sono consapevole degli intrecci, della forza dellâavversario, e non mi nascondo: non è impossibile perchĂŠ niente lo è, ma andranno fatte tante, tantissime cose per bene contro un avversario fortissimo. Non solo sul piano fisico e caratteriale, ma anche per la capacitĂ di non perdere mai lâattenzione e la cura dei dettagli. DovrĂ scalare lâEverest, servirĂ la miglior partita della vita calcistica di ognuno: si può fare mettendo insieme tanti tasselli, io sono fiducioso e so che servirĂ andare oltreâ.
A Udine Vardy è parso molto provato. Come sta? âVardy mi piace perchĂŠ è generoso. Se fa un allenamento in piĂš o uno in meno non è condizionato, quando lâarbitro fischia diventa unâaltra persona, ha grande autostima, aiuta i compagni e ha grandi qualitĂ . Ă il fiore allâocchiello di questa Cremonese, mi spiace di averlo avuto a disposizione solo per tre partite. Ma piĂš lo alleno e piĂš lo apprezzo, mi piace la sua spontaneitĂ , è un giocatore navigato a cui basta lâinput per dare tutto. E questa generosità è una qualitĂ che tutti gli allenatori apprezzanoâ.
Il finale di Sassuolo-Lecce ha lasciato scorie nella squadra? âNon mi interessa commentare. Ha lasciato delusione, negli spogliatoi sono venuto a sapere del risultato da un giocatore. Ma in quel momento non ci ho fatto caso, la squadra un poâ lâha subita come ha subito il gol preso allâultimo secondo con la Lazio e il mancato gol assegnato in casa con il Torino. Ma poi ha sempre saputo rialzarsi e rimettere a posto i cocci, perchĂŠ poi câè la consapevolezza che o ci si arrende al destino o si reagisce per cambiare qualcosa. La squadra ha provato sempre a reagire, ci siamo riaperti ad una possibilitĂ che non è dipesa da noi. Questa settimana abbiamo parlato tanto per dare la giusta importanza alla partita, poi ci si confronterĂ con un avversario difficile da affrontare. Per questo servirĂ andare oltreâ.
Fabregas ha parlato molto bene di lei. Come è nato il vostro rapporto? âPrima di venire qui a Cremona sono stato ospite del Como, ero giĂ stato lĂŹ e poi ho seguito nuovamente alcuni allenamenti. Per questo so di cosa parlo, li ho visti allenarsi, ho visto lâorganizzazione che câè: è una societĂ top, sono di categoria diversa, sono forti. Prima di arrivare a Cremona facevo il tifo per loro, quel calcio mi appassiona e mi coinvolge, da parte mia câè grande stima. Qualcuno critica il modello e lo stile di gioco, forse lo fa perchĂŠ non arriva a quel punto. Mesi fa gli ho detto che avevano grandi chance di arrivare in Champions, adesso il destino vuole che ci si giochi tutto allâultima giornata. Io però non parto mai rassegnato nĂŠ battuto, questa è una partita che io ho preparato al meglio e che spero di fare al meglioâ







































