Criscitiello contro Elkann: «Non è ‘malato’ di Juve. Ha commesso molti errori e deve lasciare. Ha azzeccato solo una scelta» | OneFootball

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·27. März 2026

Criscitiello contro Elkann: «Non è ‘malato’ di Juve. Ha commesso molti errori e deve lasciare. Ha azzeccato solo una scelta»

Artikelbild:Criscitiello contro Elkann: «Non è ‘malato’ di Juve. Ha commesso molti errori e deve lasciare. Ha azzeccato solo una scelta»

Criscitiello in una delle ultime dichiarazioni ha consigliato a Elkann di lasciare la Juve perché non ‘malato’ nel club bianconero. Le parole

Il panorama calcistico italiano è scosso dalle ultime dichiarazioni di Michele Criscitiello, che dai microfoni di Sportitalia ha lanciato un’analisi al vetriolo sulla situazione attuale in casa bianconera. Secondo il noto giornalista, la crisi della Vecchia Signora non è passeggera, ma strutturale, legata a una visione societaria che sembra aver smarrito la propria anima competitiva.

L’affondo di Criscitiello parte dai vertici, mettendo in discussione la scelta degli uomini chiave per la rinascita del club. Per il direttore, la strada intrapresa non è quella corretta: «I problemi della Juventus sono talmente tanti che vanno affrontati con un capo direttore nuovo. Damien Comolli non deve essere il presente né il futuro della Juventus. John Elkann ha commesso tanti errori».


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Il punto focale del discorso di Michele Criscitiello si sposta poi sulla proprietà. Il giornalista traccia un solco profondo tra l’attuale guida e il passato, sottolineando la mancanza di quel trasporto emotivo necessario per gestire una realtà così complessa: «Per fare il presidente devi essere malato della squadra, devi viverla. Elkann questa ‘malattia’ che invece il cugino Andrea Agnelli aveva non ce l’ha, e non possiamo fargliene una colpa. Come la famiglia Berlusconi: dopo Silvio Berlusconi hanno abbandonato il calcio perché non interessava più come prima».

Infine, Criscitiello analizza il campo. Nonostante il caos societario, riconosce un unico raggio di luce nella scelta della guida tecnica, che però sembra trovarsi in conflitto con il materiale umano messo a disposizione dalla dirigenza: «L’unica scelta azzeccata è stata prendere Luciano Spalletti, che ha bocciato clamorosamente la campagna acquisti di Comolli, uno che sceglie i giocatori con l’algoritmo».

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