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·8. Juni 2026
đ„ Dalla Norvegia al Canada: le 5ïžâŁ outsider del Mondiale 2026. Chi romperĂ le gerarchie?

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In vista del Mondiale 2026, abbiamo individuato cinque Nazionali outsider che potrebbero sorprendere grazie a caratteristiche e profili diversi: chi punterĂ sullâorganizzazione, chi sul talento puro, chi sul peso specifico in attacco e chi sfrutterĂ il fattore campo.
Dopo la storica cavalcata di Qatar 2022, i Leoni dellâAtlante arrivano al Mondiale 2026 con un obiettivo diverso da tutti gli altri di questa lista: non sorprendere, ma confermarsi. SarĂ la settima partecipazione assoluta e la terza consecutiva, un record nella storia del calcio marocchino.
La semifinale del Qatar ha cambiato la percezione del Marocco a livello mondiale: nessuna Nazionale africana era mai arrivata cosĂŹ lontano in una Coppa del Mondo. Da quel quarto posto nasce la convinzione di poter competere stabilmente ai massimi livelli, e la volontĂ di dimostrare che non fu un episodio isolato ma il frutto di una crescita costruita nel tempo.
La novitĂ Ăš in panchina. A meno di cento giorni dal via, la Federazione ha affidato la squadra a Mohamed Ouahbi, 49 anni, di formazione belga, al posto di Walid Regragui. Ouahbi arriva dal trionfo nella Coppa del Mondo FIFA U-20 in Cile, dove la sua selezione ha battuto lâArgentina 2-0 in finale e ha lanciato due talenti come Othmane Maamma e Yassir Zabiri, rispettivamente Pallone dâOro e Pallone dâArgento adidas del torneo. Raccoglie unâereditĂ pesante: quella di Regragui, lâuomo della semifinale e della prima vittoria di una Nazionale araba sul Brasile (2-1, marzo 2023).
La qualificazione Ăš arrivata senza affanni, con il dominio del Gruppo E delle eliminatorie CAF: decisivo il 5-0 al Niger del 5 settembre, che ha consegnato il primo posto ai marocchini.
PerchĂ© puĂČ sorprendere di nuovo: il Marocco unisce una soliditĂ ormai strutturale a un nuovo ct reduce da un titolo giovanile. Ă lâunica di questa lista a partire non da sfidante, ma da realtĂ consolidata: la vera incognita Ăš se saprĂ reggere il peso delle aspettative che si Ăš costruito da solo.
Ă la rivelazione delle qualificazioni sudamericane. LâEcuador ha perso solo due volte e ha chiuso davanti a Uruguay, Colombia e Brasile in una classifica combattutissima: per un Paese mai annoverato tra i favoriti del continente, Ăš una svolta vera.
Il merito Ăš di SebastiĂĄn Beccacece. Il tecnico argentino ha preso le redini della Tri nel 2024 tra lo scetticismo generale, un curriculum quasi interamente di club e un solo anno da assistente nella nazionale argentina alle spalle. Eppure ha trasformato lâEcuador in una squadra intensa e affidabile dietro.
La difesa Ăš il marchio di fabbrica: soli cinque gol subiti nelle qualificazioni, la metĂ dellâArgentina, il dato migliore di tutto il Sudamerica. Beccacece concede pochissimo nelle zone pericolose grazie a un blocco di due linee compatte da quattro, in cui anche gli attaccanti ripiegano e chiudono gli spazi. Struttura, ritmo e disciplina: gli ingredienti che ai Mondiali pesano di piĂč.
PerchĂ© puĂČ sorprendere: una squadra che subisce cosĂŹ poco arriva sempre viva ai minuti decisivi. E nelle gare secche, una difesa di questo tipo vale tantissimo.
Nel 2002 stupĂŹ il mondo chiudendo terza. Nel 2026 la Turchia torna ai Mondiali per la prima volta da quel exploit, dopo 24 anni di attesa e un percorso europeo chiuso ai play-off battendo Romania e Kosovo.
Lâetichetta di outsider sopravvalutato accompagna sempre i turchi, ma i quarti di Euro 2024 hanno mostrato un progresso concreto sotto Vincenzo Montella. Il punto di forza Ăš una miscela di talento, emozione e varietĂ offensiva. I protagonisti sono i giovani: Arda GĂŒler, forse lâelemento piĂč continuo del Real Madrid in una stagione caotica e ormai simbolo della nuova generazione, e Kenan Yildiz, che lo stesso Montella indica come capace di cambiare le partite da solo. A guidarli câĂš lâesperienza di Hakan ĂalhanoÄlu: regista, mentore, garanzia sulle palle inattive e sulla gestione dei ritmi.
PerchĂ© puĂČ sorprendere: nel Gruppo D con USA, Australia e Paraguay, la Turchia Ăš la favorita per il primo posto. Nessuna avversaria dispone di un arsenale offensivo simile.
Il rischio: lâinstabilitĂ . La squadra di Montella puĂČ essere brillante per 30 minuti e vulnerabile nei 15 successivi, giĂ a Euro 2024 emersero tensioni sulle scelte di formazione e lâassenza di un vero centravanti. Ai Mondiali, contro chi sa ripartire, Ăš un difetto che si paga caro. Minimizzarlo Ăš il primo compito del ct.
Tra le europee, la candidata numero uno per forza di risultati. La Norvegia sbarca negli USA da prima del proprio girone, con lo scalpo ancora caldo dellâItalia: sette gol agli azzurri in due gare, uno solo subito. Numeri da rullo compressore, che hanno fatto decollare la differenza reti e le aspettative sulla squadra di StĂ„le Solbakken.
La stella Ăš ovviamente Erling Haaland, reduce dalla terza classifica cannonieri di Premier League in quattro anni (27 reti). Accanto a lui Alexander SĂžrloth. A centrocampo la qualitĂ di Martin Ădegaard, capitano della nazionale e dellâArsenal campione dâInghilterra. Nutrita anche la colonia di Serie A, Heggem (Bologna), Ostigard (Genoa), Thorstvedt (Sassuolo), Holmgren Pedersen (Torino), piĂč i talenti Antonio Nusa e Jens Petter Hauge.
Il girone con Iraq, Senegal e Francia non Ăš dei piĂč semplici, ma la rosa ha le carte per andare avanti.
PerchĂ© puĂČ sorprendere: con un finalizzatore come Haaland, basta poco per decidere una partita. La Norvegia non gioca un Mondiale da unâeternitĂ e ha fame da rivelazione.
Stesso continente, parte settentrionale e ruolo di Paese ospitante. Il Canada di Jesse Marsch parte con due assi nella manica: il fattore campo e un Gruppo B ostico ma non insormontabile, Qatar, Svizzera e Bosnia.
A guidare il gruppo câĂš sempre Alphonso Davies, una vita al Bayern Monaco e una Champions vinta da protagonista nel 2020. Lâaltro nome grosso Ăš Jonathan David: in ombra nellâultima stagione alla Juventus, ma con un curriculum di gol importante al Lille, puĂČ ritrovare in nazionale fiducia e rete. Completano il quadro vecchie conoscenze della Serie A come Tajon Buchanan (Villarreal, ex Inter) e IsmaĂ«l KonĂ©, che al Sassuolo ha dimostrato di reggere lâurto del nostro campionato.
PerchĂ© puĂČ sorprendere: giocare in casa, con un pubblico intero alle spalle, vale molto. E con Davies e David il Canada ha individualitĂ di grandissimo rilievo.







































