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·29. März 2026
D’Amico sicuro: «Il rinnovo di Spalletti un segnale al sistema. Mercato? Alla Juve servono questi 4/5 colpi»

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Andrea D’Amico è intervenuto ai microfoni di Tuttosport. Di seguito le parole dell’agente.
RINNOVO SPALLETTI – «Assolutamente sì. La Juve negli ultimi anni ha cambiato troppo, e nel calcio moderno la prima operazione di mercato è sempre la stabilità tecnica. Il rinnovo di Luciano Spalletti dà una direzione chiara: identità, gerarchie, idee. Quando hai un allenatore forte e riconosciuto, anche il mercato diventa più semplice. I giocatori sanno dove vanno e perché. Non è solo una firma, ma un segnale al sistema»
MERCATO – «Non serve una rivoluzione. Occorrono 4 o 5 innesti veri, mirati. La Juve ha già una base importante, ora però bisogna alzare il livello medio e inserire qualità nei ruoli chiave. Lì si costruiscono le squadre vincenti»
PROGETTO GIOVANI – «Il progetto giovani funziona solo se è accompagnato da leadership. La Juventus ha fatto un errore. Ha pensato che bastasse il talento senza una struttura forte intorno. I giovani hanno bisogno di contesto, di esempi, di pressione gestita»
PORTIERE – «La Juventus non è un laboratorio, è un club che deve tornare a vincere. Il portiere è un ruolo psicologico prima ancora che tecnico: ti porta punti o te li toglie. Il giovane può crescere dietro, però davanti serve sicurezza»
YILDIZ VIA SENZA CHAMPIONS – «Le offerte si ascoltano sempre. Ma Kenan Yildiz oggi è il simbolo della nuova Juventus. I simboli non si vendono, si costruisce attorno. Se la Juve vuole tornare grande, deve trattenere i migliori. Senza Champions diventa più difficile, però proprio per questo Yildiz dev’essere il punto di ripartenza»
VLAHOVIC – «Io ripartirei da Dusan Vlahovic: sta tornando centrale nel progetto e anche il rinnovo va in questa direzione. Vlahovic è un attaccante che garantisce gol, presenza fisica. Identità. Accanto, sì, serve un’alternativa di livello. Ma non una qualsiasi. Una punta complementare e non un doppione. Il problema comunque non è Dusan, ma metterlo nelle condizioni di rendere»
RUOLI DA CUI RICOMINCIARE – «Gliene faccio due, così non sbagliamo. Parto da un centrocampista moderno, box to box, che abbia corsa e qualità. Oggi è il ruolo più difficile da trovare. Un attaccante, giovane ma già “cattivo”. Di quelli che vedono la porta prima che lo facciano poi gli altri»









































