De Leo: «Sono stato vicino alla Lazio più volte, ma ora sono felice come CT di Malta. Lavoravo con Mihajlovic già nel 2008» | OneFootball

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·29. April 2026

De Leo: «Sono stato vicino alla Lazio più volte, ma ora sono felice come CT di Malta. Lavoravo con Mihajlovic già nel 2008»

Artikelbild:De Leo: «Sono stato vicino alla Lazio più volte, ma ora sono felice come CT di Malta. Lavoravo con Mihajlovic già nel 2008»

Emilio De Leo, ex collaboratore e vice di Sinisa Mihajlovic, ha parlato della sua carriera e di alcuni momenti vissuti al suo finao (e non solo): le sue parole

Emilio De Leo, c.t. della nazionale maltese cresciuto ascoltando i consigli di Sinisa Mihajlovic, si è raccontato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Le sue parole:

FERMO TRE ANNI – «Avevo bisogno di prendermi del tempo. Nel frattempo, ho avuto dozzine di proposte, sia come primo sia come vice. Kolarov con la Serbia, per dirne uno. Poi Stati Uniti, Messico, Belgio, ma a me dei soldi non è mai importato. Qui ho trovato il progetto adatto: sono allenatore e direttore tecnico. Il mio primo passo? A Cava de’ Tirreni, nella polisportiva del Liceo Marco Galdi. Allenavo la squadra di atletica leggera e studiavo giurisprudenza. Era il 2001. Poi un amico mi chiese di guidare i ragazzi della scuola. Lì è iniziato tutto».


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MIHAJLOVIC – «Già nel 2008 collaboricchiavo con lui. Inviavo dei report al suo staff, ma senza parlarci. A Mihajlovic mi lega anche un aneddoto dell’infanzia. Nel 1998 mi scattai una foto con lui a Vigo di Fassa, sede del ritiro della Lazio. Nel 2012 Salsano mi disse che Sinisa avrebbe voluto incontrarmi. Andavo a Roma una volta al mese. Mi commissionava dei lavori. Ricordo la prima riunione: io timido, col computer in mano. Sembravo un ragioniere. Lui in infradito e pantalone corto. Si sdraiò sul divano e mi intimò di stare sereno. Nel 2012, quando divenne c.t. della Serbia, mi chiamò con lui per la prima volta. E diventai il suo braccio destro».

LA SFURIATA – «Alla Samp, dopo un ko per 3-0 con la Lazio. Per tre giorni fece rivedere alla squadra tutta la partita. Nessuno poteva uscire. Al quarto giorno Palombo andò a parlargli dicendogli che avevano capito».A QUALI SQUADRE É STATO VICINO – «La Lazio più volte, il Napoli prima di Sarri, anche la Juventus».

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