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·19. MÀrz 2026

😍 De Roon, come te nessuno mai! Una presenza per entrare nella STORIA dell’Atalanta

Artikelbild:😍 De Roon, come te nessuno mai! Una presenza per entrare nella STORIA dell’Atalanta

Nonostante il terribile doppio confronto contro il Bayern Monaco, che ne ha sancito l’uscita dalla Champions League in maniera brusca, l’Atalanta ù pronta a festeggiare una delle sue colonne.

Marten De Roon, centrocampista olandese classe 1991, ha ormai legato in maniera inossidabile il suo nome a quello dell’Atalanta. Infatti, con la gara disputata da subentrato a Monaco di Baviera, l’olandese ha toccato quota 435 presenza in maglia nerazzurra. Numero che gli ha consentito di raggiungere in vetta alla classifica delle presenze del club lo storico capitano Gianpaolo Bellini.


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Non Ăš finita qui. Domenica, infatti, la Dea Ăš attesa da un altro impegno: quello di campionato contro l’Hellas Verona. Partita che, salvo particolari imprevisti, consentirĂ  a De Roon di superare Bellini e di diventare il giocatore con piĂč presenze nella storia dei bergamaschi. Club, compagni e tifosi sono pronti a celebrarlo. È giĂ  in programma nel post partita una celebrazione speciale per un giocatore che ha deciso di concedersi totalmente alla causa nerazzurra.

Prime Video, per questa speciale occasione, ha deciso di celebrarlo con un’intervista effettuata prima della sfida contro i tedeschi.

Le parole del capitano

Traguardo delle 435 partite – “E’ qualcosa di enorme, qualcosa che mi rende veramente molto orgoglioso, ù un onore aver indossato questa maglia così tante volte. Lo ù altrettanto eguagliare, e forse superare, uno come Gianpaolo Bellini. Una persona che ù stata una bandiera per questo club e per questa società, un bergamasco Doc. Anch’io per fortuna sono un bergamasco adottato, sono orgoglioso di rappresentare questa città con questo record, ma non mi fermo qui”.

Primo approccio con Bergamo – “SarĂČ molto sincero: sapevo molto poco di Bergamo. Il mio procuratore mi chiamĂČ chiedendomi se conoscessi l’Atalanta e la cittĂ . Io gli risposi: “Non so neanche dov’ù (ridendo)”. Il primo incontro con una tifosa che mi dava un bacio sulla bocca
 mi sono sentito molto accolto”.

Rapporto con i tifosi – “Mi piace parlare con loro, sapere cosa vivono e come pensano. Se esiste una distanza tra calciatore e tifoso, qui Ăš come se fossimo tutti allo stesso livello. Forse sĂŹ, noi calciatori siamo piĂč talentuosi nel giocare a calcio e loro sicuramente hanno talento in qualcos’altro. A me piace sentire cosa pensano, anche dopo una sconfitta. Voglio capire cosa pensano e discuterne insieme. Alla fine si fa questo lavoro anche per lasciare qualcosa alla gente e sentire queste frasi, sentir dire di essere la loro bandiera, avere il sangue bergamasco, essere l’anima della squadra, non mollare mai, sudare sempre la maglia, io voglio trasmettere tutto questo alla gente, e loro lo trasmettono a me. E’ questo che mi ha fatto capire che qua a Bergamo c’ù qualcosa di molto speciale”.

Sull’anno al Middlesbrough – “Come giocatore era un sogno giocare in Premier League. Poi perĂČ, dopo quell’esperienza, ho capito che la passione, il calore, l’affetto, il cuore
 lĂŹ si sentono meno. Mi sono accorto abbastanza velocemente che, se ci fosse stata la possibilitĂ , sarei voluto tornare a Bergamo. E da lĂŹ, Ăš ripartito questo percorso. Colgo l’occasione per ringraziare tantissimo la Famiglia Percassi per avermi dato questa opportunità”.

Futuro sempre a Bergamo – “Le mie tre figlie sono bergamasche. Due sono nate qui, l’altra Ăš nata in Olanda, ma si Ăš trasferita qua quando aveva 3 anni. Frequentano una scuola italiana, parlano la lingua italiana, con accento bergamasco, e per loro Bergamo Ăš casa. Faccio fatica ad immaginarmi in un altro posto, ma soprattutto loro, non riesco ad immaginarle da un’altra parte. Ci siamo anche parlati perchĂ© si sa che nel calcio tutto puĂČ cambiare in fretta. Siamo d’accordo che vogliamo stare qui, a Bergamo”.

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