Juventusnews24
·16. Mai 2026
Del Piero: «Seguirò Yildiz al Mondiale, Kenan mi emoziona. Champions? Juve e Roma hanno più brio»

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·16. Mai 2026

Opinionista di talento al pari di quello che ha espresso per decenni sul campo di calcio, Alessandro Del Piero affronta tutti i temi più importanti dell’attualità calcistica su La Gazzetta dello Sport, dallo sprint Champions al Mondiale prossimo venturo.
🌐
Le News di Juventus News 24 su Google
Seguici su Google News per non perdere nessun aggiornamento sulla Juve.
LE FAVORITE NELLA CORSA CHAMPIONS – «Non ne ho la più pallida idea, è un discorso troppo complicato. Bisognerebbe essere dentro ogni squadra per capire il termometro reale di tutte».
QUALI SARANNO I MOMENTI DECISIVI – «Tutti, ormai mancano due partite e si possono perdere punti contro squadre che non hanno nulla da chiedere. Guardate la Juventus con il Verona… Nel calcio non c’è nulla di scontato».
JUVE E ROMA SONO IN FORMA – «Se dobbiamo fotografare il momento, sì, Juve e Roma arrivano con più brio rispetto alle avversarie che hanno rallentato. Questo ha creato un intasamento in classifica che rende tutto più eccitante».
I 10 IN ITALIA NON CI SONO PIU’ – «La fantasia non è morta, è sempre presente anche qui, magari in altri sport più che nel calcio. La si riscoprirà anche sui nostri campi, lavorando nel modo più opportuno. Il calcio giovanile ha bisogno di altre priorità, perché un tempo ci si divertiva di più. La sconfitta insegna più della vittoria, se dentro di te la vivi senza vergognarti. Molti ragazzini invece ora, davanti alla sconfitta, fanno un passo indietro. Chi riuscirà a farli divertire riscoprirà il talento».
L’ALEX BAMBINO – «Da piccolo giocavo sempre a pallone, anche in casa, il divano era la barriera per le punizioni e una sedia la porta. Era un divertimento. Il calcio in fondo è credere in sé stessi e una serie di cose che esulano dalla squadra in cui giochi, che sia la Juventus o il San Vendemiano. Oggi invece le priorità sono la performance e il risultato, non solo nei ragazzi ma anche in allenatori, dirigenti, presidenti».
IL MONDIALE – «Sì, quando cominci a giocare a calcio sogni di giocare il Mondiale, ancora più che di vincerlo. Io non ho mai espresso quei sogni ad alta voce perché i sogni non si dicono, si tengono dentro e si fa in modo che crescano. Devono essere una forza motrice che ti spinge da dentro. Ho vissuto la prima Coppa del Mondo nel 1982 e conoscere la bellezza della vittoria mi ha dato energia. Quei ragazzi mi hanno messo un po’ di pressione…».
LA VITTORIA DEL 2006 – «Non ero incredulo ma avevo tanto orgoglio, tanta soddisfazione personale e di squadra. In quella situazione ti passano in testa i momenti della tua vita. Negli anni precedenti eravamo andati relativamente vicino a vincere, avevamo tutte le caratteristiche per arrivare in fondo ma il Mondiale è davvero un torneo complicatissimo».
IL MONDIALE 2026 – «La Fifa si è spinta molto per far partecipare più squadre possibili al Mondiale e portare il calcio in molte più nazioni. Sarà questo il leitmotiv. I tre paesi ospitanti, vicini di casa, hanno uno storico calcistico molto diverso ma sono appassionati e strutturati. Sarà un Mondiale bello, come tutti i Mondiali, un evento spettacolare soprattutto nella fase a gruppi, con tanto calcio in tv».
CHERKI, NICO PAZ, GULER DA SEGUIRE AL MONDIALE PERCHE’ EMOZIONANO – «Quei tre di sicuro. Poi Yildiz nella Turchia. Ogni nazionale ha giocatori di grande creatività e fantasia, si tratta di scoprirli e guardarli con attenzione».
I NOMI DA CONSIGLIARE – «I nomi sono sempre gli stessi. La bellezza del Mondiale è vedere come performeranno questi fantastici talenti. Poi siamo in un contesto in cui si gioca di squadra. Il talento non si esprime solo con il dribbling e il gol spettacolare, ma anche con la capacità di portare la propria squadra a vincere».
CHI VINCERA’ – «Penso ci siano 6-7 squadre pretendenti al titolo, alcune arrivano in sordina come Portogallo e Inghilterra. Ci sono Spagna, Francia, Germania, ovviamente Argentina e Brasile, sono tutte strutturate per vincere. Improbabile sapere oggi chi vincerà».







































