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·3. April 2025
“Eravamo tre miliardari in B”, Decaro vuota il sacco, Salerno tuona sulla questione stadio: le news del giovedì

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·3. April 2025
La Serie B non si ferma mai, neppure nella giornata di oggi: aneddoti, parole dei protagonisti, notizie di ogni tipo hanno caratterizzato e riempito il sito di Pianeta Serie B, malgrado l’assenza di partite. Di seguito proponiamo le tre news secondo noi più rilevanti di questo giovedì 3 aprile.
La rivista Forbes, come ogni anno, ha rinnovato la classifica delle persone più ricche del mondo. In testa senza sorprese i soliti Elon Musk, Mark Zuckenberg e Jeff Bezos, mentre in Italia mantiene il primato Giovanni Ferrero, con la sua multinazionale dolciaria a quota 38,2 miliardi di euro.
Se andiamo però a scavare all’interno della classifica italiana, ci si può accorgere che c’è una buona rappresentazione della Serie B: il presidente della Salernitana Danilo Iervolino, come riportato da CalcioSalernitana.it, si trova al 68esimo posto della classifica con un patrimonio stimato di 1,1 miliardi di dollari. A parimerito con il patron granata troviamo Marco e Veronica Squinzi e Simona Giorgetta, proprietari del Sassuolo, anche loro con un patrimonio stimato di 1,1 miliardi di dollari. Prima di loro, però, troviamo al 54esimo posto Giovanni Arvedi, storico patron della Cremonese, la cui ricchezza è stimata in 1,7 miliardi di dollari.
L’ex sindaco Antonio Decaro, nell’incontro odierno vis a vis con i tifosi del Bari, è tornato sulla scelta di affidare la società biancorossa alla famiglia De Laurentiis, esponendo tutte le sfaccettature della vicenda. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti, riprese da PianetaBari.com.
DECISIONI – “Preziosi l’avevo chiamato io ma ha sbagliato nel presentare la domanda. Brienza è arrivato dopo, quante volte è andato sui giornali? Ha presentato in ritardo la domanda, tralaltro senza nulla dentro. La commissione ha valutato solo chi aveva dato la documentazione completa, visto che mancavano cinque giorni”.
DE LAURENTIIS O LOTITO – “Ha considerato l’esperienza nello sport professionistico ponendomi sul tavolo o De Laurentiis o Lotito, ho scelto il primo perché il secondo aveva anche la Salernitana in B. Se mi chiedete se, tornando indietro, rifarei la scelta, a queste condizioni forse si”.
TRADIRE – “Come tifoso mi sento tradito, la frattura è insanabile. Ci sono stati troppi eventi, ci sono dichiarazioni pubbliche che ho fatto. Io ai tempi non ne sapevo niente di come funzionava una squadra di calcio, ero un semplice tifoso. Ai tempi dissi che sarebbe stato loro interesse portare il club in Serie A perché avrebbero recuperare i soldi”.
DISCUSSIONI – “Ho parlato spesso con i De Laurentiis, anche animatamente. Non hanno mai avuto intenzione di investire le infrastrutture perché devono vendere in caso di A. E vi assicuro che chi avrebbe comprato il Bari c’era, avevano venduto, li ho conosciuti il giorno della finale, erano tre imprenditori italiani. Per un fatto di riserbo non posso dire chi sono. Loro non volevano nemmeno fare manutenzione straordinaria, non l’hanno fatto neanche a Napoli“.
Il Presidente della Reggiana, Carmelo Salerno, è intervenuto in conferenza stampa durante la presentazione di Davide Dionigi per parlare anche della questione legata alla curva durante il derby con il Sassuolo. Di seguito le sue parole riportate da gazzettadireggio.it:
LE PAROLE – “Sulla questione curva purtroppo ho letto e sentito – sia sulla stampa che in tv – tantissime cose inesatte. Sono rimasto senza parole. Si è detto che noi non abbiamo fatto niente per difendere i tifosi, che non abbiamo fatto abbastanza per ottenere l’inversione di curva. Purtroppo, non ho potuto parlare in quella settimana, perché ci hanno chiesto un comunicato congiunto conciliante. Lo abbiamo fatto perché ogni parola fuori posto poteva causare danno alla città, ogni mia parola poteva essere strumentalizzata. Però, grazie a quel comunicato congiunto, che ha scatenato l’ira dei tifosi, le istituzioni mi hanno ricevuto”.
I TIFOSI – “Vi assicuro che abbiamo fatto di tutto: a Reggio, a Sassuolo, a Milano, a Roma… fatto di tutto per ottenere l’inversione di curva. Non ci siamo riusciti. Mi dispiace. Io sono il legale rappresentante della società, non potevo dire parole fuori posto. Avrebbero strumentalizzato ogni dichiarazione se fosse successa qualunque cosa, che per fortuna non è successa. Ma non avevo dubbi sulla correttezza dei nostri tifosi e sulla loro protesta pacifica. Ma ne saremmo stati corresponsabili. Però – assicura – la penso esattamente come i tifosi. Secondo voi, non difendo i nostri tifosi? Ho sempre detto che i nostri tifosi ci portano dei punti”.
LA RICOSTRUZIONE – “Secondo voi non volevo i nostri tifosi? Ci hanno portato dei punti negli anni. Ma non è stato possibile. Sono stato in buona compagnia: non c’è riuscita la Questura, non c’è riuscito il Prefetto a far cambiare idea, non c’è riuscito il sindaco, né l’intero consiglio comunale. Nessuno è riuscito a ottenere l’inversione della curva. Ora accusare la società no. Tutti i miei colleghi si sono meravigliati. Mi hanno fatto mille domande. Domande tipo: “Ma quando è stato venduto lo stadio, non c’era una convenzione?”. Da qui la richiesta precisa”.
LA CONVENZIONE – “Io, a fine anno, mi recherò dall’amministrazione comunale e dirò che su 100 squadre in Italia, una sola – la nostra – tratta ogni anno il contratto per iscriversi al campionato. Ogni anno dobbiamo trattare per avere il contratto dello stadio, da consegnare per l’iscrizione. Dirò loro: “Stipulate una convenzione pluriennale, come fanno tutti in Italia”. Noi dobbiamo trattare con l’amministrazione comunale, non con i privati. Questo è stato un errore. Come per tutte le discipline sportive, noi dobbiamo trattare con l’amministrazione comunale. Come ce l’abbiamo per i campi di via Agosti con il vescovo. A fine anno si farà carico l’amministrazione comunale di questo problema che ci è piombato addosso. Noi siamo parte lesa. Andava fatto prima”.
LE SOCIETÀ – “Se il proprietario una mattina si sveglia, non succederà, ma se un giorno si sveglia e dice che non ci vuole, non possiamo iscriverci al campionato? Non esiste che, su 100 società di calcio professionistiche, solo noi siamo in questa situazione. Allora, noi dobbiamo trattare solo con il Comune. E chiederemo due punti inderogabili: la curva e un prezzo equo d’affitto. Altrimenti non possiamo fare calcio. Ci devono dare un altro spazio, che potrebbe esserci in città. Il referente non deve essere un privato – che legittimamente fa il proprio interesse – ma il nostro interlocutore deve essere il Comune”.
IL PROBLEMA – “Io sono sicuro che il problema sarà risolto. Altrimenti non possiamo iscriverci. E dobbiamo dirlo chiaramente: o ci iscriviamo con una convenzione, o dobbiamo avere un altro spazio. Sono sicuro che entro la fine del prossimo anno avremo una convenzione. Se lo sport è un bene pubblico, l’amministrazione comunale – come garantisce ad altre società e discipline – deve garantire anche a noi di poter giocare. Se non è quello lo stadio, ne troveremo un altro. Ma non possiamo essere noi a trattare con i privati”.
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