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·17. Juni 2026
Eterno Messi: col Mondiale è da Pallone d’Oro? Perché sì e perché no

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Messi può davvero vincere il Pallone d’Oro? La tripletta all’Algeria riapre una corsa che sembrava chiusa: occhio ai candidati che sfidano la Pulce.
Per mesi il dibattito è sembrato avere una direzione precisa. Harry Kane dominatore in Germania, Michael Olise protagonista assoluto nel Bayern Monaco, Kylian Mbappé pronto a prendersi definitivamente il trono del calcio mondiale, Ousmane Dembélé trascinatore del Paris Saint-Germain campione d’Europa e Lamine Yamal sempre più fenomeno generazionale.
Eppure, quando si parla di Lionel Messi, ogni certezza rischia di essere spazzata via. La notte contro l’Algeria ne è stata l’ennesima dimostrazione. Tripletta. Prestazione dominante. Argentina trascinata ancora una volta dal suo capitano. E soprattutto un dato che fa impressione: con questi tre gol Messi è arrivato a quota 16 reti ai Mondiali, raggiungendo Miroslav Klose in cima alla classifica marcatori all-time della competizione più importante del calcio. Sedici gol. In sei diverse edizioni del Mondiale. Un record che va ben oltre i numeri.
È la dimostrazione di una longevità probabilmente irripetibile. A 39 anni Messi continua a decidere le partite più importanti del pianeta. E questo inevitabilmente riapre una domanda che fino a poche settimane fa sembrava quasi fuori luogo: può davvero vincere un altro Pallone d’Oro?
Storicamente non tutte le stagioni sono uguali. Quando c’è un Mondiale, una Champions League o un Europeo, il peso delle grandi competizioni internazionali aumenta enormemente nella valutazione finale. Messi lo sa bene. Nel 2022, il trionfo in Qatar gli consegnò praticamente il Pallone d’Oro ancora prima dell’inizio della nuova stagione.
Oggi la situazione è diversa, ma non troppo. L’Argentina è una delle favorite per il titolo e Messi continua a essere il leader tecnico ed emotivo della Selección. Se dovesse guidare nuovamente l’Albiceleste fino alla finale, o addirittura alla vittoria, la sua candidatura diventerebbe improvvisamente molto più concreta.
C’è un luogo comune che accompagna Messi da qualche anno: quello secondo cui sarebbe ormai nella fase conclusiva della carriera. Eppure i numeri raccontano altro. Anche nel 2026 continua a mantenere una produzione offensiva da fuoriclasse assoluto. Gol, assist, occasioni create e una capacità di incidere sulle partite che nessun altro giocatore nella storia ha saputo conservare così a lungo.
Anche con l’Inter Miami Messi raggiunge una media gol da record con quasi una rete a partita. La tripletta contro l’Algeria non è stata una semplice serata perfetta. È stata l’ennesima prova che, quando il livello si alza, Messi continua a rispondere presente.
Questo significa che oggi Messi è il favorito? Probabilmente no. Harry Kane ha disputato una stagione da record con il Bayern Monaco e potrebbe aumentare ulteriormente il proprio peso specifico trascinando l’Inghilterra al Mondiale. Michael Olise è stato una delle rivelazioni assolute dell’anno. Numeri straordinari, continuità impressionante e la concreta possibilità di vincere il titolo mondiale con la Francia. Poi c’è Kylian Mbappé. Da anni considerato il successore designato di Messi e Cristiano Ronaldo. Se dovesse conquistare il Mondiale da protagonista, sarebbe difficile immaginare qualcuno davanti a lui nella corsa al Pallone d’Oro.
Attenzione anche a Ousmane Dembélé. La Champions League conquistata con il Paris Saint-Germain pesa enormemente. Se dovesse aggiungere un Mondiale da protagonista, la sua candidatura assumerebbe contorni quasi irresistibili. Infine Lamine Yamal. Nonostante la giovanissima età, il talento spagnolo ha già dimostrato di appartenere a una categoria diversa. Ha vinto, convinto e trascinato. E se la Spagna dovesse arrivare fino in fondo, il suo nome diventerebbe inevitabilmente uno dei più discussi.
Eppure esiste un elemento che nessun altro candidato possiede. La narrativa. I Palloni d’Oro non si vincono soltanto con i numeri. Si vincono anche scrivendo una storia. E cosa ci sarebbe di più straordinario di un Lionel Messi capace di raggiungere Klose come miglior marcatore della storia dei Mondiali, trascinare l’Argentina a quasi quarant’anni e riportarsi ancora una volta sul tetto del calcio mondiale?
La tripletta contro l’Algeria non assegna il Pallone d’Oro, ma cambia completamente la conversazione. Perché quando il calcio arriva ai suoi momenti decisivi, Messi continua a fare ciò che ha sempre fatto per vent’anni: rendere possibile ciò che sembrava impossibile. E finché l’Argentina resterà in corsa, anche lui resterà in corsa per il Pallone d’Oro.







































