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·19. Januar 2026
Euro 2032, Giulini: «La burocrazia è stata tantissima! Chiediamo aiuto al Governo: serve un decreto attuativo»

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Il tema “stadi” in Italia fa discutere assai, specie in ottica Euro 2032! In merito, è intervenuto il presidente del Cagliari Tommaso Giulini nel corso della puntata numero 783 de “La Politica nel Pallone” condotta da Emilio Mancuso su Rai Gr Parlamento. Di seguito trovate le sue dichiarazioni riprese da Calcio & Finanza:
AIUTO GOVERNO – «Se l’Italia vuole partecipare a questi Europei, un decreto attuativo per gli stadi ci dovrà essere. Altrimenti che interesse avrebbe Cagliari a fare uno stadio da 30.000 e non da 25.000. Quindi ci auguriamo che sotto questo punto di vista si facciano passi in avanti e che il Governo Meloni dia un’occhiata allo stato miserabile in cui sono ridotti gli stadi in Italia e cerchi di aiutare noi imprenditori a realizzarne di nuovi. Ma questo vale per Cagliari così come per le altre città italiane».
BUROCRAZIA – «È un lavoro iniziato quasi dieci anni fa, purtroppo la burocrazia è stata tantissima con centinaia di carte preparate e riviste. Credo che siamo in dirittura d’arrivo, abbiamo anche deciso di fare uno stadio da 30.000 posti e non più da 25.000 per venire incontro alle esigenze della FIGC per EURO 2032. L’unico pezzettino che ci manca sarebbe un aiuto dal Governo sotto forma di debito, equity o garanzie».
VAR – «Ero inizialmente molto favorevole al Var. Ma in questa stagione sto iniziando ad avere perplessità, perché le chiamate sono troppe e vedo sempre meno arbitri che in campo si prendono responsabilità. Abbiamo almeno una decina di arbitri fortissimi, 3-4 della vecchia generazione, 5-6 emergenti. Accettiamo più l’errore in campo che un potenziale errore o chiamata forzata del Var. Dobbiamo ridare centralità all’arbitro, ricorrendo al Var solo in caso di episodi estremi. Se questo miglioramento passa con l’introduzione di un ex calciatore tra i “varisti” o con altre proposte come la chiamata delle panchine, non sta a me dirlo. Ma vorremmo vedere un po’ meno var e un po’ più arbitraggio».









































