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·27. März 2026
Fiorentina, De Gea: “Vanoli ci ha riportato in vita e Paratici è molto presente”

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Il portiere della Fiorentina ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi de La Gazzetta dello Sport parlando sia dei nuovi acquisti viola che del momento che stanno vivendo in campionato con il loro Mister Paolo Vanoli.

Crolla anche De Gea contro il Sassuolo (ANSA) – FiorentinaUno.com
I nuovi acquisti ci hanno dato energia, ora possiamo puntare anche alla Conference. I 12 anni a Manchester? Ferguson era come un padre. Quando andai per la prima volta con i grandi, all’Atletico, non parlavo se non mi facevano domande – racconta David De Gea, una carriera ad altissimi livelli tra Liga e Premier -. Una volta nello spogliatoio si avvertivano più rispetto e deferenza, ora c’è meno distanza tra giovani e ‘anziani’. Da quando ci sono i telefonini è più difficile parlare, io cerco di farlo coi ragazzi. Il calcio è più fisico e più tattico e un portiere deve sapere fare tutto. Lei però ha saputo adeguarsi, ripartendo dalla A con la Fiorentina dopo un anno sabbatico: cosa l’ha convinta? È stata una decisione facile. Dopo 12 anni di United avevo bisogno di staccare, così mi sono preso un anno per dedicarmi alla famiglia, agli amici: l’anno migliore della mia vita. Però ho continuato ad allenarmi con un preparatore, Craig, lui mi è stato molto vicino e ha fatto un grande lavoro con me. Ero sicuro di poter competere ancora ad alti livelli. Quando mi ha chiamato la Fiorentina ero pronto. La prima volta che sono entrato al Rocco B. Commisso Viola Park sono rimasto a bocca aperta: non esistono tante strutture così in Europa Dodici stagioni in Premier: il più grande rimpianto e la gioia più grande? “La Premier persa il primo anno quando il City ci tolse il titolo vincendo all’ultimo minuto nonostante il nostro successo sul Sunderland. Mi sono rifatto vincendola nel 2012-13: ogni partita era speciale allo United”. Ferguson, Mourinho sono alcuni dei suoi allenatori. Chi le ha dato di più? “Devo tanto a Sanchez Flores che all’Atletico mi portò in prima squadra quando ero molto giovane: con lui abbiamo vinto l’Europa League e la Supercoppa Europea. Sir Alex mi volle allo United, è stato fondamentale per me, come un padre”. Allo United ha giocato con CR7: come lo descriverebbe a un bambino? Cristiano ha qualcosa di speciale. Tutto è incredibile in lui: il modo in cui lavora e si prende cura di se stesso, l’alimentazione. Non si diventa il migliore per caso. Sui social ha fatto un post pro Kinsky dopo la brutta serata di Champions. Qual è la cosa più difficile per un portiere? Tutto. Un portiere è diverso dagli altri, dalla divisa agli allenamenti. Sei solo anche se fai parte di una squadra, serve una forza mentale pazzesca. Se fai un errore tutti se ne accorgono. Solo chi è portiere può capire davvero le difficoltà del ruolo. Come si spiega le difficoltà della Fiorentina di inizio stagione? Non c’è una spiegazione. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. È stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza. I giovani hanno patito di più, in queste situazioni bisogna essere forti mentalmente. Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l’unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo. Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro. Che cosa è cambiato con Vanoli? Sono arrivati nuovi giocatori che ci hanno dato energia ma va sottolineato il grande lavoro del tecnico. Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. E Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti. Sta facendo un grande lavoro. Ringrazio anche il dg Ferrari, la società e Goretti che mi sono stati vicini. Vanoli le ha dato la fascia di capitano, togliendola a Ranieri: come ha vissuto l’investitura? Vanoli ha parlato con Luca e con me, mi ha detto che essendo il più vecchio s’aspettava molto. Io ero pronto, avevo già fatto il capitano allo United. Con Ranieri ho un ottimo rapporto, è molto importante per la squadra. È uno dei capitani. In Conference siete nei quarti: ci credete? Siamo concentrati sulla A ma dobbiamo crederci. Il Crystal Palace è forte e per me sarà bello tornare in Inghilterra. Vincere un trofeo sarebbe stupendo per i tifosi, possiamo farcela. Il suo contratto scade nel 2028 ma è sempre nel mirino di top club. Il prossimo anno si vede ancora a Firenze? Ho ancora due anni di contratto e qui sto bene, ma non è il momento di pensare al futuro. Voglio salvare la Fiorentina e dare il meglio in Conference. Cosa manca a Kean per esplodere definitivamente? Moise è un ragazzo speciale, parliamo tanto e cerco di aiutarlo. L’anno scorso ha fatto una grande stagione, la differenza tra un buon giocatore e un campione la fa la capacità di mantenere il rendimento constante negli anni, questa è la cosa più difficile ma penso che lui potrebbe essere in grado di farlo.
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