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·5. Februar 2026
Fiorentina, Paratici si presenta: “Dobbiamo soffrire per salvarci”

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Il nuovo direttore sportivo viola si racconta in conferenza stampa: salvezza, identità, metodo di lavoro e ambizioni internazionali per la Fiorentina del futuro.
Dopo l’annuncio ufficiale, oggi 5 febbraio è il giorno della presentazione di Fabio Paratici come nuovo direttore sportivo della Fiorentina. L’ex dirigente di Juventus e Tottenham ha parlato in conferenza stampa, spiegando le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la sfida viola.
Paratici esordisce ringraziando il club viola e il Tottenham: “Ringrazio la Fiorentina per questa grande opportunità. Ringrazio anche il Tottenham, che mi ha fatto vivere cinque anni meravigliosi in Premier League e mi ha sempre sostenuto nei momenti difficili“.
Continua poi raccontando il momento decisivo della scelta: “Ho accettato il 15-16 dicembre, quando la Fiorentina aveva sei punti. Ferrari è venuto a Londra e in quel momento ho deciso. Può sembrare una scelta incosciente, ma è stata una scelta coraggiosa. Ho visto una grande proprietà, infrastrutture di livello mondiale, una città che è un brand internazionale. Firenze e la Fiorentina meritano altri livelli, ma oggi dobbiamo concentrarci sul presente”.
Paratici è stato molto chiaro sulle priorità immediate: “Per i prossimi quattro mesi dobbiamo mettere la testa nel carro armato e soffrire per salvarci. Tutti devono essere concentrati, cattivi e determinati fino all’ultima giornata”
Sul metodo di lavoro ha aggiunto: “Ogni club ha un DNA che va rispettato. Porto con me le esperienze fatte, dalla Sampdoria alla Premier League. Credo in un lavoro basato su ordine, determinazione e lealtà. Le persone vengono prima dei professionisti”.
Riguardo al rapporto con la proprietà, Paratici ha sottolineato: “Non era Commisso a dover convincere me, ero io che dovevo convincere lui. Ho chiesto di occuparmi dell’area sportiva e questo è il modello condiviso”.
Guardando più avanti, il nuovo ds ha tracciato la sua idea di Fiorentina: “Non parlo oggi di Europa o Champions. Le cose si costruiscono per fasi. Voglio una Fiorentina attrattiva, stimolante e internazionale”.
Sul lavoro quotidiano aggiunge: “Meglio mangiare una volta con un calciatore che vedere tre partite in più. Così capisci davvero chi hai davanti”.
Sul futuro di Paolo Vanoli, Paratici ha dichiarato: “Non conto di intervenire perché l’allenatore è il Re Leone degli spogliatoi, siamo qui per aiutarlo e supportarlo, non per sostituirlo: lui fa gli interventi. Noi faremo in modo di metterlo nelle migliori condizioni per farlo rendere, questa società non ha alibi: ci paga puntualmente e abbiamo tutto per fare il nostro lavoro al massimo. Questo basta e avanza per fare il nostro lavoro.
Ampio spazio anche all’organizzazione interna: “Goretti ha tutta la mia stima, è competente, leale e schietto. Sarà il mio braccio destro. Lorenzo Giani sarà il capo scouting”.
Su Rugani: “È sottovalutato. Ha giocato finali e partite decisive, è serio e affidabile. Ha ancora anni per togliersi tante soddisfazioni”.
Paratici ha poi toccato il tema più delicato: “Oggi siamo in zona Serie B, ma la Fiorentina non vale questo. Sta a noi fare ciò che serve per ottenere il minimo necessario”.
E sull’autonomia: “Non ho chiesto certezze sugli investimenti, ma autonomia operativa per decidere sulle persone dell’area sportiva”.
Parole forti anche su Moise Kean: “È l’attaccante italiano più forte che c’è. Deve solo fare ‘il Kean’ e mettere la testa nel carro armato. È un giocatore da 20 gol”.
Su Dodò e Fortini: “La società prenderà in considerazione i rinnovi, sono ragazzi attenzionati”.
E su Fagioli: “È un patrimonio del calcio italiano, ha qualità che pochissimi hanno. Deve aggiungere la voglia di essere protagonista”.
Infine, il senso del ritorno in Serie A: “La Premier è l’NBA del calcio, ma sentivo la voglia di tornare a competere in Italia. Farlo con un club importante come la Fiorentina mi ha dato grande motivazione”.
Paratici manda un messaggio chiaro: niente scorciatoie, niente illusioni. Prima si soffre, poi si costruisce. Con Vanoli al centro del progetto e una Fiorentina che deve tornare a sentirsi grande.








































