Francia Marocco: il filo rosso tra la semifinale del 2018 e la sfida di stasera | OneFootball

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·9. Juli 2026

Francia Marocco: il filo rosso tra la semifinale del 2018 e la sfida di stasera

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Da Theo Hernández a Kolo Muani: i protagonisti di allora si sfidano nuovamente ai quarti di finale

La sfida di stasera dei quarti di finale, evoca inevitabilmente i fantasmi, le magie e le emozioni della storica semifinale del 2018. In quell’occasione, la Francia superò il Marocco per 2-0, volando verso la seconda finale consecutiva grazie a un cinismo spietato. Stasera la posta in palio è altrettanto alta, e molti dei protagonisti che illuminarono la notte di Mosca sono ancora lì, pronti a guidare le rispettive nazionali.


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Il film di Mosca: l’illusione e il cinismo

Nel 2018 la Francia sbloccò la gara dopo appena cinque minuti. Fu Theo Hernández a firmare l’1-0 con una splendida mezza sforbiciata ravvicinata, nata da una serie di rimpalli propiziati dalle conclusioni di Kylian Mbappé. Nonostante il gol a freddo, il Marocco non si perse d’animo, assumendo un atteggiamento estremamente offensivo e mettendo in mostra la qualità dei suoi palleggiatori, guidati dalle geometrie di Ounahi e dagli strappi di Hakimi.

La partita visse di fiammate memorabili. Olivier Giroud colpì un palo clamoroso per i Bleus, ma il brivido più grande per i francesi arrivò al 43′, quando il marocchino El Yamiq sfiorò un gol leggendario con una rovesciata pazzesca che si stampò sul palo alla destra di Lloris. Nel secondo tempo, il Marocco mantenne una netta supremazia territoriale (chiudendo con il 61% di possesso palla), ma la difesa francese si dimostrò solidissima, guidata da un monumentale Ibrahima Konaté, capace di salvare un gol fatto in scivolata su En-Nesyri e, nel finale, di respingere sulla linea una conclusione ravvicinata di Hamdallah. Il sipario sull’incontro calò al 79′: una serpentina magistrale di Mbappé liberò sul secondo palo l’accorrente Randal Kolo Muani, che insaccò il 2-0 al primo pallone toccato.

I veterani sul rettangolo di gioco

La trama di stasera si intreccia indissolubilmente con i fili di quella semifinale. Tra i campioni della Francia non c’è più Antoine Griezmann, che nel 2018 fu capace di illuminare la manovra offensiva e, al contempo, di sacrificarsi in ripiegamenti difensivi fino alla propria area piccola. C’è l’incontenibile Mbappé — che pur senza segnare spaccò la difesa marocchina con i suoi dribbling —, mentre Theo Hernandez non senza sorpresa (e anche non senza ragione) è stato scavalcato nella gerarchia dall’ex Roma Lucas Digne.

Dall’altra parte, il Marocco ritrova l’orgoglio e la spinta di Achraf Hakimi, protagonista allora di un bellissimo duello sulla fascia proprio con l’amico Mbappé, mentre l’ex viola Sofyan Amrabat, titolare con Haiti e subentrato agli ottavi con il Canada, non è certamente più il motore della mediana marocchina. Stasera la storia si ripete, per il Marocco è l’occasione del riscatto.

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