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·17. März 2026

Frenata Roma: da Koné a Mancini i fedelissimi non rendono più

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LA GAZZETTA DELLO SPORT (Andrea Pugliese) – Mancano i giocatori, ci sono poche rotazioni e tanti infortunati. Ma ci sono poi anche quelli che girano a bassi ritmi rispetto a prima forse anche perché la stanchezza di una stagione affrontata sempre a mille sta iniziando a presentare il conto. Ecco, nella crisi attuale della Roma incide anche il loro scadimento di forma. Uno su tutti, Manu Koné. Ma poi anche Mancini, e Cristante, per alcuni versi anche Svilar.

E poi Pellegrini, Çelik e Hermoso (che però rientra da un infortunio). Del resto, se è vero che aver rinunciato nel momento chiave della stagione a gran parte del fronte d’attacco – Dovbyk, Ferguson, Dybala e Soulé – e non aver praticamente aver mai potuto schierare uno come Angeliño è stato un fardello pesantissimo, è anche vero che l’aver dovuto mandare in campo sempre certi interpreti, senza potergli dare momenti di riposo, ha finito con l’usurare mentalmente e atleticamente alcuni pilastri giallorossi.


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D’altronde, però, per Gian Piero Gasperini c’erano poche altre alternative. Basti pensare che dei quattro attaccanti arrivati a gennaio di fatto gioca solo Malen, mentre Vaz, Zaragoza e Venturino sono stati impiegati finora a singhiozzo. È evidente come la situazione più eclatante in questo momento sia quella legata a Koné, che anche a Como ha fatto degli errori che non gli appartengono. Il francese è tra quelli che ha giocato più di tutti, complessivamente 2.581 minuti tra campionato e coppe.

Più di lui tra i calciatori di movimento solo Mancini (2.998), Çelik (2.880), Cristante (2.841), N’Dicka (2.693) e Wesley (2.629). “Quando ci sono le partite atleticamente tirate lui fa un po’ di fatica a recuperare”, ha detto l’allenatore romanista dopo l’andata degli ottavi di Europa League, riferendosi all’affaticamento successivo alla sfida di Genova. Quel che è certo è che giovedì servirà un Koné diverso, quello ammirato fino a un mesetto fa. Ma come si vede dai minutaggi, a essere usurati in questo momento sono proprio quelli che hanno giocato più di tutti.

Mancini giovedì tornerà a fare il braccetto a destra, il ruolo dove il tecnico lo considera più efficace. Cristante invece dovrebbe salire al fianco di Pellegrini, per cercare di dare fisicità a ridosso di Malen, ma anche qualche rifornimento importante per l’olandese. Il match di giovedì sarà sicuramente una battaglia e allora servirà gente fisica, strutturata, che sappia anche andare al contrasto senza cadere in un amen. Ma poi per continuare a sognare e inseguire ancora la possibilità di sbarcare in Champions, Gasp ha bisogno che risalgano di condizione anche altri elementi che utilizza praticamente sempre.

Tra questi Zeki Çelik, che nell’ultimo mese sembra essere tornato quello confusionario e pasticcione che si è visto fino all’arrivo di Ranieri, nella scorsa stagione. Il turco è peraltro alle prese con un affaticamento muscolare che sembra però aver già smaltito. Il problema, semmai, è stare dentro le cose con la testa. Già, perché l’altro problema sono i contratti in scadenza che inevitabilmente distraggono qualcuno.

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