Gigi Cagni demolisce il Milan di Amorim e stronca Leao: «Chi lavora poco non dura, Rafa si è perso» | OneFootball

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·29. Juli 2026

Gigi Cagni demolisce il Milan di Amorim e stronca Leao: «Chi lavora poco non dura, Rafa si è perso»

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Intervenuto a Tmw Radio, Gigi Cagni ha parlato così del Milan, del lavoro di Ruben Amorim e del futuro di Rafael Leao: le sue parole

Il tecnico Gigi Cagni, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha analizzato il momento e le prospettive del Milan in vista della nuova stagione, soffermandosi in particolare sulla scelta di affidare la panchina a Ruben Amorim e sulla complessa situazione legata a Rafael Leao. L’allenatore ha espresso perplessità sul metodo di lavoro del tecnico portoghese e ha usato parole durissime nei confronti dell’attaccante lusitano.

I dubbi su Amorim e sui metodi di allenamento

Parlando delle novità sulle panchine della Serie A e focalizzandosi sul nuovo corso rossonero, Cagni non ha nascosto le sue perplessità riguardo alla metodologia adottata dallo staff tecnico portoghese:


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«Amorim non lo conosco, il Milan è tutto da scoprire. Amorim fa solo un allenamento intenso di un’ora e mezza. Per la mia esperienza partiranno fortissimo, sarà una squadra veloce, rapida, ma non credo durerà tanto. Tu devi costruire qualcosa, quelli che lavorano meno partono forte ma poi…» ha evidenziato l’esperto tecnico, mettendo in guardia sulla tenuta fisica e strutturale della squadra nel corso dell’intera annata.

Il duro giudizio su Rafael Leao

Il passaggio più critico dell’intervento radiofonico è stato tuttavia riservato a Rafael Leao, reduce da dichiarazioni che hanno fatto molto discutere e al centro delle voci di calciomercato. Cagni ha commentato senza filtri l’atteggiamento e la mentalità del numero dieci rossonero:

«A fine campionato ha detto che in sette anni ha dato tutto. Io ho pensato “Lascia stare”. La cosa grave è che ci crede. È uno che si è perso, non ha capito cosa vuol dire fare il calciatore. Poteva essere uno che faceva la differenza sempre. Dove vai se non hai regole, princìpi…» ha tuonato l’allenatore, stroncando la continuità e la mentalità professionale del giocatore.

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