Gravina svela il retroscena: “Big per la Serie A a 18, De Laurentiis disse no” | OneFootball

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·17. April 2026

Gravina svela il retroscena: “Big per la Serie A a 18, De Laurentiis disse no”

Artikelbild:Gravina svela il retroscena: “Big per la Serie A a 18, De Laurentiis disse no”

Tra esigenze economiche, diritti televisivi e sostenibilità del calendario, la riduzione della Serie A resta uno dei temi più discussi.

Serie A, le parole di Gravina

Secondo quanto dichiarato da Gabriele Gravina, in un intervento a Radio Kiss Kiss, le big del campionato — Juventus, Milan, Inter e Roma — avevano avanzato la proposta di passare a un formato a 18 squadre. Una richiesta significativa, che però si è scontrata con il voto contrario di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, di fatto bloccando l’iniziativa.


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Gravina ha poi sottolineato come qualsiasi intervento strutturale sia complicato anche dagli accordi sui diritti televisivi già in essere fino al 2029, ribadendo la necessità di affrontare il tema con realismo e trasparenza. Sullo sfondo resta anche la fiducia per UEFA Euro 2032: l’Italia, ha assicurato, non rischia di perdere l’assegnazione, nonostante le criticità infrastrutturali ancora da risolvere. Ecco le sue parole:

Antonio Conte prossimo ct?

“Lo conosco molto bene, è una persona straordinaria. Sarebbe però ingeneroso commentare scelte che potrebbero riguardare il prossimo presidente federale. I tempi sono stretti e prima del 22 giugno questa situazione non sarà definita”.

Cosa si rimprovera?

“Solo chi lavora può sbagliare. Sicuramente ho commesso degli errori, ma sono stati raggiunti anche risultati importanti. Non è questo il momento di elencarli, ma è giusto ricordare la battaglia per la sopravvivenza del calcio durante il COVID, la vittoria dell’Europeo, i successi delle Nazionali giovanili e l’assegnazione di UEFA Euro 2032, che rappresenta una grande opportunità per rilanciare la nostra capacità organizzativa e l’Italia non lo perderà. Senza unità di intenti, però, non si può fare più di quanto fatto finora, e questo forse avrei dovuto comprenderlo prima”.

La situazione del calcio italiano? “Dobbiamo riconoscere con onestà che il calcio italiano è cresciuto e ha raggiunto livelli importanti, ma mi auguro che possa migliorare ancora. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, avrei voluto presentare un documento alla Camera dei Deputati prima delle mie dimissioni: credo infatti che, per il bene del calcio italiano, sia fondamentale anteporre l’interesse comune ai posizionamenti personali, anche nei rapporti con la politica. Non voglio muovere accuse, ma è necessario riflettere su alcune modalità che finiscono per rallentare i processi e bloccare il sistema delle riforme. Ognuno dovrebbe lavorare per un bene superiore, quello generale, e non per la tutela dei singoli interessi. Il problema non riguarda le persone: nel nostro sistema ci sono figure di grandissimo valore. Tuttavia, l’ostacolo principale resta quello che definisco il “diritto di veto”. Tutti chiedono riforme, ma pochi sono disposti a rinunciare al proprio potere decisionale. Anche la politica, in questo senso, non ha dato il supporto necessario, chiedendo invece di intervenire sull’autonomia della legge”.

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