Gullit e la critica al calcio italiano: «Ha dimenticato il suo DNA, deve tornare a difendere bene. Adesso ogni azione…» | OneFootball

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Milannews24

·21. April 2026

Gullit e la critica al calcio italiano: «Ha dimenticato il suo DNA, deve tornare a difendere bene. Adesso ogni azione…»

Artikelbild:Gullit e la critica al calcio italiano: «Ha dimenticato il suo DNA, deve tornare a difendere bene. Adesso ogni azione…»

Gullit, intervenuto ai Laureus Awards di Madrid, ha parlato così del fallimento dell’Italia nelle qualificazioni per il Mondiale

Il calcio italiano sta attraversando quello che è probabilmente il momento più buio della sua gloriosa storia. Con l’avvicinarsi del Mondiale nelle Americhe, la ferita resta aperta: per la terza volta consecutiva, gli azzurri non prenderanno parte alla massima competizione planetaria. In questo clima di incertezza e riflessione, una voce autorevole del passato ha voluto scuotere l’ambiente. Ruud Gullit, indimenticato protagonista del Milan, ha analizzato la situazione con estrema lucidità e un pizzico di amarezza.

«L’Italia ha dimenticato il suo Dna. L’ultima volta che ha vinto aveva buoni difensori e un buon portiere e anche un buon attaccante. Ora non ha attaccanti, non ha buoni difensori. Il vostro Dna è sempre stato così. Voi siete un popolo molto orgoglioso, a cui piacciono le cose belle della vita. Però la tua immagine è una cosa che devi difendere a tutti i costi. Io mi sono confrontato sempre con i migliori difensori del mondo in Italia. L’Italia era sempre forte, perché quando tu ti difendi bene hai sempre la possibilità di fare un punto. Però adesso quasi ogni opportunità dell’avversario può tramutarsi in gol. In passato non era così».


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Gullit, il ritorno alle origini per uscire dal punto più basso

L’intervento di Gullit ai Laureus Awards di Madrid sottolinea come la Nazionale abbia smarrito quella solidità difensiva che l’aveva resa leggendaria e temuta in tutto il mondo. Secondo l’olandese, la fragilità attuale è figlia di una trasformazione tattica che ha depotenziato i punti di forza storici del nostro movimento. Per ripartire dal punto più basso mai toccato, la soluzione sembra risiedere nel recupero di quell’orgoglio e di quella capacità di proteggere l’area di rigore che, in passato, rendeva ogni sfida contro l’Italia un’impresa quasi impossibile per qualsiasi avversario.

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