Milannews24
·11. Juni 2026
Ibrahimovic da Jimmy Kimmel Live: «Io senza filtri, Fox mi paga un sacco. Tra Messi e Ronaldo? Dico…»

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·11. Juni 2026

Direttamente dall’America, dove sarà commentatore durante i Mondiali su Fox Sports, le parole di Zlatan Ibrahimovic ospite al Jimmy Kimmel Live.
USA – «Venire qui in America ai Galaxy è stato differente rispetto a quello a cui ero abituato, qua è più soft. Ma gli altri si sono dovuti adattare a me, non il contrario (ride, ndr). Ma la vita era bella. Niente stress… Per due anni non ho mai parlato con i miei vicini, e vivevo a Beverly Hills. E non è stato il massimo: se qualcuno si fosse introdotto nel mio giardino avrei avuto bisogno di qualcuno che mi avvisasse».
LADRI IN CASA – «Non a Beverly Hills, lì sono stato fortunato. Ma è una cosa che succede più in Europa».
MONDIALI – «Sì, sono stato fortunato. Ma allo stesso tempo, sfortunato: sono un attaccante, quindi il mio rendimento si giudica dai gol. E non ho mai segnato al Mondiale».
COME VA – «Mi sento bene. È un qualcosa di nuovo di fronte alle telecamere. Ma non posso essere giudicato, non è il mio lavoro abituale. Non posso fare niente di sbagliato».
PAGA DA FOX – «Un sacco, un sacco. Non lavoro gratis. Non sono caro: sono molto caro».
CHARLES BARKLEY – «Sì, so chi è (famoso cestista NBA, ndr). Ma io nella mia carriera ho vinto, lui non ha vinto. Ma ovviamente non voglio essere irrispettoso».
PRATICA – «Nei due-tre giorni abbiamo fatto qualche prova. Io sono l’unico che non ha un copione da seguire. Sono qua per essere me stesso. Vogliono Zlatan, gli darò Zlatan. Quando gli altri faranno le loro analisi penso che agli spettatori americani verrà sonno, io sono qua per svegliarli».
FEELING – «Sono una persona senza filtri. Quello che dico, quello che sento… giusto o sbagliato che sia, è la mia opinione. Che piaccia o meno sta a te. Però sì, con gli amici sarà un po’ più dura. Ma sono qui per giudicarli alla mia maniera».
TIFOSI – «Ricordo che quando giocavo qui con i Galaxy, quando perdevamo uscivo dallo stadio e vedevo tifosi che ridevano, mangiando tacos, che ti aspettavano vicino la macchina… Soft. In Europa se perdi una partita i tifosi non ti aspettano vicino la macchina, ti aspettano a casa. E di sicuro non con un taco in mano. È una cosa totalmente differente. Mi ricordo che quando ero al PSG, andando in trasferta a Marsiglia, ci tiravano i coltelli in campo. Abbiamo segnato, e di solito per esultare si va verso la bandierina, quindi vicino ai tifosi. E ho visto che ci hanno lanciato un coltello. Ho detto ai miei compagni che per il prossimo gol avremmo esultato al centro del campo. Volevo uscirne vivo, niente più esultanze vicino la bandierina».
TIFOSI – «America, ma per il format del campionato. Ci sono i play off, quindi durante la stagione regolare puoi vincere o perdere, va bene lo stesso. Basta che alla fine raggiungi i play off. In Europa è differente, soprattutto nei campionati più grandi. C’è pressione. Quando non vinci, credimi, dopo 5 minuti tutto lo stadio ti fischia e lo senti».
VITTORIE – «No. La differenza tra me e gli altri è che ho vinto ogni anno, quindi non mi sono beccato i fischi. Solo festeggiamenti (ride, ndr)».
CONOSCI MESSI-RONALDO – «Sì, uno. Messi, ci ho giocato insieme al Barcellona».
CHI MIGLIORE – «Beh, quando sei a quel livello una settimana dici uno e la settimana dopo dici l’altro. Però dopo che Messi ha vinto l’ultimo Mondiale ha alzato l’asticella e ha chiuso la porta».
ZLATAN – «Vuoi il vero Zlatan o…”.Qualunque sia quello più cattivo: “Allora. Chi è meglio tra Messi e Ronaldo? Dico Zlatan».
ROOKIES – «Sì, ma non solo i giovani. Anche quando ti trasferisci in una nuova squadra. Devi presentarti. Ora ti racconto una storia su Beckham. Al PSG doveva fare questo rituale, che da noi era il dover cantare. Lui diceva di non volerlo fare, io insistevo. Alla fine ha ceduto. Si è alzato e mi fa: “Aiutami”. Ok. E ha iniziato a cantare l’inno Inglese. L’ho guardato e gli ho detto: “Amico mio, non posso cantare l’inno inglese”. Tutti lo guardavano, si è fatto bello rosso in faccia. Di sicuro non era proprio a suo agio. Ma è questo il nostro modo di presentarci quando sei in una nuova squadra».
SPETTATORE – «Beh, da ex giocatore… Oggi ero allo stadio, e che stadio (il Los Angeles Stadium, ndr). Bellissimo. È uno stadio da Zlatan. Avrei fatto sold out».
RITORNO – «Dipende dal livello. Se è quello che è… annuncerò il mio ritorno. E farò saltare tutto lo stadio. Al 100% (ride, ndr). Scherzi a parte, di sicuro sentirò l’adrenalina. Da ex giocatore il Mondiale, che è il palcoscenico più importante nel calcio, con questo grande stadio… Anche se ora faccio saltare lo studio televisivo (ride, ndr)».







































