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·13. Juni 2026
Il Brasile dei sogni: la Top 11 tra le leggende del 2002 e le stelle di oggi, Scolari batte Ancelotti 8-3

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A ventiquattro anni dal trionfo in Corea e Giappone, il Brasile guidato da Carlo Ancelotti è a caccia del sesto titolo Mondiale. Quella del 2002, allenata da Luiz Felipe Scolari, è universalmente considerata una delle rose più forti di tutti i tempi, divenuta celebre per aver vinto tutte e sette le partite della competizione.
Ma quanti giocatori dell’attuale Seleção troverebbero spazio in quella squadra leggendaria? L’ex attaccante e opinionista di talkSPORT Gabby Agbonlahor ha stilato una Top XI combinata, schierata con un classico 4-4-2. Soltanto tre stelle del 2026 sono riuscite a ritagliarsi un posto tra i miti del passato.
In porta la scelta ricade sull’attuale numero uno: Alisson. Il portiere del Liverpool viene preferito sia a Dida che a Marcos (quest’ultimo titolare inamovibile nel 2002), con il co-conduttore Jason Cundy fortemente critico sulle incertezze passate di Dida.
La linea a quattro difensiva è invece un dominio quasi assoluto del 2002. Sulle fasce non ci sono dubbi: Cafu a destra e Roberto Carlos a sinistra. Al centro, la roccia Lucio viene affiancata dal secondo giocatore attuale inserito in formazione, il capitano Marquinhos. Agbonlahor ha giustificato la mossa sottolineando come il secondo centrale difensivo del 2002 non fosse esattamente al livello degli altri fuoriclasse in campo.
In mezzo al campo non c’è spazio per le stelle moderne. Il reparto è un tributo totale alla squadra pentacampeon:
Davanti, l’inattaccabile e scontata presenza del Fenomeno Ronaldo (R9) viene affiancata dalla terza e ultima stella dei giorni nostri: Neymar.
Questa scelta ha scatenato la reazione furibonda di Cundy, che in studio ha bollato l’ex giocatore del PSG come “il calciatore più sopravvalutato della sua generazione”. Nonostante l’opposizione, Agbonlahor ha difeso a spada tratta l’attaccante, premiando la sua velocità, la sua tecnica e la pura gioia e l’intrattenimento che è in grado di trasmettere a chi guarda una sua partita.
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