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·29. April 2026

Inchiesta arbitri: anomalie sulle tempistiche e il giallo Gervasoni. Ecco perché si presenterà all’interrogatorio

Artikelbild:Inchiesta arbitri: anomalie sulle tempistiche e il giallo Gervasoni. Ecco perché si presenterà all’interrogatorio

Inchiesta arbitri: ecco perché Gervasoni si presenterà all’interrogatorio. Gli ultimi aggiornamenti sul caos arbitrale

Come riporta il Corriere dello Sport, il delicato caso legato all’inchiesta sugli arbitri si arricchisce quotidianamente di nuovi e complessi interrogativi. L’ex designatore Gianluca Rocchi non sarà presente domani al Tribunale di Milano per l’atteso interrogatorio davanti ai magistrati. A chiarire i motivi strategici di questa assenza istituzionale è l’avvocato D’Avirro, legale dell’ex arbitro: «Rocchi voleva presentarsi, ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo».


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Il mistero del concorso di colpa e il labiale al VAR

Uno dei punti nevralgici e più oscuri dell’impianto accusatorio riguarda la contestazione di aver agito «in concorso con altre persone». Al momento, gli indagati noti sono cinque, tutti organicamente inseriti nel mondo arbitrale: Rocchi, l’ex supervisore Andrea Gervasoni, l’assistente Di Vuolo e i VMO Nasca e Paterna (quest’ultimo finito sotto la lente per un episodio in Udinese-Parma dove, analizzando il video, sembra pronunciare dal labiale la frase «È rigore?»). Le identità dei presunti complici esterni, tuttavia, restano completamente ignote o non svelate da chi indaga. Se il reato fosse circoscritto a questi soli cinque tesserati, gli inquirenti dovranno chiarire i contorni esatti in cui si sarebbe consumata la frode sportiva.

Il nodo delle tempistiche procedurali della Procura

Un’ulteriore anomalia burocratica riguarda le tempistiche legali. L’indagine, infatti, scadeva formalmente lo scorso 26 aprile. La richiesta di proroga, notificata a Rocchi solo il 25 aprile, concede per legge cinque giorni per produrre memorie difensive, facendo inevitabilmente slittare i termini ai primi giorni di maggio a causa dei giorni festivi. Di conseguenza, quando domani il pm Ascione interrogherà Gervasoni (la cui presenza è stata confermata dal suo difensore, l’avvocato Ducci), la proroga delle indagini non sarà ancora ufficialmente ed efficacemente attiva. Inoltre, appare decisamente singolare che tale notifica sembri essere stata recapitata esclusivamente a Rocchi e non agli altri indagati.

Il paradosso logistico di Gervasoni a Lissone

Infine, desta forti perplessità la posizione materiale di Gervasoni. Secondo l’avviso di garanzia, durante la partita di Serie B Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, l’ex supervisore avrebbe «incalzato e sollecitato l’addetto Var Luigi Nasca affinché richiamasse l’arbitro Giua all’on field review». Tuttavia, alle ore 15 di quello stesso giorno si disputavano in contemporanea due delicati match di Serie A, ovvero Como-Venezia e Parma-Torino. Poiché le sale operative VOR della Serie A e della Serie B si trovano in piani e spazi fisicamente separati all’interno della palazzina dell’IBC Center di Lissone, appare quantomeno implausibile che Gervasoni potesse trovarsi in due luoghi contemporaneamente, abbandonando il monitoraggio della massima serie per supervisionare un singolo match del campionato cadetto.

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