Inter, Chivu tiene i piedi per terra: «Campioni d’inverno? Non vuol dire niente. Quello che conta è arrivare fino in fondo a maggio» | OneFootball

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·14. Januar 2026

Inter, Chivu tiene i piedi per terra: «Campioni d’inverno? Non vuol dire niente. Quello che conta è arrivare fino in fondo a maggio»

Artikelbild:Inter, Chivu tiene i piedi per terra: «Campioni d’inverno? Non vuol dire niente. Quello che conta è arrivare fino in fondo a maggio»

Inter, Chivu ha parlato così dopo la vittoria per 1-0 contro il Lecce. Queste le dichiarazioni del tecnico nerazzurro

Cristian Chivu, dopo Inter-Lecce, ha parlato ai microfoni di Dazn. Queste le sue dichiarazioni.


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L’ESULTANZA E IL MIO ABBRACCIO A PIO ESPOSITO DOPO IL GOL – «Sono 7 anni, era un bambino che come altezza mi arrivava al petto. Siamo cresciuti insieme, lo conosco bene, conosco la sua famiglia, la sua ambizione, il suo percorso nel settore giovanile. E’ stato il mio capitano nella Primavera dell’Inter da sotto età, sono felice e contento per lui, come lo sono per tutta la squadra. Oggi una partita veramente complicata».

LE DIFFICOLTA’ DEL PRIMO TEMPO, UNA VITTORIA DIVERSA CHE VALE DOPPIO – «Io me l’aspettavo difficile, perché quando spendi tanto in una partita come quella di domenica sera, quando magari non riesci a raggiungere le tue ambizioni, la mancanza di energie si vede. Ne ho vissute anch’io da giocatore determinate partite. Mi prendo l’atteggiamento di questa squadra, che nonostante le difficoltà nel trovare gioco, ci ha creduto fino in fondo lasciando anima e cuore in campo. Sono quelle partite in cui è più probabile perderla che vincerla, sono contento per loro perché se lo meritano».

INTER CAMPIONE D’INVERNO E A +6 SUL NAPOLI, CHE SEGNALE E’? – «Mi è capitato in carriera di vincere questo semi titolo di campione d’inverno, ma questo non vuol dire niente. Quello che conta è arrivare fino in fondo a maggio, consapevoli che siamo competitivi. Rimanere aggrappati in classifica, sarà un campionato punto a punto, una battaglia fino alla fine».

A ME IL RITIRO PIACEVA DA GIOCATORE – «Anche io andavo in ritiro, c’era qualche patto con qualche allenatore di cui non faccio i nomi perché allena ancora in cui il ritiro era facoltativo ma io ci andavo sempre. Io ho un gruppo di ragazzi di cui mi fido. Non è che se vai in ritiro vinci le partite. Per tutti i ritiri fatti avrei dovuto vincere i campionati ogni anno, e non è stato così. Bisogna avere la lucidità e la coscienza»

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