Zerocinquantuno
·23. Mai 2026
Italiano: “Felice del finale di stagione e dell’applauso dei tifosi, non abbiamo mollato. Senza coppe dovremo lavorare per stare al passo delle prime sei-sette, idea mi stuzzica”

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate prima ai microfoni di DAZN e poi in conferenza stampa dal tecnico rossoblù Vincenzo Italiano al termine di Bologna-Inter 3-3.
Un saluto caloroso – «Il pubblico ha riconosciuto il grande impegno profuso quest’anno, con cinquantasei gare tra Serie A, Coppa Italia, Supercoppa Italiana ed Europa League: mi fa tanto piacere che la curva ci abbia chiamato lì sotto e applaudito, significa che la gente ha rispetto e riconosce che si è dato tutto. Sono contento di questo finale di stagione, abbiamo dimostrato di non aver mollato nulla e giocato da grande squadra: ringrazio lo stadio, i tifosi e la curva per gli applausi ai ragazzi».
Bilancio di fine stagione – «Nella prima intervista a Valles la scorsa estate avevo detto che sarebbe stata una stagione pesante e dura, con un percorso molto tortuoso. Peccato per i tanti punti persi in casa, stavolta non abbiamo stupito ma è stato comunque fatto un buon lavoro: i capolavori sono altri, come la Coppa Italia conquistata lo scorso anno. L’ottavo posto era l’obiettivo che volevamo in questa parte conclusiva, dopo non essere riusciti ad agganciare il settimo, e sono contento che alla fine si sia riallacciato il rapporto tra noi e lo stadio: sono emozionato e felice per questa giornata molto positiva».
Avanti insieme? – «Puntualmente ad aprile-maggio iniziano questi valzer, ma bisogna capire che noi tutti siamo concentrati sul concludere bene la stagione, avevamo da dimostrare di non aver mollato e ci siamo riusciti. L’anno scorso io e la società ci eravamo incontrati prima, quest’anno lo faremo a campionato finito: bisognerà programmare qualcosa di diverso dai primi due anni perché non ci saranno le coppe. Se si vuole lottare con le prime sei-sette della Serie A bisogna fare qualcosa di straordinario, perciò bisogna cercare di definirlo per bene».
L’amore trionfa sempre – «Dove arrivo metto sempre il cuore, è giusto che sia cosi. Anche qui a Bologna ho messo tutto me stesso sin dal primo giorno: cuore, passione e alle volte anche ossessione. Sono contento di essere così e di trasferirlo alla squadra, a mio avviso professionalità, impegno, fame e voglia non devono mai mancare. Il pubblico ha riconosciuto il nostro impegno, la nostra voglia e il fatto di dare l’anima: ultimamente mi era dispiaciuto uscire tra i fischi, così come qualche parola non bella sentita qualche partita fa, ma grazie a questo bel finale abbiamo se non altro raggiunto l’obiettivo di riallacciare il rapporto col nostro stadio».
Un momento bello e uno brutto – «La gara di Vigo è stata uno spartiacque: ci eravamo posto l’obiettivo di superare il girone iniziale di Europa League e quella gara ci ha dato un’autostima, una forza e una convinzione dei nostri mezzi incredibili, ci ha dato la spinta per tagliare un traguardo importante superando avversari tosti. Di contro potevamo fare di più con la Lazio in Coppa Italia, visti i tanti turni in casa avevamo una bella occasione di arrivare nuovamente fino in fondo».
Un solo impegno settimanale – «Queste ultime quattro gare hanno dimostrato che senza le coppe hai più tempo per recuperare le energie e preparare bene la partita seguente, studiando avversario e curando ogni minimo dettaglio. Giocare l’Europa è un grande orgoglio, però l’Europa ti toglie: l’anno prossimo si potrà lavorare diversamente per stare al passo delle prime sei-sette, e l’idea mi stuzzica. La società ha voglia di continuare a lavorare con giocatori bravi, e ha già dimostrato di saper lavorare coi giovani».
Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)
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