Juve eliminata dalla Champions League, il pagellone europeo: chi ha convinto e chi ha deluso. TOP E FLOP alla fine del percorso | OneFootball

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·28. Februar 2026

Juve eliminata dalla Champions League, il pagellone europeo: chi ha convinto e chi ha deluso. TOP E FLOP alla fine del percorso

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Juve eliminata dalla Champions League, il pagellone dei bianconeri dopo la fine del percorso: TOP E FLOP di chi ha convinto e chi ha deluso

L’Europa è sempre il banco di prova definitivo. La Champions League della Juventus si è rivelata un ottovolante di emozioni, illusioni e bruschi risvegli, culminato nella doppia sfida al cardiopalma contro il Galatasaray ai playoff. Questo è il Pagellone definitivo della campagna europea bianconera, analizzando i picchi di rendimento e le cadute più rovinose, estrapolando Top e Flop da una rosa che ha viaggiato troppo spesso a corrente alternata sul palcoscenico continentale.


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I TOP

Kenan Yildiz. Il talento turco è stata l’indiscutibile luce della campagna europea della Juventus. Quando si accende lui, s’illumina la squadra. Contro il Borussia Dortmund ha offerto un saggio virtuoso che lo spinge sotto le luci d’Europa, bagnando la prestazione con il gol. Nonostante non sia stato accolto benissimo a Istanbul nell’andata dei playoff contro il Galatasaray, si è rifatto al ritorno, risultando decisivo in un match in cui poteva anche non esserci. La sua giocata magica nella trasferta contro il Bodø/Glimt è stata determinante per portare a casa i tre punti. La stellina è definitivamente sbocciata anche fuori dai confini nazionali.

Weston McKennie. L’incursore che non ti aspetti, o forse quello di cui non puoi più fare a meno. In Champions, l’americano ha confermato la sua incredibile capacità di leggere gli spazi. Decisivo contro il Pafos, devastante nel secondo tempo contro il Benfica, dove timbra ancora il cartellino. Al ritorno dei playoff contro il Galatasaray certifica il suo status: scompare e riappare nel bel mezzo di tre maglie giallorosse e fa la rete del 3-0. Ruba meno l’occhio di altri, ma il suo peso specifico è incalcolabile.

Khephren Thuram. Quando accelera, l’Europa se ne accorge. Il francese ha dimostrato di avere un passo diverso, specialmente nelle notti europee più ispirate. Contro il Benfica ha rubato la scena, trovando anche la via della rete. Se all’andata contro il Galatasaray è sembrato un po’ troppo “leggero”, al ritorno ha saputo ricalibrare la bussola, ritrovando la leggerezza migliore per far ripartire la squadra. Peccato per il gol mancato, ma le lacrime successiva hanno conquistato i tifosi: Thuram è uno juventino vero.

I FLOP

Juan Cabal. Un disastro su quasi tutta la linea, un vero e proprio tallone d’Achille nelle notti di Champions. Se a Monaco l’autovelox va in tilt e Vanderson gli sfreccia davanti, il capolavoro in negativo lo firma nella bolgia di Istanbul. Nel rovinoso 5-2 patito contro il Galatasaray, confeziona il manuale su come rovinare il piano partita in poco più di venti minuti, facendosi espellere in modo sciocco e condannando i compagni a una serata d’inferno. Assolutamente inadeguato per questi livelli?

Jonathan David. L’uomo che doveva far fare il salto di qualità all’attacco si è trasformato in un mistero doloroso. Nelle grandi sfide europee scompare dai radar. Contro il Borussia Dortmund vaga in cerca perenne della posizione e della felicità, contro il Villarreal è inspiegabile il modo in cui abbia accompagnato il pallone fuori a porta vuota, e contro il Real Madrid risulta semplicemente “non pervenuto”. Al ritorno col Galatasaray si divora il gol che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della doppia sfida. Totalmente avulso dal contesto europeo.

Teun Koopmeiners. La delusione più cocente a livello tattico. Acquistato per dominare il centrocampo, in Champions è parso perennemente spaesato. Contro il Borussia Dortmund si perde nel traffico, contro il Villarreal è completamente spento e con il Real Madrid offre “l’ennesima prova sottotono”. Sembra non reggere i ritmi e la pressione europea, limitandosi a compitini scolastici (come a Monaco) senza mai riuscire a incidere o a giustificare il peso del suo cartellino nelle notti che contano. Un doppio squillo all’andata con il Galatasaray e una buonissima prestazione al ritorno servono per rendere meno grave la valutazione, generando il solito dubbio: ma qual è il vero Koopmeiners?

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