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·21. Juni 2026
Kessie e il Milan, una storia destinata a ricominciare? Pro, contro e possibili scenari nel progetto di Amorim

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Le indiscrezioni che arrivano nelle ultime settimane parlano di un Franck Kessié intenzionato a tornare in Italia dopo l’esperienza in Arabia Saudita. L’ex centrocampista rossonero è attualmente legato all’Al Ahli, ma il suo contratto è in scadenza il prossimo 30 giugno e il mancato rinnovo ha inevitabilmente alimentato le voci di mercato.
Tra i club accostati al giocatore non poteva mancare il Milan. Una suggestione che divide tifosi e addetti ai lavori e che merita un’analisi approfondita.
Chi ha vissuto il Milan dello Scudetto ricorda perfettamente cosa rappresentasse Kessié per quella squadra.
L’ivoriano era il classico centrocampista totale: forza fisica, recuperi difensivi, inserimenti offensivi, leadership e capacità di reggere ritmi elevati per novanta minuti.
L’arrivo di Ruben Amorim rende questa ipotesi ancora più interessante.
Il tecnico portoghese ama costruire squadre aggressive, dinamiche e capaci di vincere i duelli individuali in ogni zona del campo. Da questo punto di vista, Kessié possiede caratteristiche che sembrano cucite su misura per il suo sistema di gioco.
Fisicità, intensità e capacità di occupare grandi porzioni di campo sono qualità che potrebbero renderlo estremamente utile all’interno del nuovo progetto tecnico.
Inoltre, il suo arrivo garantirebbe esperienza internazionale e una conoscenza profonda dell’ambiente Milan, fattori che potrebbero agevolare la transizione verso il nuovo corso.
Se il centrocampo del futuro dovesse ruotare attorno a profili come Jashari e Rabiot, Kessié potrebbe rappresentare un’alternativa di altissimo livello.
Anzi, in alcune partite potrebbe persino diventare titolare grazie alle sue qualità atletiche e alla sua capacità di interpretare più compiti all’interno della stessa gara.
Naturalmente non mancano le controindicazioni.
La prima riguarda il livello competitivo.
Per quanto il campionato saudita sia cresciuto negli ultimi anni, il ritmo e l’intensità della Serie A restano differenti. Il Milan dovrebbe valutare attentamente se Kessié sia ancora in grado di esprimersi agli stessi livelli mostrati durante la sua prima esperienza in rossonero.
Il rischio, in questi casi, è sempre quello di inseguire il ricordo di un giocatore più che il giocatore reale.
Un altro tema riguarda l’ingaggio.
Kessié percepisce uno stipendio molto elevato e un eventuale ritorno richiederebbe probabilmente un importante sacrificio economico da parte del giocatore. Un aspetto tutt’altro che secondario per una società che negli ultimi anni ha mantenuto una politica salariale molto rigida.
Il calcio è pieno di ritorni che non hanno mantenuto le aspettative.
Spesso i tifosi ricordano soltanto la versione migliore di un giocatore e finiscono per confrontarla con una realtà inevitabilmente diversa. Per questo motivo il Milan dovrebbe valutare l’operazione con lucidità, senza lasciarsi influenzare esclusivamente dall’aspetto emotivo.
Se Kessié fosse disponibile ad accettare un progetto tecnico ambizioso e un contratto sostenibile, il suo ritorno potrebbe rappresentare una soluzione molto interessante per il nuovo Milan.
Esperienza, leadership, fisicità e conoscenza dell’ambiente sono qualità che non si trovano facilmente sul mercato.
Tuttavia, l’operazione avrebbe senso soltanto se il club fosse convinto di ritrovare un giocatore ancora capace di incidere ad alti livelli e non semplicemente un simbolo del passato.
Per Amorim, avere in rosa un centrocampista con le caratteristiche di Kessié sarebbe senza dubbio un vantaggio. La vera domanda è un’altra: il Kessié di oggi è ancora vicino a quello che trascinò il Milan verso lo Scudetto? Se la risposta fosse sì, allora il suo ritorno potrebbe trasformarsi in una delle mosse più intelligenti dell’estate rossonera.
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