Koné ha parlato del suo futuro: «Vediamo cosa succederà. Felice della fiducia del club, poi c’è anche il Mondiale» | OneFootball

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·7. Mai 2026

Koné ha parlato del suo futuro: «Vediamo cosa succederà. Felice della fiducia del club, poi c’è anche il Mondiale»

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Koné ha parlato del suo futuro tra le colonne della Gazzetta dello Sport. Queste le parole del centrocampista canadese del Sassuolo

Ismael Koné, centrocampista del Sassuolo e obiettivo di mercato per molte squadre, tra cui il Milan, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport parlando del suo futuro e delle sue ambizioni. Il giovane talento ha ribadito la sua concentrazione sul presente, lasciando aperta la porta a possibili sviluppi in vista del prossimo anno.

FUTURO E MERCATO – «Sono sincero: non lo so. Vediamo cosa succederà, ma sono concentrato su ciò che devo fare. Sono felice di stare al Sassuolo e della fiducia del club. Poi ci sarà il Mondiale».


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IL MONDIALE CON IL CANADA – «Sono molto sorpreso dell’assenza dell’Italia perché la vostra nazionale è molto talentuosa. Io sono felice: in Qatar giocai il Mondiale con una ventina di partite da professionista alle spalle. Adesso ho più consapevolezza. Tre mesi fa non realizzavo quanto grande fosse l’evento che vivremo e ospiteremo. L’ultima volta che sono stato in Canada ho respirato l’eccitazione generale. Non vedo l’ora che inizi perché la squadra è cresciuta e io pure: so quanto sono migliorato in questi quattro anni e ringrazio Dio per avermi dato di nuovo questa possibilità».

L’ESPERIENZA CON DE ZERBI – «Siamo due persone che amano il calcio, ma con due visioni diverse. Lui ha davvero una passione incredibile. In quel periodo io avevo qualche difficoltà e probabilmente non riuscivo a dargli subito ciò che voleva. A Marsiglia sono stato bene, è stata una bella esperienza, ricordo la bravura dei compagni e il calore dei tifosi. Non sarò mai abbastanza grato per ciò che ho vissuto lì anche se non è andata come avrei voluto. Non dirò mai nulla di male su Roberto: magari poteva avere più pazienza con me e io potevo evitare di rispondergli. Cose che succedono. Fu una discussione come tante: lui vuole che in mezzo al campo si facciano uno o due tocchi, ma io ho bisogno di un po’ di libertà. Voglio cercare la giocata. Lui lo sapeva, ma quel giorno si arrabbiò».

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