Calcionews24
·20. Mai 2026
La fine dell’ossessione: l’Arsenal piega il City e si riprende la Premier 22 anni dopo

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La notte di Londra si è finalmente colorata di biancorosso. L’Arsenal è campione d’Inghilterra 2025-26, interrompendo un digiuno diventato un’ossessione, durato ben 22 anni dai tempi degli “Invincibili” di Arsène Wenger nel 2004. Mikel Arteta è riuscito nell’impresa in cui molti avevano fallito: piegare la resistenza del Manchester City di Pep Guardiola in una logorante corsa a due.
Ma come si è arrivati a questo storico trionfo, culminato con la festa alla 37esima giornata? Ecco le tre ragioni e i momenti decisivi che hanno riportato il titolo all’Emirates Stadium.
1. Un mercato impattante e la forza del collettivo (con un tocco di predestinazione)
Nelle stagioni passate, l’Arsenal si era spesso sciolto in primavera per mancanza di profondità. Questa volta, il mercato ha consegnato ad Arteta pedine che hanno svoltato l’annata. Viktor Gyökeres è stato l’attaccante implacabile che mancava: sue le reti decisive per abbattere i muri avversari, con doppiette fondamentali nel 4-0 al Leeds e nel 3-0 al Fulham. Eberechi Eze ha aggiunto imprevedibilità e gol pesanti (suo il gioiello balistico nell’1-0 al Newcastle e la doppietta nel 4-1 al Tottenham), mentre Mikel Merino si è rivelato un jolly assoluto, capace di agire persino da centravanti. Ma il capolavoro di Arteta è stato anche saper pescare dal vivaio nei momenti di estasi: il gol del clamoroso 2-0 all’Everton segnato da Max Dowman, appena sedicenne, rimarrà l’emblema romantico di una squadra in cui gioventù ed esperienza (guidata da un sontuoso Odegaard e da innesti come Zubimendi) si sono fuse alla perfezione.
2. Il dominio nei derby di Londra e l’arte delle palle inattive
Per vincere la Premier League serve imporsi nei match che pesano sull’orgoglio, e l’Arsenal quest’anno è stato il padrone assoluto della capitale. Il clamoroso 4-1 inflitto al Tottenham a domicilio alla 27esima giornata ha mandato un messaggio chiaro a tutta l’Inghilterra. Eppure, la vera maturità si è vista la settimana successiva, nel 2-1 contro il Chelsea. In una gara sporca e tesa, i Gunners hanno vinto grazie alla loro arma letale: i calci d’angolo. Le incornate di Saliba e Timber hanno ribadito come l’Arsenal di quest’anno sia stato spietato sui calci piazzati. Aver unito la miglior difesa del campionato (26 reti incassate a fronte dei 33 del City) e questa cinica capacità di sfruttare i calci da fermo ha garantito punti vitali quando il gioco palla a terra faticava a decollare.
3. La resilienza mentale nel duello rusticano col Manchester City
Il terzo, e forse più importante, fattore è stato psicologico. Alla 33esima giornata, il Manchester City ha vinto lo scontro diretto per 2-1 (reti di Cherki, Havertz e Haaland). In passato, una sconfitta del genere avrebbe innescato il tracollo psicologico dei londinesi. Quest’anno, invece, l’Arsenal ha incassato il colpo ed è ripartito. I Gunners hanno saputo vincere partite di “corto muso” difficilissime (l’1-0 al West Ham firmato Trossard, per poi essere salvati nel finale dal VAR), mantenendo il City a distanza. Dal canto suo, la squadra di Guardiola, distratta dai successi in Carabao Cup e FA Cup e colpita dal grave infortunio di Rodri proprio nello scontro diretto, ha finito per logorarsi. Il destino ha presentato il conto alla 37esima giornata: mentre l’Arsenal faceva il suo dovere, il City si è schiantato contro il Bournemouth. Il gol all’ultimo respiro di Haaland (1-1) non è bastato: il passo falso dei Citizens ha fatto scattare la matematica.
Nessun crollo primaverile, nessuna “paura di vincere”. L’Arsenal 2025-26 ha saputo soffrire, colpire e resistere. Dopo 22 anni, la Premier League ha un nuovo, vecchio padrone.







































