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·12. Juni 2026

La presidentessa del Venezia Bodie: «Qui per restare a lungo. NBA Europe? Noi ci siamo per qualunque attività sportiva»

Artikelbild:La presidentessa del Venezia Bodie: «Qui per restare a lungo. NBA Europe? Noi ci siamo per qualunque attività sportiva»

A poco più di un mese dal suo approdo al Venezia, da azionista ma soprattutto da presidentessa, Francesca Bodie ha presenziato a una conferenza stampa a Milano alla quale ha preso parte anche Calcio e Finanza, per presentarsi ufficialmente come nuova numero uno del club veneto, senza lesinare alcune importanti indicazioni in merito al prossimo futuro del club.

Un legame con l’Italia che inizia dal luogo di nascita, Como, e dalla formazione scolastica, Firenze, e che si conclude con la laurea a Stanford. Per quanto riguarda la vita lavorativa questa ha da sempre coniugato sport e intrattenimento, al fianco del padre Tim Leiweke (entrato anche lui nell’azionariato del club e diventato Co-Presidente del Comitato Operativo) iniziando dall’Anschutz Entertainment Group (AEG), che aveva sotto il suo ombrello la società LA Live, i Lakers dell’NBA e i Kings della NHL, senza dimenticare l’organizzazione del festival musicale di Coachella e la gestione della O2 Arena di Londra. Poi il gruppo Maple Leaf Sports & Entertainment, che ha una lunga storia vincente a Toronto, soprattutto con le squadre di calcio, di hockey, e NBA con i Raptors, dove in quel periodo fu vinto il titolo. Per finire poi agli ultimi 10 anni, con la Bodie impegnata nel Oak View Group (OVG), fondato con il padre.


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Esperienze che hanno portato al Venezia e all’investimento che ha permesso questo inserimento nell’azionariato di un club che ha già provveduto ad avviare la costruzione di un nuovo stadio ed è pronto a investimenti in gradi di ampliare la concezione del proprio brand, senza dimenticare il core business, che rimane quello sportivo. La dimostrazione arriva da quella che in realtà è l’ultima battuta della presidentessa Bodie: «Siamo qua per restare a lungo, per fare qualcosa di grande. Abbiamo fatto degli errori, ne rifaremo anche degli altri. Ma, come mi ha sempre detto mio padre, è una grande fortuna poter fare quello che si ama e io ho sempre amato moltissimo questo lavoro e sono molto impegnata a portarlo avanti».

«Sia io che mio padre sentivamo il desiderio di tornare a lavorare con una squadra e questa che ci si è presentata a Venezia è stata un’opportunità assolutamente unica, perché è una squadra che ha una cultura dello sport assolutamente interessantissima, un direttore sportivo (Filippo Antonelli Agomeri, ndr) di eccelso livello, come tutti sappiamo, uno stadio che è molto, molto interessante, che rappresenta anche l’unione dello sport con l’intrattenimento, ed è quello che abbiamo sempre saputo fare – ha continuato Bodie –. E non sono tante a livello internazionale le opportunità di lavorare su queste partnership tra pubblico e privato che abbiamo trovato nella regione del Veneto e a Venezia in particolare».

Nel progetto stadio, per il quale il Venezia si è aggiudicato il bando per la gestione dell’impianto di durata quarantennale, è prevista anche la costruzione di un palazzetto per il basket. Unendo questo aspetto alla pregressa esperienza della presidentessa Bodie, si è parlato anche della possibilità di inserirsi nel progetto che porta il nome di NBA Europe: «Noi tutti sosteniamo la Reyer, e naturalmente noi siamo assolutamente felici di sostenere tutto quello che riguarda  l’intersezione trasporti, entertainment, musica, altre attività. La Regione è molto in linea con questo desiderio, è una destinazione turistica ovviamente importantissima, quindi noi ci siamo su questi progetti». Va ricordato che l’ex sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro è il proprietario della Reyer Venezia e nei giorni scorsi, nel capoluogo veneto è avvenuto il primo incontro fra Francesca Bodie e il neo eletto primo cittadino, che succede proprio a Brugnaro, Simone Venturini (sempre indipendente ma appoggiato dal centrodestra, come lo era il suo predecessore).

A chi poi indica il Como come esempio da seguire, Bodie ha replicato: «Al Como innanzitutto faccio tutti i miei complimenti. Essere arrivati in Champions ovviamente è un traguardo fantastico e gli auguro il meglio, rispetto moltissimo tutto quello che hanno fatto e che stanno facendo. Io però amo il Venezia. Questo è proprio il mio focus totale. Mi piace lavorare con una città che è unica al mondo, mi piace lavorare con una squadra che è unica al mondo sul campo e fuori, in collaborazione con la Regione. Quindi, non ci vogliamo distrarre perché la nostra passione, il nostro impegno, il nostro amore sono proprio per la città di Venezia e per la squadra del Venezia».

Il nuovo stadio sarà poi una grande opportunità per il club anche per attrarre nuovi tifosi: «Coinvolgere la nuova generazione di ragazzi, quella di TikTok, è un problema che non riguarda soltanto la Serie A o soltanto il Venezia, ma un po’ tutti gli sport. Ma noi possiamo contare sull’unicità di Venezia. A livello internazionale, a livello mondiale non esiste una città con la sua storia, con la cultura di Venezia che ha il Carnevale, la Biennale, la Mostra del Cinema. Quindi noi possiamo intercettare qualcuno che magari è venuto alla Biennale e fargli conoscere meglio il Leone d’Oro e, e agire proprio su questa capacità della città di essere super attraente per tanti pubblici diversi e tante età diverse. E a proposito di età, vogliamo introdurre sempre più giovani, sia maschi che femmine, a occuparsi e a interessarsi allo sport sia in campo che fuori dal campo. È veramente una città unica, una profondità culturale sportiva che non esiste da nessun’altra parte».

Sullo stadio da vivere 365 giorni all’anno: «Ci sarà la musica, che sarà un fattore fondamentale di avvicinamento a un pubblico più ampio, anche perché a livello sia di artisti locali che internazionali vogliamo portarli a esibirsi da noi, che sarà il posto più bello di tutto il nord Italia per venire a sentire dei concerti fantastici. Capire l’intersezione tra sport e musica e tutto questo mondo, parliamo molto del viaggio dei fan e di tutti i diversi tipi di fan che abbiamo. La curva, la famiglia che ha appena visto una partita per la prima volta, il visitatore che entra. Vogliamo poi assicurarci che l’esperienza dei fan, per qualsiasi persona sia straordinaria comprendendo poi anche la parte di cibo e bevande. Vogliamo che arrivino presto e rimangano fino a tardi».

«Qui entra in gioco proprio la nostra esperienza pluriennale nell’intersezione tra immobiliare, musica e sport  – ha continuato la numero uno del Venezia –. In tutto quello che abbiamo fatto, abbiamo sempre dedicato molta attenzione anche al trasporto pubblico, degli spettatori. Vogliamo che per tutti ci sia un’esperienza comoda, pratica, gradevole, che riguarda anche la parte di ristorazione. Vogliamo che al pubblico faccia piacere venire anche molto tempo prima, passare tempo allo stadio perché è una giornata che comprende varie attività, anche oltre la partita».

Sull’attrattività del calcio italiano per gli investitori stranieri, soprattutto statunitensi: «Nello sport a livello mondiale in questo momento si vede veramente una fame insaziabile di qualcosa di vincente. E questo è quello che ci porta a interessarci sempre di più del calcio e delle squadre. Il calcio è sicuramente lo sport più importante a livello mondiale, il più diffuso, il più popolare. E qui ora in questo momento abbiamo un’opportunità incredibile, perché avete un paese incredibile, una storia, una cultura sportiva incredibili. E poi per un americano un club che ha 100 anni e più di storia è una cosa fuori dal mondo. Non esiste da noi un qualcosa che abbia una storia così lunga. Quindi non è solo un interesse che ci motiva, ma anche un profondo senso di rispetto per la storia, per la tradizione della squadra e del club. E poi non voglio fare confronti con altri investitori che possono avere avuto esperienze più o meno felici, ma la grande differenza rispetto a tanti altri è che io sono un “operator”, da sempre ho sempre gestito le cose direttamente in prima persona, l’ho sempre fatto, mi è sempre piaciuto moltissimo e quindi me ne sono sempre occupata, mettendoci le mani, non soltanto da investitore finanziario».

«E quindi noi, essendo più operator che investitori finanziari, abbiamo la grande possibilità di ascoltare. Ascoltiamo con grande piacere quello che ci dicono i tifosi, ascoltiamo il nostro gruppo dirigenziale al quale poi deleghiamo tutte le responsabilità che, giustamente, sappiamo che si meritano, perché le sanno gestire al meglio e quindi la grande differenza tra chi fa operation come noi e chi fa solo un investimento è proprio questo coinvolgimento molto più personale – ha concluso Bodie –. Il nostro ruolo è quello di restare umili. Noi dobbiamo essere lì a fornire sostegno, quello che serve quando serve per il campo, fuori dal campo, nello spogliatoio, negli uffici, dovunque sia necessario».

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