FIGC
·3. Juni 2026
Le idee e le emozioni del 'talk', gli abbracci del torneo tra squadre DCP: a Reggio Emilia il calcio inteso come progetto di vita

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‘Il Calcio è la Mia Vita’, giunto alla quinta edizione, è diventato ormai un appuntamento fisso, in questo periodo, a Reggio Emilia. Quest'anno, al tradizionale torneo di calcio tra squadre della Divisione Calcio Paralimpico della FIGC, che si è disputato sabato 30 maggio, è stato abbinato un evento di altrettanto valore: due giorni prima, infatti, ha avuto luogo la tavola rotonda 'Il calcio è la mia vita, l’esperienza Special nel progetto di vita di bambini e ragazzi', dedicata all’inclusione e al valore sociale dello sport.
L’evento, promosso dalla Lega Pro in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Reggio Emilia, con il patrocinio della DCP e della Fondazione per lo Sport del Comune di Reggio Emilia, è stato moderato dal giornalista Claudio Arrigoni. Hanno partecipato Matteo Marani, presidente di Lega Serie C, il coordinatore delle Politiche Sportive della Regione Emilia-Romagna, Giammaria Manghi, e l’assessora a Economia Urbana e Sport, con deleghe a Commercio, Turismo, Città Storica e Sport, Stefania Bondavalli, e Gianfranco Zola, vicepresidente Vicario Lega Serie C, che ha mandato un saluto in video collegamento. Per la DCP c'era il responsabile nazionale, Giovanni Sacripante.


Il 'talk' è stato sviluppato in due panel. Nella prima parte, è stato analizzato il contributo dello sport alla disabilità con Santo Rullo, medico psichiatra ideatore del progetto Crazy For Football e membro del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio Paralimpico. Nella seconda parte sono intervenuti Stefano Cavalli, allenatore del Parma Academy (la squadra creata al suo interno dal Parma Calcio e iscritta alla DCP), Nicola Simonelli, segretario generale dell'AC Reggiana, Emanuela Andronaco, coordinatrice area calcio paralimpico Parma Calcio. Anche Andronaco e Simonelli fanno parte del Consiglio Direttivo della DCP. Inoltre, c'è stato spazio per le testimonianze di alcuni tesserati di squadre DCP dell’Emilia-Romagna: "Quando gioco a calcio non mi sento più solo" ha detto, per esempio, uno degli atleti, emozionando la platea.


“Affiancare a questa edizione del Torneo ‘Il Calcio è la Mia Vita’ un’occasione di confronto e riflessione sul valore dello sport paralimpico - ha detto il coordinatore delle Politiche Sportive della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi - sia stata una scelta felice. Consente, infatti, di affermare ed evidenziare gli effetti positivi che lo sport può assicurare a ogni persona nell’ambito del proprio progetto di vita sport, accogliendo e generando integrazione. Con la Divisione Calcio Paralimpico ci accomuna, tra le altre cose, la volontà di ricercare un rapporto e una collaborazione costante, in particolare riguardo le neuropsichiatrie infantili. Si tratta di quell’ottica di sinergia che la Regione Emilia-Romagna ricerca costantemente, per quanto attiene ambiti prioritari e delicati come quello dell’integrazione attraverso lo sport”.
“Siamo orgogliosi di partecipare attivamente a queste iniziative sul calcio paralimpico, dando il nostro contribuito per alimentare e informare sul tema dell’inclusione. È un bene che si discuta e si diffonda una cultura in questo senso. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna per accompagnarci in questo importante percorso, diventato oggi punto di riferimento”, ha commentato il Presidente della Lega Pro Matteo Marani. “Lo sport e il calcio - ha aggiunto Marani - sono fattori straordinari di integrazione, accoglienza, inclusività. Strumenti per abbattere le barriere del pregiudizio e della superficialità. L’impegno di Lega Pro sarà sempre costante e garantito a supporto del calcio paralimpico".


"Quando parliamo di progetto di vita per bambini e ragazzi con disabilità - ha sottolineato il responsabile nazionale della DCP, Giovanni Sacripante - non dobbiamo pensare allo sport solo come un elemento accessorio, come un'attività in più in cui impiegare il tempo libero. La nostra esperienza ci porta a dire che lo sport può essere una parte strutturale di un progetto di vita, perché il calcio non dà solo beneficio fisico, ma fa stare meglio la persona in sé. I nostri atleti migliorano anche le loro relazioni sociali, si sentono parte di una comunità. Vivono integrazione e inclusione in modo concreto: giocando a calcio, sono riconosciuti come atleti. Il progetto DCP è un benchmark internazionale, molto apprezzato per esempio dalla UEFA. Un successo del genere si ottiene solo lavorando come sistema, nel modo più allargato possibile: la FIGC con gli atleti, le famiglie, le squadre, i volontari, le istituzioni, le scuole".


Il torneo di calcio del sabato, disputato allo Stadio Mirabello di Reggio Emilia, è stato un quadrangolare tra Union Brescia, Alcione Milano, Reggiana e Il Ponte (la squadra del Lazio 'adottata' dalla Serie C), che hanno regalato spettacolo in quella che è stata una festa dei valori dello sport. Il Ponte con due vittorie, si è aggiudicata il Torneo; seconda classificata la Reggiana, terzo l’Alcione Milano e quarto l’Union Brescia. Il divertimento si è poi spostato dal campo alla cerimonia di premiazione, dove calciatrici e calciatori hanno festeggiato con coppe e medaglie una giornata da ricordare, conclusasi con il bel terzo tempo tra i protagonisti.
“Lo sport paralimpico rappresenta un esempio straordinario di inclusione, determinazione e valorizzazione delle capacità di ogni persona, contribuendo a costruire una società più equa e consapevole. Il quadrangolare ‘Il Calcio è la Mia Vita’ rappresenta da anni per Reggio Emilia un’importante occasione di valorizzazione della disabilità attraverso lo sport”, ha dichiarato l’assessora a Economia Urbana e Sport del comune di Reggio Emilia, Stefania Bondavalli.







































