Le origini, i gol, il Genoa e la maglia Azzurra: Jeff Ekhator si racconta a Vivo Azzurro TV | OneFootball

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·23. April 2026

Le origini, i gol, il Genoa e la maglia Azzurra: Jeff Ekhator si racconta a Vivo Azzurro TV

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C’è una ‘Primavera Azzurra’ che cresce e sogna. È quella che a giugno giocherà gli Europei Under 17 e Under 19 in Estonia e in Galles, ma è anche quella che fa brillare gli occhi con l’Under 21 e che ambisce ad arrivare, perché no, in Nazionale maggiore nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Jeff Ekhator è uno dei volti principali di questa ‘Primavera’: è lui il protagonista dell’intervista pubblicata Vivo Azzurro TV realizzata durante l’ultimo raduno degli Azzurrini a Tirrenia.

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LA CARRIERA. Nato a Genova nel novembre del 2006, Ekhator – che dice di ispirarsi a Usain Bolt e di avere in Moise Kean il suo punto di riferimento – ha anche segnato nell’ultimo turno di Serie A (il suo terzo gol in stagione): una rete pesante, che ha permesso al Genoa di andare a vincere in casa del Pisa e garantirsi la (quasi) aritmetica salvezza. In carriera Ekhator ha spesso bruciato le tappe, così come accaduto in Nazionale Under 21: “Non mi aspettavo un percorso così veloce, perché ci sono tanti giocatori che meritano. A settembre ero stato convocato con l’Under 20, poi l’infortunio di Camarda mi ha dato la possibilità di salire subito in Under 21”. Un cammino ‘lampo’, partito dall’oratorio con gli amici e proseguito tutto in maglia Genoa: “Mi chiamò anche la Samp, ma scelsi il rossoblù. Ho iniziato a guardare le partite e da lì è nato l’amore per la squadra con cui gioco ora”. Vivaio di grandissima tradizione quello del Genoa, con cui Ekhator ha coronato un primo grande sogno, vincere lo scudetto Under 18 Professionisti nel 2024 (in squadra anche gli altri Azzurrini Ahanor e Venturino). “Più della finale con la Roma ricordo le emozioni della semifinale con l’Inter. Il nostro capitano Stefano Arata aveva da poco perso la mamma, ma nonostante questo era in campo con noi. Segnò proprio lui il gol allo scadere dei supplementari (5-4 il finale, ndr): fu bellissimo”.


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LE FIGURE CHIAVE. Ekhator cresce nel Genoa fra le sapienti mani di una leggenda azzurra come De Rossi (“mi dice sempre che devo stare di più in area di rigore e poi ci tiene che io faccia bene in Nazionale”) dove ha trovato una figura come Baldini “che è una persona schietta: dice sempre quello che pensa. Sa quello che fa e lavora per il nostro bene, per farci arrivare il più lontano possibile”. Anche a casa Jeff viene supportato costantemente: “I miei genitori, che sono entrambi nigeriani, sono arrivati in Italia per lavorare e siamo una famiglia felice. A casa parliamo entrambe le lingue e mi piacerebbe andare in Nigeria, magari questa estate, perché ancora non ci sono mai stato. Mamma e papà sono da sempre il mio supporto più grande: mi dicono sempre di rimanere umile, di dare sempre il massimo anche se non gioco o lo faccio solo per 5 minuti”.

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