Calcio e Finanza
·28. Mai 2026
Le procure di New York e New Jersey mettono la FIFA nel mirino: indagine sui prezzi dei biglietti per i Mondiali

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·28. Mai 2026

La FIFA finisce nel mirino delle autorità statunitensi sul fronte della vendita dei biglietti per il Mondiale 2026. I procuratori generali degli Stati di New York e New Jersey hanno infatti avviato un’indagine sulle pratiche di ticketing adottate dalla federazione guidata da Gianni Infantino, chiedendo alla FIFA «specifici dettagli» relativi alle otto partite in programma al MetLife Stadium del New Jersey, inclusa la finale del torneo.
Secondo quanto riportato dai media americani, l’inchiesta punta a fare chiarezza sulle lamentele dei tifosi relative all’opacità della politica dei prezzi e alla corrispondenza tra i posti promessi e quelli effettivamente assegnati. Nel mirino ci sarebbe anche l’introduzione di una categoria di posti “prima fila” a prezzo maggiorato, creata dopo che milioni di biglietti erano già stati venduti.
In una nota congiunta, la procuratrice generale di New York, Letitia James, e la sua omologa del New Jersey, Jennifer Davenport, hanno spiegato che i prezzi per le partite del Mondiale 2026 «hanno ampiamente superato quelli di qualsiasi precedente edizione della Coppa del Mondo».
«I newyorkesi aspettano da anni che il Mondiale arrivi a casa loro e meritano una concreta possibilità di acquistare biglietti a prezzi accessibili», ha dichiarato James. «Nessuno dovrebbe essere spinto a pagare cifre esorbitanti per un posto a sedere e i tifosi devono potersi fidare del fatto che il biglietto acquistato corrisponda effettivamente a quello ricevuto».
Il tema è particolarmente sensibile considerando che la finale del torneo è in programma il 19 luglio 2026 proprio al MetLife Stadium, impianto che ospita abitualmente le gare NFL dei New York Giants e dei New York Jets.
Ancora più duro il commento di Davenport: «Essere trasparenti sulla vendita dei biglietti non è complicato. Ma la FIFA ha trasformato l’acquisto di un tagliando per il Mondiale in un percorso fatto di confusione, scarsità artificiale e prezzi impossibili».
Dal canto suo, Infantino ha più volte difeso il modello di “dynamic pricing” adottato dalla FIFA, sostenendo che rifletta sia gli standard elevati dei prezzi degli eventi sportivi negli Stati Uniti sia l’enorme domanda globale per il torneo. Il presidente della FIFA ha inoltre richiamato la normativa americana sulla rivendita dei biglietti, che rende particolarmente difficile limitare il fenomeno del secondary ticketing.
Resta però il nodo dei costi. Il caro-biglietti è da mesi uno dei temi più discussi tra tifosi e osservatori, con le polemiche esplose ulteriormente dopo la comparsa sul mercato di offerte a prezzi estremamente elevati per assistere alla finale del torneo. Oltre ai tagliandi standard, anche i pacchetti premium e hospitality hanno raggiunto cifre considerate proibitive per gran parte dei tifosi.
«È un onore ospitare il Mondiale, ma questo evento non rappresenta un invito a sfruttare economicamente residenti e visitatori», ha aggiunto Davenport.
L’indagine delle procure di New York e New Jersey rappresenta l’ultimo capitolo delle polemiche attorno alla strategia commerciale del Mondiale 2026, già criticata per il livello dei prezzi dei biglietti e dei costi accessori legati all’evento, dai parcheggi ai trasporti verso gli stadi.







































